16 marzo 2012

+3

Terza candelina sulla torta.
Quando aprii il blog tre anni fa non credevo sarebbe diventato così importante per me - e per fortuna seguito e apprezzato da molti - ma ora è diventato qualcosa di costante, ricco e approfondito, il catino in cui convergono tutte le acque in cui mi bagno (bè, quelle artistiche almeno); è, in senso kerouachiano, la possibilità di continuare a scrivere.
Cambio di design per festeggiare il +3; ho scelto uno stile tapewriter. L'altra faccia del blog, ovvero Beatblog Leonardo, rimane tale e quale (quella è l'unica grafica decente) - ps: i due blog sono esattamente identici, stessi contenuti.


Prossimi argomenti? Vediamo... Neil Young è una presenza costante in questo blog in quanto continuo sempre ad esplorare la sua musica; seguirà un'altra serie di post con selezioni di interviste.
A breve tornerò a parlare di Kerouac, dato che sono fresco della lettura di alcuni dei suoi libri e voglio completare l'affresco su di lui.
Da tempo sto leggendo ed esplorando alcuni scrittori di science fiction e ho pronta una serie di approfondimenti... anche di questi verrà il momento.
Vorrei anche inserire qualche testo personale e forse qualche racconto, vedrò cosa si può fare (ma non temete, niente fatevi-i-cavoli-miei-blog - di cui qui - non sia mai!).
Bene, grazie a tutti i lettori e ai passanti... e commentate! BeatBlog scarseggia di commenti, non trovate?

10 marzo 2012

IL DITTICO INEDITO MEDITERRANEAN / HOMEGROWN

Un articolo di libere speculazioni su un disco mai pubblicato (solo pensato) che mi ha sempre affascinato tra i vari progetti abortiti di Neil Young. E sul suo successore, anch'esso inedito.

Mediterranean: le avventure acquatiche di Neil Young

“Dopo il suo soggiorno ad Amsterdam [settembre 1974], Young aveva in mente l'acqua [...] e compose con ardore una manciata di nuove canzoni accomunate dal tema dell'acqua. Improvvisamente divenne necessario registrarli su un'isola. Ibiza venne considerata un'ottima opzione ed Elliot Mazer venne menzionato come probabile produttore. Young poi discusse sei canzoni che secondo lui avrebbero dovuto costituire il cosiddetto "water album": "Frozen Man", "Star Of Bethlehem", "Maui Mama (Hawaiian Sunrise)", "Deep Forbidden Lake", "Love Art Blues" e "Vacancy". C'era anche una title-track già pronta, "Mediterranean", che fa da esempio del desiderio di Young di una vacanza dalla celebrità. Come molti dei progetti di Young, la registrazione dell'album Mediterranean a Ibiza non andò in porto a causa di quelli che successivamente furono definiti "problemi tecnici". Abbandonato il concept per il "water album", Young decise subito di registrare un lavoro completamente nuovo.” (da Neil Young Zero To Sixty, di Johnny Rogan)
Stefano Frollano, nel suo libro Neil Young Discografia Illustrata, aggiunge anche “Daughters” alla possibile tracklist; è possibile inoltre che “Through My Sails”, registrata precedentemente con CSN e inutilizzata, fosse stata presa in considerazione. Ma solo Archives potrà far luce sul concept e sulle eventuali sessions che avrebbero dato vita a Mediterranean.
La title-track circola da tempo tra i bootleg di rarità younghiane. In una versione non editata si sente la voce di Young che dice (forse parlando con Stephen Stills): “Ho finito Mediterranean, amico, proprio l'altro giorno”. Presumibilmente si riferisce alla canzone. Poi aggiunge: “Non saprei da dove c***o è uscita fuori, è una di quelle diverse”.
L'album non fu mai completato, è probabile anzi che non sia mai andato al di là della semplice idea, perciò è da escludersi una pubblicazione integrale in Archives (come invece dovrebbe avvenire per Homegrown, Chrome Dreams e Oceanside/Countryside, altri dischi inediti degli anni 70 di Young). Un'idea dell'album ci verrà fornita se in Archives Vol.2 saranno accorpate le sessions o i demo di quel periodo.
Le canzoni di Mediterranean furono poi considerate per progetti successivi, in particolare Homegrown, ma finirono in larga parte nel dimenticatoio: solo “Star Of Bethlehem” fa parte di un album (American Stars n' Bars), e “Deep Forbidden Lake” la possiamo ascoltare nell'antologia Decade.

(Neil nel 1974; foto J. Bernstein)


Homegrown: ritorno al nido

“Dopo un mese concluse la sua vacanza e rientrò al ranch il 13 ottobre [1974] per un ultimo tentativo di risollevare il suo rapporto con Carrie [Snodgress]. [...] Il dualismo che aveva drammatizzato in "Love Art Blues" si era virtualmente concluso con la vittoria dell'arte sull'amore.” (da Neil Young Zero To Sixty, di Johnny Rogan)
Tra la fine del 1974 e l'inizio del 1975 Young registrò molte canzoni e completò uno dei suoi più celebri dischi inediti: Homegrown. Dopo il “periodo oscuro” questo album rappresentava un ritorno al nido per Young: con il suo songwriting tradizionale avrebbe riportato Young alla fama di Harvest. Nonostante la sua forza compositiva lo stesso Neil lo definì un “album molto depresso”, segnato dalla rottura con Carrie. E dopo la seduta di ascolto optò per far uscire Tonight's The Night che, casualmente, era sulla stessa bobina.
Homegrown è previsto per la “ricostruzione” e la pubblicazione in Archives. Fino ad allora possiamo solo speculare sul contenuto. Rogan riporta nella biografia di Young la seguente tracklist (basandosi forse sui master esistenti): “Homegrown”, “Star of Bethlehem”, “White Line”, “Little Wing”, “Try”, “Four Walls”, “Separate Ways”, “Vacancy”, “Florida”, “Kansas”, “Mexico”.
Ma di quel periodo, o del precedente, ci sono altri brani che avrebbero potuto esser parte della tracklist. Frollano (nel libro Discografia Illustrata) menziona “Changin' Highways”, “Daughters” “Love is a Rose”, “We Don't Smoke It”, “Pardon My Heart”, “Give Me Strength”, “Home Fires”, “The Old Homestead”, “Long May You Run”, “Tie Plate Yoddle #3”, “Love Art Blues”, “Deep Forbidden Lake”.
Solo la cronologia delle sessions, da fonte ufficiale, potrà far luce su quando queste canzoni furono effettivamente registrate, e in vista di quale album. Quel che è certo è che Young, col 1975, entrò in un momento creativo senza precedenti: per tre anni sessions, idee e concept, alcuni portati a termine e altri no, si sovrapposero senza sosta. E gran parte di questi brani (come testimoniano le rare esecuzioni dal vivo) brillano di un'originalità e un'intensità degna del miglior Young.
Per esempio Jimmy McDonough, autore di Shakey - A Neil Young Biography, definisce il testo di “Give Me Strenght” come “lo struggente atto finale della rottura di Neil con la Snodgress. […] Il sound è quasi mistico. Chitarra e armonica, più brillanti sovraincisioni di un piano tintinnante e di un dito che batte su un bicchiere di carta che forniscono colore. Un sound impressionista costruito perfettamente senza che perda nulla della sua spontaneità.” Oppure “Kansas” e “Mexico”, due “esecuzioni del solo Young – brevi, frammentarie, allucinogene”. E ancora “Love Art Blues” e “Home Fires”, “impressionanti esecuzioni acustiche”.



Leggi anche:
Harvest: first draft (1971)
La leggenda del doppio LP live (1970)
After The Gold Rush: first draft (1970)
Oh Lonesome Me: l'inedito dei Crazy Horse (1970)
Neil Young: first draft (1968)

04 marzo 2012

LA LEGGENDA DEL DOPPIO LP LIVE (1970)

Mentre il progetto di Oh Lonesome Me, il secondo disco dei Crazy Horse, falliva e lentamente mutava in After The Gold Rush, Neil Young abbozzò l'idea di un doppio album parzialmente live (con estratti di quei concerti) e parzialmente inedito (con le ultime registrazioni in studio).
Questa bozza per la tracklist risale al marzo 1970, momento in cui gli Horse suonavano al Fillmore East. Young specifica che i lati 1 e 2 sono live, i lati 3 e 4 sono studio (da Archives Vol.1).

  Cowgirl In The Sand
  -
  Loner
  Old Laughing Lady
  Clancy [Nowadays Clancy Can't Even Sing]
  Broken Arrow
  -
  Winterlong
  Wondering
  Dance Dance Dance
  Downtown [Come On Baby Let's Go Downtown]
  -
  I Believe In You
  Oh Lonesome Me
  Long Walk Home
  Southern Man
  Don't Let It Bring You Down

L'idea viene scartata in favore del neonato After The Gold Rush, ma Neil ci ripensa un anno dopo. Ecco un articolo che esce su un quotidiano in occasione di un suo ricovero in ospedale. La lista delle canzoni è datata dicembre 1970.

(Young e Whitten, 1970; foto Joe Sia)


"[…] Il nuovo album – descritto come un'antologia della sua carriera musicale – è atteso in concomitanza con le due settimane che trascorrerà in Europa. […] E' un doppio LP di canzoni registrate dal vivo in tre occasioni – Carnegie Hall di New York, Cellar Door di Washington DC, Fillmore East di New York. “Le canzoni saranno rappresentative del suo songwriting attraverso la sua carriera”, spiega Allan [McDougall]. “Sarà davvero un'antologia di Neil Young.”
Le canzoni sono: “I Am A Child”, “Expecting To Fly” e “Flying On The Ground Is Wrong” (tutte dei Buffalo Springfield), “Cowgirl In The Sand” (dal secondo LP), “Old Man” e “Dance, Dance, Dance” (nuove composizioni), “Ohio” (il singolo di Crosby Stills Nash & Young), “See The Sky About To Rain” (nuova), “The Needle And The Damage Done” (nuova), “Nowadays Clancy Can't Even Sing” (Buffalo Springfield), “Sugar Mountain” e “Bad Fog Of Loneliness” (nuove). Tutte eseguite dal solo Neil Young al piano e alla chitarra.
Ci sono altre canzoni - “Down By The River”, “Everybody Knows This Is Nowhere”, “Wondering” - che sono state registrate al famoso Fillmore East con la precedente band di Young, i Crazy Horse, nell'aprile 1969. […]"
Sounds Magazine, gennaio 1971 (da Archives Vol.1)

Anche dopo Gold Rush, presumibilmente viene lanciata l'idea di pubblicare un live tratto dai concerti acustici del 1971. In occasione dell'uscita di Live at Massey Hall (2007), Young ha raccontato: Questo è l'album che avrebbe dovuto uscire tra After The Gold Rush e Harvest. David Briggs, il mio produttore, fu categorico sul fatto che doveva essere questo il nuovo disco, ma io ero eccitato dalle incisioni che avevamo fatto per Harvest e volevo fare uscire Harvest. David non approvò. Ad ascoltarlo oggi, posso capire perché. (ENP Newswire)

I live inclusi in Archives Vol.1 (Canterbury House, Riverboat, Fillmore East e Massey Hall più altro materiale sparso) hanno colmato la lacuna di questo leggendario doppio LP, offrendoci un largo scorcio dei tour tra il 1968 e il 1971.



Prossimamente... libere speculazioni sul dittico inedito Mediterranean/Homegrown.

Leggi anche:
Oh Lonesome Me: l'inedito dei Crazy Horse (1970)
Harvest: first draft (1971)
After The Gold Rush: first draft (1970)
Neil Young: first draft (1968)

26 febbraio 2012

OH LONESOME ME: I CRAZY HORSE DIMENTICATI (1970)

“Questa sarà nel nostro nuovo album... quando lo registreremo” dice Neil Young introducendo una canzone al Fillmore East nel marzo 1970. Stava parlando di quello che avrebbe dovuto essere il secondo disco di Neil Young & Crazy Horse – con la lineup originale degli Horse che includeva Danny Whitten – diversi mesi dopo Everybody Knows This Is Nowhere. Non fu mai completato: è il primo di una lunga lista di aborti, a cui Young ha abituato i suoi fan. Ma tra la fine del 1969 e i primi mesi del 1970 era un progetto più che mai vivo.
Per ricostruirlo dobbiamo partire dalle sessions in studio che i Crazy Horse tennero nell'estate del 1969, poco dopo l'uscita del primo LP (che fu registrato e assemblato istantaneamente, senza ripensamenti... per questo non ne parlo in questa serie di articoli).
Ecco cosa venne registrato (fonte Archives vol.1):

Oh Lonesome Me
Birds
Everybody's Alone
Wonderin'
I Believe In You
Look At All The Things
Winterlong
Dance Dance Dance


Sappiamo che anche “Helpless” fu provata ma non venne registrata per via di un errore.

(i Crazy Horse nel 1970; foto ??)


In Archives si possono leggere alcune tracklist considerate da Young per questo disco, che risalgono però all'inizio del 1970, dunque successive alle sessions. La prima è una “lista di canzoni da registrare” (gennaio) con annotate le background vocals di Danny Whitten & The Ronettes. Ha un titolo curioso: “A Country Store Plays Old Changes”.

  Birds
  Winterlong
  Down To The Wire
  So Many People
  Oh Lonesome Me
  Sugar Mountain
  Dance Dance
  Now That You Made Yourself Love Me [primo titolo di I Believe In You]
  Wondering
  One More Sign
  I Don't Want To Talk About It

L'ultima è una composizione di Whitten poi registrata per l'album omonimo dei soli Crazy Horse (1971, senza Young). Di “So Many People” non abbiamo dettagli (forse un titolo provvisorio).
Ci sono poi due altre tracklist (febbraio) che portano il titolo di Oh Lonesome Me e persino una bozza dell'artwork.

I
  Oh Lonesome Me
  Wondering
  Don't Let It Bring You Down
  Dance Dance
  So Many People
  Join Back Home
  Cinnamon Girl
  Everybody Knows This Is Nowhere
  Long Walk Home

In calce sono elencati con un asterisco:
  Winterlong
  Birds
  Sugar Mountain
  Down To The Wire

II
  Oh Lonesome Me
  Wondering
  Birds
  Don't Let It Bring You Down
  Crippled [Cripple Creek Ferry]

  Wondering
  Birds
  Don't Let It Bring You Down
  On The Way Home
  Crippled

Spicca il titolo di “Long Walk Home”, brano che ha trovato posto solo in Life (1987), e che fa domandare come sarebbe stato col sound dei primi Horse. Resta misteriosa anche “Join Back Home”. E' curiosa la presenza di “Cinnamon Girl” e “Everybody Knows”, appena uscite sul primo LP, e di alcuni vecchi brani degli Springfield.

(bozza della cover; da Archives Vol.1)


Dato che queste liste sono successive alle sessions di cui sopra, nel 1970 Young pianificava evidentemente nuove registrazioni con gli Horse che poi non fece. Rispetto al materiale inciso nel 1969 le idee di Young erano cambiate; il progetto stava già trasformandosi in After The Gold Rush, l'album che avrebbe rimpiazzato questo (e che infatti includerà diverse canzoni di queste liste).
In realtà, la tappa intermedia (marzo 1970 secondo i documenti) fu l'idea di un doppio LP in parte dal vivo e in parte in studio che avrebbe incluso alcune di queste nuove tracce (ne parlerò prossimamente).
Dunque di Oh Lonesome Me, l'inedito secondo album degli Horse, ai posteri restano le prime incisioni, che però in parte sono ancora, inspiegabilmente inedite: in Archives ci sono solo versioni live (comunque splendide) di “Wonderin'” e “Winterlong”, ma non quelle in studio. Assente anche “Look At All The Things” scritta da Whitten (poi reincisa dai soli Crazy Horse per il loro album del 1971).
“Oh Lonesome Me” e “I Believe In You” vennero riciclate in After The Gold Rush.
Per la nostra ricostruzione virtuale di questo album perduto possiamo aggiungere, come bonus track, altre due canzoni del periodo (sebbene dal vivo), e inoltre “When You Dance”, registrata sì dagli Horse nel 1970 ma per Gold Rush, immaginando che proprio all'ultimo avrebbero voluto inserirla in questo secondo album.

1. Oh Lonesome Me
2. Birds
3. Everybody's Alone
4. Wonderin' – vers. live o futura release della vers. studio
5. I Believe In You
6. Winterlong – vers. live o futura release della vers. studio
7. Dance Dance Dance
8. Look At All The Things – vers. Crazy Horse 1971 o futura release della vers. originale
9. I Don't Want To Talk About It – vers. Crazy Horse 1971
10. (bonus track) Come On Baby Let's Go Downtown – vers. live
11. (bonus track) It Might Have Been – vers. live
12. (bonus track) When You Dance I Can Really Love

Prossimamente: la leggenda del doppio LP live (1970)

Leggi anche:
Harvest: first draft (1971)
After The Gold Rush: first draft (1970)
Neil Young: first draft (1968)

18 febbraio 2012

NEIL YOUNG: FIRST DRAFT (1968)


Al suo debutto solista Neil Young inizia a pensare già nei giorni dei Buffalo Springfield. Le prime idee per quello che sarà l'album Neil Young, poi uscito alla fine del 1968 (seconda edizione nel 1969 con nuovo missaggio), risalgono circa a febbraio 1968. In Archives ci sono due tracklist sensibilmente diverse da quella che conosciamo (una terza, che non riporto, è analoga alla prima ma con meno tracce).

I
  Old Laughing Lady
  Last Trip To Tulsa
  Birds
  Whisky Boot Hill
  Billy Pennyworth
  Falcon Lake
  Slowly Burning
  Whatever Happened To Saturday Night
  Surely Enough
  Scarborough High

II
  Old Laughing Lady
  LA
  I’ve Loved Her So Long
  Love Is A Gift
  Birds
  Last Trip To Tulsa
  Billie Pennyworth
  Whisky Boot Hill

Le sessions, svoltasi nell'estate 1968, rivelano una serie diversa di canzoni registrate: quelle che possiamo sentire oggi nel disco, con l'aggiunta di “Everybody Knows This Is Nowhere” e “Birds” (out-take reperibili in Archives Vol.1).

(Neil in studio, 1969; foto ??)


“Laughing Lady”, “Tulsa” e “Birds” furono composte in pieno periodo Springfield; della prima c’è un demo acustico nel box set dei Buffalo (2001).
“Falcon Lake” e “Whatever Happened” furono anche registrate con il gruppo (anch'esse reperibili nel box set).
“Slowly Burning” è opera di Young e Jack Nitzsche (vedi Archives), mentre di “Whisky Boot Hill” (poi confluita nella suite di “Country Girl”) troviamo un'esecuzione dal vivo in Live at Riverboat.
“LA”, inclusa anni dopo in Time Fades Away, è una composizione del 1968 in veste sicuramente acustica (lo racconta lo stesso Young introducendola dal vivo durante il tour del 1973).
Gli altri brani menzionati nelle tracklist, per quel che ne sappiamo, non furono mai registrati. Grazie ad Archives, di “Billie Pennyworth” e “Scarborough High” possiamo leggere le prime stesure del testo, così come le bozze per quello di “Slowly Burning” e vari tentativi, con versi differenti, per quello di “I've Loved Her So Long”.

(Neil nel 1969; foto di H. Diltz)


Possiamo fare un po' di archeologia musicale ricostruendo una First Draft Edition di Neil Young, 1968, prendendo in considerazione le cose pervenute fino a noi, le fonti alternative e qualche versione dal vivo.

1. Old Laughing Lady – versione demo
2. Last Trip To Tulsa – versione live
3. Birds – out-take
4. Whisky Boot Hill – versione live
5. Falcon Lake
6. Slowly Burning
7. Whatever Happened To Saturday Night
8. LA – versione acustica dai bootleg del 1973
9. I’ve Loved Her So Long – versione live acustica
10. Everybody Knows... - out-take
11. (bonus track) Here We Are In The Years – versione 1° missaggio
12. (bonus track) Round And Round – versione demo
13. (bonus track) I've Been Waiting For You – versione live acustica
14. (bonus track) The Loner – versione live acustica

(Neil in concerto con CSN, 1969; foto H. Diltz)



Prossimamente: i Crazy Horse dimenticati - Oh Lonesome Me, 1970

Leggi anche:
Harvest: first draft (1971)
After The Gold Rush: first draft (1970)