19 ottobre 2018

PHISH: JUNTA (1989) UN ESORDIO DI SINFONIE ROCK


Dopo tanto tempo ho deciso di tornare a scrivere di musica e sarà l'ultima volta che lo farò qui su BeatBlog. Da anni sto dando forma (e finalmente ce l'ho fatta) a un approfondimento in più puntate su una band che in Italia non si conosce per niente: i Phish, da 30 anni forse il nome più influente (oltreoceano) tra le jam band, ovvero quei gruppi che si divertono a fondere generi e improvvisare dal vivo. (Più famosa dalle nostre parti è la Dave Matthews Band, sempre sui generis; i Phish sono leggermente antecedenti).
Partiamo dall'album che ne ha segnato l'esordio discografico: Junta. Nei prossimi articoli parlerò degli anni e degli album successivi.


Si può dire che l'esordio dei Phish sia un album di sinfonie eseguite da un gruppo rock. Lunghe suite piene di jam, una liricità di fondo come in nessun altro dei loro album successivi o nei lavori di altri gruppi jam o progressive. Registrato in modo indipendente nel 1988 in uno studio di Revere, Massachussets, viene poi distribuito nella primavera del 1989. Ma è l'Elektra Records a rilanciarlo nel 1992, mettendo sotto contratto i Phish (questa edizione guadagna poi la certificazione Gold con oltre 500.000 copie vendute). La prima edizione frutta comunque ai Phish una prima menzione sulla carta stampa (la rivista Relix dell'ottobre 1989), sebbene la band sia ancora troppo “piccola” e poco famosa. Questa sarà una costante anche nel futuro della band: il mondo della musica mainstream, nel bene e nel male, li eviterà sempre... e loro si faranno evitare.
Junta raccoglie le creazioni più significative del periodo 1984-88. Nell'artwork di copertina sono rappresentate alcune situazioni e alcuni personaggi delle canzoni. Prima di Junta, sotto la guida di Trey Anastasio, i Phish avevano inciso un'audiocassetta demo, The White Tape (1986), che distribuivano per ottenere gli ingaggi dal vivo, e un concept-album che servì ad Anastasio per la tesi del college, The Man Who Stepped Into Yesterday (1987, conosciuto anche come Gamehendge). In queste incisioni i Phish dimostravano un catalogo già ampio di canzoni, la maggior parte delle quali hanno continuato a evolversi insieme alla band e tutt'oggi appaiono dal vivo (pur senza appartenere ad alcun album studio). In queste prime prove si può anche sentire la prima bozza o l'introduzione di alcuni capolavori presenti in Junta, come “You Enjoy Myself” e “The Divided Sky”.

3 ottobre 2018

DON DELILLO: ZERO K (DELLA SOSPENSIONE ATEMPORALE)

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Non è facile parlare di Zero K, così come non è facile parlare del suo autore, Don DeLillo. Ad attrarmi, in questo suo lavoro più recente, era soprattutto l'argomento centrale del romanzo: come avrebbe trattato, DeLillo, un tema ai confini con la fantascienza? La conservazione criogenica del corpo in funzione del suo ritorno in vita in un futuro lontano, quando una scienza più evoluta avrà debellato le malattie degenerative.
La Convergence è un'agenzia che offre proprio questo servizio. A guidarla c'è Ross, la cui ex moglie, Artis, è ormai in fin di vita, pertanto decide di sottoporsi alla criogenia. Anche Ross è tentato di farlo, nel suo caso per libera scelta: in parte per godere in prima persona dell'incredibile opportunità che lui stesso ha contribuito a rendere possibile, in parte spinto dal sogno di rivere nel futuro insieme a una persona che ancora ama. Jeff, il figlio della coppia, assiste alle ultime ore di vita di Artis nei laboratori bianchi, glaciali e disumanizzanti della Convergence. Poi, tornato alla sua vita quotidiana, ne racconta dei frammenti fino a quando anche il padre prende la strada della criogenia.

16 settembre 2018

DON DELILLO: COSMOPOLIS (NON SIAMO PIU' CARNE MA FLUSSI DI DATI)

 

“Gli scrittori dovrebbero opporsi ai sistemi. È importante scrivere contro il potere, le multinazionali, lo stato, tutto il sistema di consumismo e di intrattenimenti deplorevoli.”
Nel mio primo, breve articolo dedicato a Don DeLillo (e ai punti cardine della narrativa postmodernista) citavo questa sua frase, ora determinante per comprendere Cosmopolis (e aggiungo che dovrebbe essere veritiera per tutti gli scrittori e gli aspiranti tali). Nella sua essenziale brevità, questo romanzo è un condensato di rara potenza e trasmette i suoi messaggi in modo evidente, nonostante la loro complessità di fondo.
Eric Packer è un multimiliardario di New York che sale sulla sua limousine intenzionato ad attraversare Manhattan durante una giornata di violenti proteste contro il potere della finanza e gli abusi del capitalismo, solo per raggiungere il suo barbiere di fiducia e cambiare taglio di capelli. Durante il viaggio nella lussuosa auto e le capatine in vari luoghi della città lungo il tragitto, Eric incontra le persone che costituiscono le sue conoscenze nella vita: i suoi collaboratori, il medico e una giovane moglie che conosce a stento. Essi in qualche modo rappresentano anche le sue ossessioni: il controllo, un controllo assoluto di tutto ciò che lo riguarda, dalla salute del suo corpo all'andamento dello yen su cui ha investito. In città si aggira anche Benno, uomo disperato senza più lavoro, scarto del sistema, schiacciato dalla piramide di cui Eric è a capo, in cerca di giustizia e di un duello a tu per tu con Eric, uomo contro uomo ad armi pari.

4 settembre 2018

ROBERT HEINLEIN: LA LUNA E' UNA SEVERA MAESTRA (STORIA DI UNA RIVOLUZIONE)



Robert Heinlein è un nome celebre nella fantascienza della seconda metà del Novecento: è autore di opere disparate per contenuti e stile, che vanno da pietre miliari quali Straniero in terra straniera, I figli di Matusalemme, Universo e La luna è una severa maestra, a serie di romanzi per ragazzi.
Questo romanzo, uscito originariamente a puntate el 1965-66 e vincitore del premio Hugo, è tarato per un pubblico adulto in quanto propone una lunga e complessa vicenda di rivoluzione politica che ha forti legami con la storia reale. Viene detto spesso che Heinlein abbia voluto trasportare sulla Luna, cioè in un contesto fantascientifico, uno spaccato della Guerra di Indipendenza americana, ma il testo è ricco di rimandi ancor più diretti alla rivoluzione proletaria marxista, alla rivoluzione russa e a quella cubana. Attraverso la storia di Manuel e Wyoming, che realizzano il sogno di indipendenza della colonia lunare mettendo fine al rifornimento spietato di beni che la Terra esige dalla Luna (qui la trama più dettagliata), Heinlein scrive quasi un manuale su come realizzare una rivoluzione, esprimendo varie considerazioni a riguardo tramite la voce dei protagonisti.
Heinlein comunica un messaggio di libertà limpido e forte: la libertà del popolo di ribellarsi a regimi totalitari e schiaccianti, e la libertà individuale di vivere senza sottostare ad alcuna forma di oppressione e sfruttamento. Il quadro che dipinge ritrae l'eterno scontro tra le ideologie capitaliste e quelle comuniste.
La società multietnica lunare si fonda sull'assoluta libertà sociale e individuale. Manuel si fa portavoce per esempio anche della libertà sessuale, dato che ci viene presentato come poligamo (questo elemento del romanzo, però, oggi risulta un po' naif e datato).

14 agosto 2018

JG BALLARD: LA MOSTRA DELLE ATROCITÀ (INTERSEZIONI TRA REALTÀ E FINZIONE PT.2)


 

“Oggi nessuno è interessato al futuro. Credo che il futuro sia morto nel 1945 con le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki”, dice Ballard in un'intervista del 2006 (Extreme Metaphors). “La gente è spaventata dal futuro e per la prima volta è spaventata dalla scienza. La scienza è diventata quasi una forza illecita, manipolatrice della struttura genetica, generatrice di nuove malattie, sperimentatrice con la chirurgia al cervello e al sistema nervoso. […] Allo stesso modo abbiamo perso completamente interesse per il passato; il passato è un programma in tv che parla di Hitler. […] Viviamo in una sorta di presente espanso enormemente, impacchettato come una città di case popolari […] e La mostra delle atrocità descrive proprio questo mondo”.
Per poterci riuscire, Ballard frammenta la realtà contemporanea così da poterla riassemblare elemento per elemento. La mostra delle atrocità si costituisce di pseudo-racconti che sono in realtà i capitoli di una narrazione più ampia, omnicomprensiva, i quali a loro volta si costituiscono di paragrafi brevi e staccati tra loro. Questo conferisce al libro una struttura a mosaico dove ogni tessera è leggibile a sé ma, se fusa con quelle circostanti, dà forma a un'immagine più grande. L'ordine non segue una sequenza lineare, molto spesso rasenta la casualità, ma gli elementi e le immagini sono connesse l'un l'altra. Ballard usa chiamare questa narrazione “condensed novels”, ovvero “romanzi condensati”.

4 agosto 2018

JG BALLARD: LA MOSTRA DELLE ATROCITÀ (INTERSEZIONI TRA REALTÀ E FINZIONE PT.1)



“Scrissi un romanzo intitolato Terra bruciata, dopo Il mondo sommerso. Era un romanzo su dei luoghi deserti. Mentre scrivevo mi accorgevo che stavo iniziando a esplorare la geometria di un genere di paesaggio del tutto astratto, e relazioni astratte tra i personaggi. Proseguii scrivendo un racconto, La spiaggia terminale, ambientato a Eniwetok, isola del Pacifico dove testarono la bomba H. Anche in quel caso mi accorsi che i protagonisti e gli eventi della storia erano molto astratti, persino paragonabili al cubismo. Isolavo certi aspetti dei personaggi e della narrazione, quasi come un investigatore scientifico che seziona una strana macchina per capire come funziona. Le mie nuove storie […] sono un ulteriore sviluppo.”
Ecco come James G. Ballard introduce le storie che costituiscono La mostra delle atrocità, dove lascia da parte tutto l'immaginario fantastico che costituiva il paesaggio dei suoi primi romanzi, per concentrarsi invece sul paesaggio tecnologico e mass-mediatico degli anni Sessanta. Un paesaggio dominato in modo particolare dalla televisione, che “percepisce il nostro comportamento ed è come un terzo occhio trapiantato in noi”, e più in generale dalla spettacolarizzazione della vita, gli status-symbol tra cui l'automobile, le star hollywoodiane (Elisabeth Taylor, Marilyn Monroe, i Kennedy, James Dean, nomi ricorrenti in La mostra delle atrocità), ma anche le tensioni politiche, la corsa allo spazio, eventi e morti tragiche.

28 luglio 2018

LUKHA B. KREMO: PULPHAGUS® FANGO DEI CIELI



Dopo aver lasciato Pulphagus®, un planetoide-discarica dove la Terra smaltisce i suoi rifiuti, Shevek ha perso le tracce della sua ragazza Mirea, che però non hai mai smesso di amare. Ottiene il permesso dal signore per cui lavora, Raskal, per tornare su Pulphagus® a cercarla e portarla sulla Terra. Nei sette anni di assenza di Shevek, su Pulphagus® le cose sono cambiate: dilagano droghe allucinogene e una pericolosa malattia causata da spore trasforma gli uomini in bestie feroci. La Terra, nonostante per gli abitanti del planetoide sia il sogno di una vita migliore, in realtà non è messa granché meglio. Ogni aspetto della vita è super-controllato, persino il linguaggio, e l'uso di certe categorie di parole viene tassato. Shevek è disposto a tutto per rintracciare Mirea, e cerca con ogni mezzo di sottrarla alla schiavitù in cui vive.
Lukha B. Kremo, scrittore attivo da molti anni nel panorama fantascientifico italiano e fondatore di Kipple Officina Libraria, vince nel 2017 il premio Urania Mondadori con il romanzo Pulphagus® Fango dei cieli, che poi ha fatto incetta anche di altri premi, come il prestigioso premio Cassiopea. Per chi in precedenza ha letto uno dei suoi lavori più sperimentali e complessi, Gli occhi dell'anti-Dio, è davvero grande il salto che si percepisce in questo suo ultimo lavoro, perché nel suo essere avanguardistico, Pulphagus® non disdegna di (anzi, ambisce a) essere un Romanzo con la R maiuscola, di quelli da cui il lettore esce con la soddisfazione di aver letto una bella storia. Con tutte le idee e le speculazioni del caso, sì, okay... ma una bella storia. Per capirci, quel genere di sensazione che resta dopo aver finito un romanzo di Stephen King.

18 luglio 2018

KING: LA SCATOLA DEI BOTTONI DI GWENDY (2017), IL TENTATORE SI AGGIRA PER CASTLE ROCK



Per dimagrire, Gwendy, un'adolescente di Castle Rock, tutti i giorni si fa una corsa lungo una scala che porta sulla cima di un'altura. Lì un giorno incontra Richard Farris, un uomo strano che le consegna un oggetto altrettanto strano: una scatola di legno con dei bottoni e un cassettino. Se ne preme uno, nel cassettino trova dei cioccolatini che l'aiutano a dimagrire grazie a un senso di sazietà. Se ne preme un'altro, trova degli antichi dollari d'argento di grande valore. Farris non le dice chiaro e tondo a cosa servono gli altri, ma portano i nomi dei continenti. Poi ce ne sono uno rosso e uno nero. Gwendy si rende presto conto che i bottoni fanno accadere ciò che lei pensa. Quelli dei continenti potrebbero causare la loro distruzione. Quello nero... la fine di tutto. Gwendy cresce e intanto cerca di sfruttare solo le cose buone che derivano dalla scatola, o quasi... Finché un giorno ritrova Farris in casa sua: Gwendy non è più la custode della scatola, che deve passare nelle mani di qualcun altro.
La scatola dei bottoni di Gwendy è un racconto lungo che è stato pubblicato, per evidente scelta commerciale forse dovuta alla presenza di due autori, sotto forma di romanzo. Non è chiaro dove finisca il lavoro di Stephen King e inizi quello di Richard Chizmar, co-autore di questo modesto volumetto, dal momento che la storia è King al 100%.

5 luglio 2018

MARGARET ATWOOD: IL RACCONTO DELL'ANCELLA (DENUNCIA E DISTOPIA DEL XX SEC.)



“Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà. Nulla muta istantaneamente.”

Tornato in auge grazie alla recente serie tv, Il racconto dell'ancella è considerato un caposaldo della letteratura distopica (premio Clarke nel 1987 e altre candidature internazionali) da parte di un'autrice canadese che non ha nulla da spartire con la fantascienza, il genere a cui solitamente si accostano le storie distopiche (ovvero che raccontano mondi da incubo, estremizzando problematiche realmente esistenti nell'attualità). In questo senso Handmaid's Tale è un'opera che si pone al fianco di 1984 di Orwell, da cui è ispirata e di cui potrebbe rappresentare una versione speculare incentrata sulle donne. Lo scenario di una società totalitaria e osservatrice è immediatamente riconducibile a Orwell (come a tutta la narrativa distopica); ma c'è persino l'immagine dell'occhio che ricorre spesso, quindi il Grande Fratello è presente anche se sotto una forma e con scopi diversi. Handmaid si accosta anche a Il mondo nuovo di Huxley, per non iniziare poi a menzionare tutta la letteratura più marcatamente sci-fi, a partire dalle visioni del presente/futuro di Philip K. Dick (impossibile citare un singolo romanzo, nel suo caso).
Da una parte, il regime teocratico e la condizione di servile obbedienza e palese sfruttamento, anche a livello fisico, a cui la donna è costretta nel mondo immaginato dalla Atwood, rimandano a società e culture ancora esistenti, come quella islamica. Inoltre ci mettono in guardia dagli estremismi a cui si potrebbe arrivare se solo certi meccanismi totalitari prendessero piede, forti di promesse di ricostruzione e benessere dopo crisi e guerre internazionali.

24 giugno 2018

7 LIBRI DA LEGGERE QUESTA ESTATE (O QUANDO VOLETE)



Il titolo non vi inganni: non faccio post di questo tipo, cioè dirvi cosa dovete assolutamente leggere sotto l'ombrellone o sull'amaca. Su internet c'è un surplus di consigli di lettura (come di qualsiasi altra cosa), ovviamente inutili perché chi è abituato a leggere alla fine sceglie sempre di testa propria, ed è giustissimo così. Dunque prendete questo articolo come un modo come un altro per parlare velocemente di 7 libri che reputo interessanti, sui quali prima o poi avrei detto due parole. Senz'altro sono libri che vale la pena leggere, dopodiché fate voi. I generi sono diversi e ho incluso anche due saggi. Perché 7? Non lo so, mi sono venuti in mente questi. Enjoy!

Il meglio che possa capitare a una brioche - Pablo Tusset
Tusset, classe 1965, ha esordito nel 2001 con questo romanzo irriverente, alcolico e variopinto come la città in cui si ambienta, Barcellona. Un tizio un po' sfigato e arrogante, Pablo, famoso in rete ma fannullone nella vita, si mette sulle tracce di suo fratello scomparso. Non è un giallo, anche se il pretesto narrativo sta da quelle parti. A me ha ricordato una via di mezzo tra un Baricco e un Benni, ma con sapore spagnolo. Avendo visto tanta Spagna, con questo libro mi sono ritrovato davvero su quelle strade. E' inaspettato e non delude.

21 giugno 2018

Pillole - CHILDHOOD'S END (LA MINISERIE)



La miniserie televisiva tratta dal capolavoro di Arthur C. Clarke Le guide del tramonto è una grande delusione. Nel complesso la storia resta abbastanza fedele al romanzo, ma ci sono degli innesti di sottotrame e personaggi allo scopo di: a) allungare il brodo per arrivare a coprire tre film da un'ora e venti, b) rendere il ritmo più incalzante, i personaggi più contemporanei, le emozioni più quotidiane e intense, quindi adattarsi all'odierna televisione mainstream.
Il problema non sta nemmeno in questi innesti, se il tutto fosse stato realizzato con uno stile riflessivo e sognante, meno terra terra e decisamente più adulto, in omaggio all'atmosfera del romanzo e ai suoi obiettivi. Semplicemente un maggior buon gusto nel rendere più velati gli aspetti meno credibili della vicenda, come le sembianze degli Overlords (Karellen sembra uscito da un adattamento tv dei Piccoli Brividi), avrebbe contribuito a dare profondità al prodotto. Poi ci sono gli attori, la cui scelta è discutibile visti i ruoli originali (personalmente ho anche un rigetto istintivo verso il protagonista di The Dome, serie che mi ha fatto soffrire parecchio).

17 giugno 2018

RICHARD K. MORGAN: ALTERED CARBON, OVVERO COME CAMBIO PELLE



Altered Carbon, romanzo d'esordio dello scrittore britannico Richard K. Morgan, parte con una premessa affascinante: nel futuro la reincarnazione è diventata una possibilità concreta. Da un lato, la propria coscienza può essere trasferita in un altro corpo, grazie alla tecnologia del "carbone alterato", in modo da ingannare la morte, sopravvivendo per esempio a un incidente fisicamente mortale. Dall'altro lato, tuttavia, il corpo ricevente deve essere un guscio di carne libero dalla sua vecchia coscienza: è la "custodia" di chi è stato immagazzinato, trasgressori della legge messi in stand-by in uno stato di prigionia peggiore di qualsiasi gabbia, un'esistenza immateriale legata a dei supporti digitali.
La vita del "nuovo" Takeshi Kovacs, ex soldato, prende il via proprio da qui: dopo un lungo periodo di immagazzinamento, si risveglia all'interno delle carni di un poliziotto e viene assunto (o meglio, ricattato) da Bancroft, un miliardario Mat (Matusalemme con alle spalle vari corpi giovani), perché faccia luce sul suo stesso omicidio/suicidio. Kovacs inizia così ad addentrarsi nei giri di interessi, potere e malaffare della città di Bay City.

10 giugno 2018

SIMAK (PT.8): CRONACA DI UNO SBARCO ALIENO



I visitatori è una variazione sul tema dell'invasione aliena. A Lone Pine, piccola città rurale statunitense, arrivano strane navicelle aliene che iniziano a distruggere i boschi, forse per nutrirsi della cellulosa. L’attenzione degli USA e dell’intero pianeta viene immediatamente calamitata dall’evento. Ma contro gli alieni non c’è nulla da fare, perché non sembrano affatto minacciosi. Poi però accade qualcosa di più strano: dalle navicelle escono automobili nuove di pacca, uguale a quelle prodotte sulla Terra. Gli alieni le stanno “regalando”. Anche quest’azione non è minacciosa, ma potrebbe destabilizzare l’economia con molte altre conseguenze. E poi, ancora, qualcuno pensa di aver visto una cosa ancora più inquietante: gli alieni stanno fabbricando persone. Ma è solo una voce...
L'intero romanzo (del 1979) si fonda sui dialoghi tra le persone più direttamente coinvolte nello sbarco alieno, ovvero l'entourage del presidente degli Stati Uniti, alcuni giornalisti e gli abitanti di Lone Pine. Simak punta la sua attenzione verso le reazioni scatenate nella gente dall'arrivo degli alieni. I visitatori del titolo non sono umaniformi, non è possibile comunicare con loro né conoscere le loro reali intenzioni. Anzi, ricordano vagamente il monolito di 2001 Odissea nello spazio di Arthur Clarke, essendo sostanzialmente dei parallepipedi neri aleggianti nell'aria. Simak non si sbilancia, non dà risposte, lesina anche a suggerimenti e fino all'ultima pagina ci lascia soprattutto domande.

3 giugno 2018

SIMAK (PT.7): STORIE DI PIONIERI LUNARI E MACCHINE INTELLIGENTI



Negli ultimi anni Urania Collezione ha pubblicato un paio di testi di Clifford D. Simak dandomi così il pretesto per continuare a leggere le opere di questo incredibile scrittore, che ho conosciuto alcuni anni fa (vedi tutti i post precedenti elencati in fondo). Va detto che in Italia è un autore che non si trova facilmente e, tolte le opere pubblicate da Elara fino a una decina di anni fa (poi ha interrotto inspiegabilmente la collana), occorre procurarsi vecchissimi numeri di Urania per poterlo leggere (o cercare ebook in rete... qualcosa si trova).
All’ombra di Tycho è un racconto lungo (80 pagine circa) che si discosta parecchio dalla produzione simakiana del tempo (1960) e purtroppo è un’opera minore. Il solo aspetto interessante è che Simak traspone sulla Luna la sua tipica ambientazione rurale: la Luna sembra infatti una colonia agricola, con i fattori sopra i loro “trattori lunari”, preoccupati del loro raccolto di licheni. Chris, un agricoltore, viene convinto da due nuove e fortuite conoscenze, Amelia e Brill, a tentare l’esplorazione del cratere Tycho, luogo di mistero da cui tutti vogliono stare lontani. “Eravamo in tre, pensavo, e ciascuno di noi stava per scendere laggiù spinto da una ragione differente”, si dice a un certo punto. Per Brill, uno scienziato, è l’occasione di scoprire cosa nasconde il cratere, forse dei cristalli speciali; Amelia vuole la verità sulla missione nella quale tempo prima è scomparso suo fratello.

27 maggio 2018

J.G. BALLARD – FORESTA DI CRISTALLO / TERRA BRUCIATA (CATASTROFI AL CONTRARIO, PT.2)



Completamente agli antipodi dello scenario descritto in Il mondo sommerso, nell'opera successiva, Terra bruciata, il mondo futuro è desertificato e inospitale, la fine del pianeta. Questo costringe i pochi superstiti all'interno di micro-società “governate da perfette relazioni astratte, un'intera geometria di spazio-tempo, di emozioni e azioni”. Il protagonista si muove tra un villaggio abbandonato, sulle rive di un fiume prosciugato, e la costa, dove l'ultima comunità cerca di sopravvivere con violente corse verso le rarissime pozze d'acqua. Assieme a lui, vi sono l'ex moglie e una serie di personaggi-fantasma. “È un mondo totalmente astratto”, dice Ballard, vicino più che mai al surrealismo di Dalì. Il percorso dei personaggi acquista un senso quando essi rispondono positivamente al nuovo ambiente, all'adattamento, alla disgregazione del passato civile, sicuro, in vista di un futuro dagli inesplorati confini sia geografici che mentali.
A differenza del magistrale Il mondo sommerso, da un punto di vista letterario Terra bruciata sembra faticare un po' nell'estendere la vicenda alla lunghezza di un romanzo. L'idea avrebbe tratto beneficio da un trattamento più condensato e tagliente.

18 maggio 2018

J.G. BALLARD – IL MONDO SOMMERSO / VENTO DAL NULLA (CATASTROFI AL CONTRARIO, PT.1)



La carriera di James G. Ballard inizia a metà degli anni Cinquanta con un ragguardevole numero di splendidi racconti ospitati da riviste di fantascienza (per la precisione a partire dal 1956). Non è ancora scrittore a tempo pieno ma lavora come editor per una rivista scientifica. Vento dal nulla costituisce il suo primo tentativo di produrre un romanzo; in seguito Ballard lo liquiderà come un libro privo di importanza. Viene scritto nel 1961, l'anno successivo al trasferimento dalla famiglia Ballard a Shepperton (un sobborgo di Londra), un periodo economicamente difficile. Il giovane James vuole dedicarsi alla scrittura di romanzi. Durante due settimane di vacanza la moglie (che scompare pochi anni dopo per malattia) gli suggerisce di iniziare e concludere un romanzo di getto. “Mi misi seduto e scrissi Vento dal nulla in dieci giorni. Mi diedi come obiettivo di scrivere almeno 6.000 parole al giorno, e lo mantenni per dieci giorni”, racconta nelle interviste raccolte nel volume Extreme Metaphors.
In questo breve romanzo, un vento continuo e devastante imperversa sulla superficie terrestre, spazzando via le città, nelle quali gli uomini sono impegnati in disperate missioni di sopravvivenza. L'opera rientra nel genere catastrofico, all'epoca in via di diffusione, e l'impostazione è in gran parte action sebbene si intraveda il germe delle idee che poi l'autore maturerà, in particolare nella relazione tra i protagonisti e lo scenario apocalittico.