7 aprile 2018

CHINA MIEVILLE: CITTA' RITROVATE E STRADE PERDUTE



Ieri sulla BBC inglese ha debuttato la miniserie tratta da La città e la città di China Mieville, autore britannico che da un ventennio circa fa parlare di sé nell'ambito del fantastico. La storia di questo romanzo risalente al 2009 ruota intorno al caso di una donna ritrovata morta e di un detective che indaga sul caso, tuttavia il cuore del libro non sono i personaggi o la trama, ma le città del titolo, protagoniste indiscusse sulle quali si focalizza l'attenzione di Mieville e del lettore. Le due città sono est-europee, Besźel e Ul Qoma, ma stranamente sono ubicate nello stesso spazio geografico: sono, per così dire, sovrapposte. La causa è un fenomeno chiamato Frattura che Mieville (saggiamente) non spiega, ma intuiamo che si tratta di una sorta di intersezione tra due realtà. Infatti i punti di contatto vengono chiamati intersezioni e sarebbe possibile spostarsi da una città all'altra, se non fosse che è illegale e costituisce reato.
La premessa è geniale e rappresenta senza ombra di dubbio la ragione dietro all'apprezzamento del romanzo, che ha ottenuto vari riconoscimenti internazionali. Per addensare il mistero man mano che il libro procede, ecco che potrebbe esistere una terza città, di cui nessuno sa (o dice) nulla. Ed è su questa terza città ritrovata che stava lavorando la donna uccisa...

30 marzo 2018

CTHULHU E IL MALE RAZIONALE: IL DISTURBANTE FASCINO DI H.P. LOVECRAFT



Sono pochi gli scrittori che possono vantare di aver plasmato una grossa fetta dell'immaginario fantastico novecentesco e Howard Philips Lovecraft è tra questi. Nato nel 1890, poco apprezzato in vita, dopo la morte nel 1937 ha ottenuto un riconoscimento sempre più grande non solo per i suoi racconti in quanto tali, ma per la mitologia a cui ha dato origine grazie a quei racconti. La sua opera ha partorito migliaia di ereditieri su tutto il pianeta in oltre mezzo secolo di cultura popolare del fantastico (horror, fantascienza, fantasy e tutte le varie ibridazioni ed evoluzioni di tali macrogeneri, come weird e dark fantasy, tanto in letteratura quanto in cinema e tv, ma andando molto oltre, fino alla musica e alle arti visive), in modo ancor più pervasivo di altri grandi nomi quali per esempio J.R.R. Tolkien.
Non è stato necessario nemmeno essere un Signor Romanziere, un eccellente scrittore, per raggiungere questo status, anzi. La sua prosa viene spesso criticata per il suo stile arcaico, ridondante, a volte ampolloso e poco sottile, pieno di descrizioni e digressioni e con scarsissimo uso di dialoghi. A sopravvivergli sono le sue idee, non certo il suo stile o il suo talento di paroliere. E mieteranno ancora molte vittime nei decenni a venire nel panorama del fantastico.

24 marzo 2018

LUOGO-PSICHE IN KEROUAC E BALLARD: IL PAESAGGIO COME ESTENSIONE DELLA MENTE


Riflessioni sul rapporto luogo-psiche... dedicato a chi ha letto e conosce almeno in parte i lavori di James G. Ballard e Jack Kerouac. La prima stesura di questo articolo risale al 2010, oggi è stato riveduto e ampliato.
Il paesaggio come estensione dell'anima (con anima intendo l'interiorità individuale, psichica ed emotiva) non è un concetto nuovo: è stato elaborato ampiamente e superbamente da menti molto diverse tra loro. Tra quelle che ho avuto il piacere di incontrare nelle mie letture, Jack Kerouac e James Ballard si possono collocare a cento miglia di distanza in termini di stile narrativo e visione del mondo (il primo icona della letteratura beat americana anni 50, il secondo icona britannica del "fantastico speculativo" dagli anni 50 ai 2000), ma si ritrovano assieme all'ombra di questo concetto e questo ha qualcosa di straordinario.
Kerouac parla del paesaggio e dell'anima in termini strettamente personali e ci racconta i suoi momenti di vita in ogni loro sfaccettatura: quello che scrive nell'arco di tutta la sua esistenza altro non è che un infinito e ciclico diario. Ballard utilizza personaggi e situazioni di finzione per esternalizzare ed estremizzare il rapporto luogo-psiche, facendo una sorta di analisi/diagnosi del comportamento umano.

James G. Ballard (1930-2009)

20 marzo 2018

Pillole - DIRK GENTLY: STAGIONI 1 & 2



Una sorpresa piacevole quella di Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica, nuova serie della BBC, di cui non conosco (se non per fama) il romanzo da cui è tratta, e che quindi posso giudicare solo per la sua resa televisiva. La prima serie di soli 8 episodi è autoconclusiva, ma con un finale che introduce un'altra possibile storia.
Divertente, eccentrica, grottesca, attorcigliata, incalzante: c'è sicuramente qualcosa di dovuto allo humour inglese bizzarro oltre ogni livello di Sherlock e Dottor Who, e al senso del grottesco e del visionario di Terry Gilliam. Li mettiamo insieme e abbiamo Dirk Gently. Sebbene l'essere fuori dai canoni ormai sia quasi un canone, in questo caso allo stile si aggiunge anche una trama bella arzigogolata con tanto di viaggi e paradossi temporali, che tiene incollati sino al finale, e personaggi carismatici e azzeccati (come i loro attori). Una base certamente solida fornita da un autore molto apprezzato nel campo del fantastico.

14 marzo 2018

Pillole - ASH VS EVIL DEAD: STAGIONI 1 & 2


C'era una volta, nel 1981, il film horror La casa, diretto dal giovane Sam Raimi e con il giovane Bruce Campbell come protagonista. Divenne subito un film di culto nel filone splatter, al punto che la coppia Raimi-Campbell diede vita negli anni successivi ad altri due film (La casa II e L'armata delle tenebre) a formare una trilogia. Poi, tre anni fa il franchising è risorto in televisione.
Che dire di una serie che riprende il culto dell'originale La casa trasformandolo in una fiera dello splatter e dell'assurdo? E con il Bruce Campbell originale, con capelli grigi e pancetta. Semplicemente fantastico. Le tonnellate di sangue finto e plastilina sono ben bilanciate dalle tonnellate di risate che suscita questa riuscitissima operazione di compiacere il popolo di cultori dando loro esattamente ciò che volevano.

12 marzo 2018

9 ANNI DI BEATBLOG... BRINDIAMO AD ALTRI 9

A febbraio BeatBlog2 ha tagliato il traguardo dei 9 anni, un numero importante... Ma più importante ancora sarà il prossimo, perciò cercherò di arrivare a 10 in grande stile.

Nell'ultimo paio d'anni, a tempo perso, ho iniziato a sistemare l'archivio dei vecchi post per migliorare contenuti e forma (ho anche cestinato alcune cose obsolete e fuori dai canoni che il blog ha preso nel corso del tempo). Sto proseguendo ora con maggior decisione alla revisione e all'ampliamento dei vecchi contenuti.
  • L'anno scorso ho concluso la retrospettiva cronologica su Jack Kerouac (dopo tanti anni di letture e raccolta informazioni). Ora conta ben 47 post di approfondimento tra libri e altro.
  • Recentemente ho revisionato gli articoli dedicati a Clifford Simak, Arthur Clarke, Joe Hill e Philip K. Dick. Si tratta per lo più di revisioni minori, ho migliorato e aggiunto alcuni passaggi.
Vari altri post del passato saranno oggetto di revisioni minori, senza una cadenza regolare.
Passando a quello che arriverà di nuovo...

4 marzo 2018

LETTURE FANTASTICHE PER IL 2018: NOVITA' E RISTAMPE

Negli ultimi tempi sono usciti diversi titoli nell'ambito della letteratura fantastica di cui sentivamo il bisogno: un paio di novità ma soprattutto romanzi fuori catalogo che personalmente aspettavo di poter avere. Prossimamente ne parlerò in modo più approfondito dedicando articoli ai singoli libri, ma intanto ecco un'anticipazione che vale anche come consiglio per le letture del 2018. Se avete già letto qualcosa, ditemi cosa ne pensate nei commenti.




Stephen King: La scatola dei bottoni di Gwendy
Cominciamo da un titolo che sta per uscire: l'ultimo romanzo di King è una "dolce attesa" per i fan italiani perché si tratta di una nuova storia che parla di Castle Rock, demoniaca cittadina teatro di varie altre storie, e di un'ennesima incarnazione di Randall Flagg, l'antagonista più famoso di King. Come Farris, uno dei suoi tanti nomi, "l'uomo in nero" appare a Castle Rock e regala a un'inconsapevole ragazza adolescente una scatola piena di cui bottoni, i quali se premuti possono cambiare molte cose... Le premesse ci sono tutte per un grande classico. Già disponibile in preordine (Sperling & Kupfer).

25 febbraio 2018

PHILIP K. DICK (PT.15): SOLUZIONI FINALI E OCCUPAZIONI MENTALI



Nel 2014 la Terra possiede una colonia extraplanetaria chiamata Bocca della Balena. Si dice che sia un eden, ma il teletrasporto che conduce là è unidirezionale, quindi nessuno ha mai fatto ritorno. Rachmael è convinto che si tratti invece di una prigione, una “soluzione finale” al problema della sovrappopolazione terrestre. Decide così di intraprendere un viaggio in astronave per raggiungere la colonia. Ci vorranno diciotto anni, ma il sonno criogenico progettato dalla società Lies Inc. (la Menzogne Spa del titolo) è stato manomesso e Rachmael deve affrontare tutto il viaggio da sveglio. Arrivato sulla colonia scopre un governo totalitario insediatosi nel frattempo, ma poi, colpito da un dardo di LSD, sprofonda in un viaggio allucinogeno tra dodici paramondi (realtà alternative).
Nato nel 1964 (il quinto romanzo che Dick partorisce in quell'anno) originariamente sotto forma di racconto (The unteleported man, da noi conosciuto come Utopia andata e ritorno), Menzogne Spa viene espanso e revisionato molto più tardi, prima della morte dell'autore (marzo 1982), che in effetti lascia il lavoro incompleto. Le parti originali sono l'inizio e la fine, mentre tutta la parte centrale (le peripezie multidimensionali e allucinate di Rachmael) sono successive. Ancor più di Deus Irae, il parto che ha dato vita a Lies Inc. è stato lungo e difficile e l'opera risente molto del travaglio. Da un lato abbiamo un'idea, quella della colonia e del misterioso complotto oligarchico che vi si nasconde dietro, appartenente ai canoni dickiani classici (se vogliamo definirli tali) e che offre una premessa intrigante da cui ci aspettiamo grandi cose. Dall'altro abbiamo un'inattesa esplosione del plot, a partire da circa un terzo del libro, verso molteplici direzioni, che fanno smarrire il lettore e lo confondono. Nella mia esperienza di lettura dell'opera omnia di Philip Dick, questo romanzo è probabilmente quello che sono riuscito a seguire meno e di cui, a lettura terminata, mi restano pochissimi ricordi al di là delle premesse iniziali.

21 febbraio 2018

LE STATUE DI ACATE (RACCONTO)


Il sito AppuntidiVita mi ha dedicato ancora una volta un po' di spazio per un racconto breve.
Le statue di Acate risale al periodo 2006-11 quando scrissi il nucleo di storie che poi ha costituito L’era della dissonanza, romanzo pubblicato da Kipple. Si trattava dell’incipit di una storia poi non sviluppata, leggibile autonomamente. Per poterlo far rivivere come racconto l’ho rivisto e arricchito di un contesto che lo rendesse ancor più autosufficiente. Rileggendolo col senno di poi, è un racconto incentrato soprattutto sull'atmosfera sospesa e traslucida (la stessa di L'era della dissonanza), che credo si sposi bene con i concetti descritti e l’ambientazione desertica (con il cenno a un’Italia e un’Europa che soccombono alla desertificazione). Tanto basta per impedirmi di lasciarlo morire in un cassetto. Di seguito potete leggere l'inizio, il resto lo trovate su AppuntidiVita.


14 febbraio 2018

PHILIP K. DICK (PT.14): LA MENZOGNA È L'ARMA PIÙ POTENTE



Sottoterra milioni di persone vivono di stenti in cosiddetti “formicai” producendo androidi per contribuire allo sforzo bellico richiesto dalla superficie, nella convinzione che sia in corso una guerra atomica. Ma la guerra è finita da quindici anni: i terreni, in parte ancora radioattivi, vengono spartiti tra i ricchi della classe dirigente, e gli androidi vengono impiegati come servitù nelle tenute. La menzogna è opera di Brose, un tiranno che ha creato una figura patriottica di nome Yancy con la quale trasmette le notizie false ai formicai. Nicholas scopre la verità quando decide di uscire dal suo formicaio per cercare un pancreas artificiale con il quale salvare la vita al suo capo. Viene coinvolto nella lotta tra Brose e Runcible, un costruttore di campi di accoglienza per i fuggiaschi dei formicai, accusato da Brose di far trapelare la verità. Tutto precipita quando appare un assassino proveniente dal passato con l'intenzione di porre fine alla dittatura.
Le idee di La penultima verità sono semplici ed efficaci. La narrazione è ricca di punti di vista, come sempre in Dick, ma anch’essa chiara e lineare, specialmente se confrontata con quella dei romanzi precedenti (Follia per sette clan, Le tre stimmate di Palmer Eldritch). Il risultato ha un che di didattico (mi ha ricordato l’immediatezza di Redenzione immorale) come se l'autore avesse inteso scrivere un semplice riepilogo di alcune sue ideologie. Ciò non significa che il romanzo sia facilone o cada in semplici morali: al contrario, La penultima verità è un apice per Philip Dick, un'opera importante all'interno della sua produzione, che prosegue il discorso iniziato con il precedente Mr. Lars sognatore d'armi (entrambi sono del 1964). Ma soprattutto, fortunatamente per il lettore, è un'opera in grado di restare impressa proprio in forza della sua linearità, tanto per chi conosce già Dick, quanto per chi lo affronta qui come prima volta (un Palmer Eldritch, al contrario, per quanto geniale potrebbe risultare ostico al lettore novello o casuale).

6 febbraio 2018

PHILIP K. DICK (PT.13): SOGNANDO ARMI FARSESCHE



In questo poco conosciuto romanzo scritto nella primavera del 1964, continuazione di un periodo estremamente produttivo, Philip K. Dick ritrae il mondo del 2004 (un futuro ancora lontano a quei tempi!) diviso in due grandi blocchi, il Bloc-Occ (l'Occidente/USA) e il Pop-Or (l'Oriente/URSS), perennemente in lotta a colpi di armamenti. Lars Powderdry e Lilo Topchev sono i rispettivi esperti “inventori” che concepiscono le armi in uno stato di trance. Ciascuno dei due blocchi, tramite televisione e giornali, sbandiera la propria corsa ad armamenti sempre più perfetti e potenti, in grado di sconfiggere gli attacchi del blocco oppositore. Peccato che in realtà tali armi non esistono e dai disegni di Lars e Lilo al massimo si ottengono dei giocattoli. L'enorme messinscena politica viene smascherata dalla minaccia di una razza aliena pronta a invaderci, contro cui i progetti di Lars e Lilo non possono nulla.
Il contesto di Mr. Lars sognatore d'armi non è quello di una distopia, come si potrebbe pensare basandoci su queste premesse, ma di un mondo ai limiti del bizzarro e del farsesco, una parodia ironica e critica. La trama (come sempre in Dick) procede a scossoni, a tratti linearmente, a tratti confusa, e dalle premesse iniziali si dirama poi in varie direzioni, focalizzando l'attenzione del lettore di volta in volta su aspetti diversi. Il romanzo ha diverse chiavi di lettura ed è questo a renderlo più interessante di quanto sembri: vale la pena approfondire questo particolare volume che si incontra procedendo lungo la sterminata bibliografia dickiana.

3 febbraio 2018

Pillole - STRANGER THINGS: STAGIONI 1 & 2



Riguardando la prima serie di Stranger Things ho avuto conferma della mia prima impressione: si tratta di un riuscito mix di idee classiche, condito da una dose di nostalgia per un'epoca (gli anni 80) che per il cinema è stata grandiosa. La storia è debitrice di tutta la tradizione horror a partire dalle mitologie gotiche di Lovecraft fino alle rivisitazioni attualizzate dello Stephen King prima maniera; poi ci sono un paio di elementi cari alla fantascienza, i superpoteri mentali e le cospirazioni governative. Sono i personaggi e l'atmosfera a entrare nel cuore, a funzionare in quanto ben dosati, mai stereotipati o eccessivi, con il giusto humour che consente di non far diventare il tutto troppo pretenzioso. Insomma, a guardare questa serie si prova il medesimo gusto di quando si guarda Indiana Jones, ET o I Goonies.

Giudizio

24 gennaio 2018

PHILIP K. DICK (PT.12): CLAN DI FOLLI E TRAFFICANTI DI REALTA'



"Dio promette la vita eterna […]. Io posso fare di meglio: posso metterla in commercio."
Philip Dick, Le tre stimmate di Palmer Eldritch

La luna Alpha III è una ex colonia terrestre adibita a manicomio per persone affette da disturbi mentali. Dopo l'abbandono da parte della Terra, oggi è popolata e governata dai sette clan che danno il titolo al romanzo, ovvero gruppi di persone classificati in base ai loro problemi (paranoici, schizofrenici, maniaco-depressivi...). Il libro incrocia le vicende del consiglio dei sette clan con quelle di Chuck, autore di testi propagandistici, e della moglie Mary, consulente in visita su Alpha per un progetto che prevede di curare tutti gli abitanti e risanare la colonia. I due sono in crisi come coppia e anche individualmente, al limite degli stessi disturbi degli abitanti dei clan. Chuck accetta di comandare un simulacro che si trova su Alpha e che potrebbe uccidere la moglie. Mary stessa rivela delle pulsioni omicide verso Chuck. Il destino della liberazione di Alpha si snoda nelle vicende successive, che oltre a Chuck e Mary vedono protagoniste alcune creature bizzarre e semicomiche come la Muffa Gelatinosa.

15 gennaio 2018

PHILIP K. DICK (PT.11): SONNI D'ILLUSIONE



Libro secondario sullo scaffale dickiano ma non privo di interesse, Svegliatevi dormienti risale ancora al 1963, anno eccezionalmente produttivo per Philip Dick, forse troppo (ben 5 romanzi) per riuscire a mantenersi sempre sui livelli di Cronache del dopobomba e I simulacri. L'impianto del romanzo non è riuscitissimo: all'inizio sembra adocchiare un obiettivo preciso, le schiere di dormienti, masse proletarie disoccupate in attesa di essere risvegliate quando si troverà una soluzione alla sovra-popolazione. Soluzione che sembra arrivare quando si scopre il varco verso un altro mondo (o una Terra parallela). Su questa scoperta fonda la sua campagna elettorale Jim Briskin, il candidato alla presidenza USA, uomo di colore (che diventerà il primo presidente nero nel mondo immaginato da Dick, ambientato nel 2080... Si può dire che Obama abbia battuto le pessimistiche previsioni di Dick!). Il mondo dall'altra parte si rivela popolato da esseri umani diversi, meno evoluti nel corpo ma dotati di capacità nel manipolare materia ed energia che vanno oltre la nostra conoscenza, sconfinando nella magia o nel sovrannaturale. Perciò il piano di colonizzazione si rivela un fallimento, anzi, un'arma a doppio taglio: saranno gli ominidi a iniziare una colonizzazione della Terra, per poi rinunciarvi.

2 gennaio 2018

PHILIP K. DICK (PT.10): GUERRA DI ATTORI E SIMULACRI

Con il primo post del 2018 riprendo la retrospettiva su Philip K. Dick affrontando diversi nuovi romanzi e avvicinandomi alla conclusione della carriera di questo magnifico scrittore.

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I simulacri ribadisce e sottolinea, da una parte, il disinteresse di Dick verso le trame fantascientifiche più tradizionaliste e, dall'altra, le ossessioni personali con cui infarcisce la sua narrativa frammentaria, fatta di svariati punti di vista, personaggi e situazioni che si intrecciano, si districano, raggiungono un climax e si rintrecciano nuovamente. Come in La svastica sul sole, Noi marziani e Cronache del dopobomba, sono tanti i temi, le suggestioni e le idee su cui Dick costruisce questo romanzo (nel 1963, terzo di ben cinque romanzi partoriti quell'anno) ottenendo un risultato eccellente.
Al centro della situazione globale descritta da Dick vi sono gli USEA (Stati Uniti d'America e d'Europa), nati dalla collaborazione tra America e Germania durante la guerra fredda. Il der Alte (presidente) e la sua first-lady intendono sfruttare il viaggio temporale (che è una realtà) per condurre nel presente il braccio destro di Hitler, Hermann Goring, allo scopo di negoziare la vittoria del nazismo in cambio della salvezza di milioni di ebrei. Il der Alte, però, si rivela essere non una persona vera ma un simulacro (androide), mentre la first-lady si rivela essere una vecchissima attrice ringiovanita dal make-up. A svelare al mondo questo devastante segreto, per vendetta, è la Karp, multinazionale che ha prodotto tutti i simulacri presidenziali ma che si vede rimpiazzata da un concorrente.

20 dicembre 2017

NUOVE ETEROTOPIE: ANTOLOGIA DEL CONNETTIVISMO ITALIANO


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Nuove Eterotopie rappresenta la coralità delle voci italiane legate al movimento connettivista. Più che movimento, a leggere questa antologia davvero variegata per stili, temi e sapori narrativi, viene naturale parlare di ispirazione. Il connettivismo non è limitato a un genere, né può essere definito da uno stile o una tematica particolare: sempre che sia davvero definibile, costituisce proprio l'esplorazione delle connessioni (gli interstizi, come vengono definiti nell'introduzione al volume) e di una molteplicità di approcci che volontariamente è caleidoscopica e inclassificabile. È chiaro che il connettivismo, e con esso Nuove Eterotopie, si fa vanto della sua anti-etichettabilità, a meno che non si scindano l'un l'altro i racconti e ogni voce venga isolata dalle altre (cosa probabilmente sbagliata da fare). Anche all'interno dello stesso racconto possiamo trovare influenze weird, noir, di fantascienza new wave e classica, e del fantastico avventuroso ottocentesco (non a caso il primo racconto omaggia Verne e gli altri scrittori di quel periodo).