26 dicembre 2009

NEIL YOUNG: DREAMIN' MAN LIVE 92


[Update 25.6.2012]
 01. Dreamin' Man - Portland, OR, 1992-01-24
02. Such A Woman - Detroit, MI, 1992-05-20
03. One of These Days - L.A., CA, 1992-09-21
04. Harvest Moon - L.A., CA, 1992-09-21
05. You And Me - L.A., CA, 1992-09-21
06. From Hank To Hendrix - L.A., CA, 1992-09-22
07. Unknown Legend - L.A., CA, 1992-09-22
08. Old King - L.A., CA, 1992-09-22
09. Natural Beauty - Chicago, IL - 1992-11-19
10. War Of Man - Minneapolis, MN, 1992-11-22


Questo live si presenta come il #12 della Archives Performance Series e il suo contesto è il tour acustico del 1992, anno nel quale Neil Young propose le canzoni del nuovo album Harvest Moon. La prima volta che il pubblico sentì questi dieci nuovi brani fu durante il solo tour, proposti quindi nella classica e spoglia veste chitarra e voce.
Inevitabile che nella serie Archives dovesse arrivare questo live, poiché costituisce un importante momento della carriera di Young. Harvest Moon può essere considerato l'ultimo “classico” del cantautore, i cui pezzi chiave (tra tutti la title track e “From Hank To Hendrix”) vengono regolarmente riproposti in concerto tutt'ora. Cosa che non avviene se si guardano i dischi immediatamente successivi (per quanto “classici” possano già essere considerati Sleeps With Angels o Broken Arrow). Punto forte del disco fu anche il ritorno della formazione degli Stray Gators (quelli di Harvest e Time Fades Away).
La decina di brani che costituisce Harvest Moon fa breccia nell'anima di chi lo ascolta d'un fiato, e i parallelismi (e quindi i confronti) con il passato osannato di Harvest o Comes A Time sono abbastanza inopportuni. Harvest Moon vive di vita propria, vero e proprio album di transizione tra il prima e il dopo (il dopo sarebbe stato Silver & Gold e soprattutto Prairie Wind).
Dreamin' Man propone gli stessi dieci brani (in ordine diverso) così come il pubblico li sentì in tour. Da qui emerge la loro semplice bellezza: tolta l'orchestrazione della band non perdono pressoché nulla. Dico pressoché per il semplice motivo che si è molto legati al sound di Harvest Moon e a queste canzoni con la loro dose di pedal steel, che ne fanno un punto forte dell'album stesso. Ma non credo che l'ascolto di Dreamin' Man richieda uno sforzo particolare per allontanarsi dagli arrangiamenti e avvicinarsi all'old style chitarra e voce, dato che parliamo di Neil Young. È lecito comunque chiedersi: cosa sarebbe stato questo tour insieme agli Stray Gators? (Un assaggio lo si può trarre dalle poche esibizioni di quell'anno... Unplugged, Bridge Benefit).
Il periodo dicembrino certamente favorisce l'ascolto di questi live d'epoca, almeno per il sottoscritto ma credo anche per tutti gli appassionati di Young... c'è qualcosa di invernale (...Winterlong...) nel suo cuore canadese. Anche se trapela meno nei brani di questo Dreamin' Man rispetto a quanto fu per Fillmore East o Canterbury House, apprezzabilissime “calde” uscite dicembrine. I brani di Harvest Moon – visto il titolo – hanno un taglio primaverile e tiepido. Per inciso, non credo sia stupido fare questo genere di osservazioni dato che si parla di un lunatico/stagionale come Young (per mia fortuna condivido molto questa sensibilità).
E con questo si sarebbe potuto chiudere un'ottima recensione del live (senza neanche nominare chi dirà “ennesimo live acustico”). Tuttavia se la musica è magia, l'operazione nel contesto di Archives lascia qualche punto oscuro. Innanzitutto il tour del 1992 fu estremamente ricco e non solo dei vecchi classici, ma di molte perle inedite o raramente eseguite. L'esclusione di questo materiale (in pratica la scelta di non optare per un concerto integrale) è da attribuire ragionevolmente alla scelta di non anticipare nulla del contenuto dei prossimi volumi di Archives (questo live sarà probabilmente contenuto nel Vol.4) oltre che a quella di focalizzarsi unicamente sul materiale nuovo del periodo. Tuttavia, almeno a mio parere, la “selezione” anziché il concerto integrale sminuisce un po' il concetto stesso di Archives Performance Series.
A livello di completezza, poi, c'è da chiedersi il perché dell'esclusione totale di materiale video, dato che il periodo fu enormemente documentato. Basti pensare al bellissimo filmato del Centerstage che meriterebbe una pubblicazione ufficiale. Per chi si chiede invece come mai non vi sia un dvd allegato contenente il missaggio in altissima qualità, la risposta arriva direttamente dallo staff di Young: i concerti furono registrati completamente in digitale, quindi non ci sono master da trasferire a qualità superiore.
E in effetti avverto una certa differenza nel sound di questo live rispetto a quelli del passato già pubblicati, un suono certamente meno pieno, meno avvolgente, più tagliente. 0 a 1 con Massey Hall... ma che ci vuoi fare, “it's evolution baby”.
Chissà se la scelta di saltare qui e là senza un ordine cronologico continuerà nel nuovo anno. Le anticipazioni per il 2010 sono poche... non uscirà Archives Vol.2 (per fortuna, aggiungo io, diamo tempo al tempo e anche tregua al portafoglio), si vocifera di Toast (l'album d'archivio dei Crazy Horse del 2001, che darebbe il via a una nuova Unreleased Album Series, la quale farebbe presagire una decina di album parzialmente inediti) e certamente, senza preavviso, forse a fine anno, arriverà un nuovo volume della Performance Series (la cadenza finora è stata annuale). Aspettiamo anche con ansia una vagonata di bd-live download per i nostri bluray di Archives Vol.1.
Buon anno a tutti, younghiani e non.

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1 commento:

  1. il Tonight's the Night tour inglese. ecco quello che vogliamo.

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