28 settembre 2009

GRAHAM NASH - REFLECTIONS

[Update 29.6.2012]
Non è solo Neil Young a guardarsi indietro in questi anni. I suoi saltuari ma insostituibili compagni David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash stanno facendo altrettanto. Quest’ultimo è da tempo al lavoro sul materiale d’archivio suo personale e del trio. Il recente CSN Demos ne è un esempio, da lui curato insieme a Joel Bernstein (più noto come l'archivista di Young).
Quando acquisti il box Reflections, vedi che in costina, sopra il titolo, c’è una grossa N. Quella N è l’ultima lettera di CSN. Perciò lo metti sullo scaffale in modo che alla sua sinistra ci sia lo spazio per il box set di C e quello di S. Voyage di Crosby è già uscito, mentre quello di Stills è ancora in lista d'attesa.
Detto questo per fornire un contesto a chi non ne fosse a conoscenza, passiamo a Reflections.



Graham Nash è un autore straordinario, assolutamente al pari di Crosby – sebbene questi abbia quell’impatto bluesman d'effetto e che, almeno in certe composizioni o in certi periodi, fa pendere dalla sua parte l’ago della bilancia. E’ una questione direi discografica che entrambi abbiano dimostrato di battere Stills.
Nash è un musicista ma soprattutto un compositore straordinario. La sua N è quella che imprime dolcezza, amore e giustizia. Reflections è un box che emana soddisfazione solo a guardarlo, figuriamoci quando lo si apre. Tre dischi stracolmi e un libretto fotografico di oltre 100 pagine, con la storia personale di Graham e le note per ciascuna canzone. I dischi sono naturalmente un’antologia esaustiva della sua carriera, dai primordi con gli Hollies (ciò che per Nash sono stati gli Springfield di Stills e Neil Young) fino alle ultime composizioni per il duo Crosby & Nash. Si passa anche per molte rarità, brani inediti e versioni alternative. Più che altro sono mix differenti che soddisfano il palato degli intenditori, ma che – anche per via delle davvero sottili differenze con le versioni originali – nulla tolgono al gusto di scoprire la carriera di Nash anche se non si possiedono i suoi album originali. Spiccano tra le rarità alcune canzoni che conosciamo per magnifiche versioni live (per esempio in 4 Way Street di CSN&Y) ma che non erano mai apparse nella versione studio (per esempio “Right Between The Eyes”).
Ma è inutile elogiare una tracklist che si legge da sola nel retro del cofanetto. Il punto è un altro. Questi cantautori in realtà sono stati piuttosto sottostimati poiché la loro fama è legata più che altro alla sigla CSN o, meglio ancora, CSN&Y. Ma quante chances sono state date ai tre presi separatamente, come autori solisti, soprattutto dopo gli anni del boom tra il '69 e il '71? Molto meno del dovuto. Non è facile trovare i loro dischi, né orientarsi nelle discografie fatte di nomi diversi. Difficile cioè farsi un'idea d'insieme, come non lo è invece per uno come Neil Young. Dove per altri un box set del genere sarebbe assolutamente inutile, per C, S e N è stata una scelta fondamentale e molto saggia. Oltre a essere un'occasione per arricchire il materiale con delle rarità e ripresentarlo in versione rimasterizzata.



Spannando tra quattro decadi, Reflections è una goduta dalla prima all'ultima canzone, meravigliosa opera omnia del talento di Nash, l'occasione di ascoltare la sua voce in primo piano, sempre, e comprendere quanto ricca e variegata sia la sua produzione. Ascoltandolo ci si può lavare la bocca dai pregiudizi che potevano avere sul membro "minore" del trio, troppo spesso adombrato da Crosby e Stills, data l'eccellenza con cui il box set rende giustizia alla musica di Nash, al suo songwriting e alla sua ricchezza espressiva. Inevitabilmente tenta di rendarla anche ai momenti meno felici, circa dalla metà degli '80 dove le nuove, artificiose mode musicali portarono CSN a fare dei dischi mediocri. In Reflections anche quei brani trovano la loro giusta collocazione.
Infine, un bellissimo libro illustrato accompagna i tre cd per fornire le informazioni necessarie, spiegarne l'essenza compositiva e dar forma a questi riflessi (reflections). E nel libro si viene a sapere di curiosità che possono sorprendere o apparire ovvie, come se fossero sempre trapelate tacitamente attraverso le note. Per esempio, mi ha sorpreso (ma in realtà non mi ha sorpreso) che Nash fosse un accanito lettore di opere fantascientifiche e visionarie (Ray Bradbury, George Orwell, William Burroughs) nonché della letteratura beat (Allen Ginsberg).
E allora comprendo appieno la persona dietro alla musica. Reflections è l'occasione propizia per conoscerla.

Leggi anche:
Reflections: la storia - pt.1, pt.2, pt.3
Graham Nash: Songs for Beginners
David Crosby: Voyage
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