25 marzo 2010

REFLECTIONS DI GRAHAM NASH - LA STORIA (PT.3)

[Update 29.6.2012]
Il terzo disco si apre con l'ultimo lavoro a marchio CSN dei tribolati giorni di metà carriera: Live It Up. “If Anybody Had A Heart” non è composta da Nash, ma da “due nostri grandi amici. L'abbiamo sentita e abbiamo voluto registrarla immediatamente.”
“Chippin' Away”, invece, ritorna inspiegabilmente al periodo di Innocent Eyes.
Di nuovo da Live It Up, “After The Dolphin” (che parla di un pub inglese bombardato durante la Prima Guerra Mondiale) e la bellissima “House Of Broken Dreams”: “passo un bel periodo dell'anno nella mia casa alle Hawaii. Un giorno David Gilmour venne a visitare l'isola. Prese la mia casa sulla baia, io sapevo che era lì, così chiamai. Lui rispose 'House of Broken Dreams'. Ciò che disse mi aveva stupito e ricordo di avergli risposto che mi serviva solo un ritornello.”
Gli anni '90 iniziano con alcuni concerti dove il sound originale riappare con una nuova dose di brillantezza, impreziosito dalla collaborazione di nuovi e giovani musicisti tra cui Jeff Pevar. Nash propone nuovo materiale.
“Unequal Love” (“scritta per un amico che era in quel tipo di relazione, diciamo così, non equa”) appare qui in una versione live del 1993; la conoscevamo sul disco di CSN After The Storm. Anche “Liar's Nightmare” fa il suo esordio, nella spoglia e brillante versione live che troviamo qui (vedrà la luce su album dieci anni dopo in Songs For Survivors). “Qualche anno prima ero stato sottoposto a un intervento al ginocchio destro... niente di serio, ma le droghe che ti somministrano sono diaboliche. Sono stato in questo crepuscolo per un po' di tempo e ho assistito a eventi strani. La melodia della canzone viene da 'Fair Nottamun Town' di Jean Ritchie, degli anni '50.”
Da After The Storm, disco che segna la rinascita di CSN per quanto sia tuttora sottovalutato, è tratta “These Empty Days” (pensata originariamente per un film). La produzione di Nash, seppur quantitativamente inferiore, rifiorisce in questa terza fase della sua carriera.
“Heartland” apparirà su Looking Forward (CSN&Y, 1999): “Sono io che ricordo quante bellissime persone e luoghi ho incontrato nei miei viaggi per gli Stati Uniti finché non ne sono diventato cittadino”. “Two Hearts” (1998) è una collaborazione tra Nash e Carole King ed è un brano completamente inedito.
“Try To Find Me” viene inciso nel 2000 ma è un pezzo più vecchio, apparso solo talvolta in concerto: “La notte del primo Bridge Benefit Concert, nel 1986, mia moglie Susan mi disse che aveva visto una cosa che la aveva fatta piangere. Dietro al palco, dove sedevano i bambini della scuola, c'era un ragazzino sulla sedia a rotelle vicino a una ragazzina anch'ella sulla sedia. Era stanca e cominciava a piagnucolare. Susan vide il ragazzino che lentamente, timorosamente, allungava la mano verso quella di lei e gliela teneva, e lei smise di piangere. Quando Susan me lo raccontò io realizzai quanto dev'essere dura avere un cervello che funziona all'interno di un corpo che non funziona altrettanto bene.”



Tra il 2000 e il 2004 Nash registra il suo ultimo album solista, Songs For Survivors, e poi si riunisce a Crosby dopo oltre vent'anni per un nuovo album insieme.
“Behind The Shades” è un'inedita scritta da un vecchio amico, risalente al 2000. “Michael (Hedges Here)” viene registrata da Nash nel 2000 per poi confluire in versione diversa su Crosby & Nash (2004). “Fui devastato dalla perdita di Michael, non solo un musicista incredibilmente dotato ma anche il tipo d'uomo che mette in moto il cuore del mondo ogni giorno.”
“I Surrender”, “Live On (The Wall)”, “Grace” e “Jesus Of Rio” sono estratti da Crosby & Nash.
“Dirty Little Secret”, denuncia storica di un fatto di razzismo, è tratta invece da Songs For Survivors. Inedita invece “We Breath The Same Air”: “Mi è stata spedita, e ho pensato che fosse perfetta per gli Hollies”.
Chiude l'antologia la composizione più recente e inedita, datata 2008: “In Your Name”. “L'uccisione di esseri umani da parte di altri esseri umani nel nome del rispettivo 'Dio' mi è sempre sembrata blasfema e, giudicando dalle reazioni che abbiamo avuto in concerto, quello che ho scritto ha toccato un nervo scoperto. Questa canzone è una piccola preghiera. Vi auguro la pace.”
Gran parte dei brani sono presentati con mix alternativi ma, come già detto, le differenze sono molto sottili. Il pregio fondamentale, invece, è che Reflections propone i brani in versione rimasterizzata; il riversamento audio è impeccabile
Graham Nash è certamente stato uno dei migliori artisti della sua generazione e della scena musicale di cui fa parte (sebbene le sue origini siano inglesi); oltre che musicista è anche un eccellente fotografo (suo il libro Eye To Eye, 2004). Musicalmente, rispetto ai compagni di viaggio è stato forse quello più “inquadrato”, ovvero con meno escursioni fuori genere (che hanno caratterizzato, sopra tutti, Neil Young). Il suo timbro pop è una sorta di marchio di fabbrica. Ed è grazie a questa antologia che si può vedere dall'alto la sua produzione altrimenti spezzettata. Su questo aspetto dell'importanza di Reflections rimando alla recensione pubblicata lo scorso anno. Devo aggiungere però che nel tempo, ascolto dopo ascolto, il valore di Reflections non può che crescere e crescere.
Ci sono di sicuro moltissimi altri tesori negli archivi di Crosby Stills & Nash e speriamo che pian piano vengano svelati senza parsimonia, per quanto pubblicazioni del calibro di questa siano per forza uniche.


Leggi anche:
Reflections: la storia - pt.1, pt.2
Graham Nash: Songs for Beginners
Graham Nash: Songs for Survivors
David Crosby: Voyage
Tutti i post su Crosby Stills Nash & Young

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