13 aprile 2010

APPUNTI SU BATMAN

Un tema diverso dal solito.
Poteva un fumetto, un supereroe, essere così dannatamente serio? Mi è sorta questa domanda dopo aver visto il film Il Cavaliere Oscuro, un paio di anni fa. Quel film mi fece incuriosire molto sulla figura di Batman, cominciai a interessarmi a quello storico fumetto che, così come gli altri comics americani, avevo sempre ignorato. Quell'estate prese a uscire Batman: La Leggenda (Planeta DeAgostini), una collana che ristampava le storie più significative dell'universo fumettistico di Batman. Acquistai il primo numero, che conteneva le principali vicende da cui i nuovi film si erano ispirati, e poi tutti i primi 10 (la collana continuò fino a 100 volumi, con enorme successo).
Cosa molto interessante, le storie vengono riproposte nell'ordine cronologico del continuum della narrazione (naturalmente poi allungandosi la collana, a un certo punto l'ordine si è perso). In termini di pubblicazioni, invece, si salta dalle vecchie alle recenti – le più vecchie risalgono comunque agli anni '80, momento di rinnovamento e modernizzazione di Batman e di altri supereroi nati in tempo di guerra o poco dopo. Un rinnovamento sia dello stile grafico sia delle tematiche. Alcune storie salienti di Batman, come quella del Joker, sono state create all'inizio storico del fumetto e sono state reinterpretate solo recentemente, in uno stile moderno e ricco.

La cosa che mi colpì – oltre alla bellezza della grafica – fu appunto la serietà di cui quelle storie erano intrise, capaci di indagare nei vari lati dell'animo umano, della società, della follia. Ma la creazione di Batman di per sé avrebbe avuto minor risalto se non fosse stata inserita nel contesto più ampio di Gotham City. È questa la vera chiave del fumetto e del suo protagonista. Gotham è un personaggio a sé stante, ha una vita. Non esiste nient'altro di tale spessore nei fumetti, ed è grazie al contesto di Gotham che Batman esce dalle pagine del fumetto, e funziona per esempio sul grande schermo, ma prima ancora nella nostra mente. Metti Batman in un'altra città – che ne so, Los Angeles – e inesorabilmente non funziona più. Il rapporto luogo-personaggio non è mai stato indagato così profondamente e rappresentato così teatralmente.
In ogni caso, questa vuole essere un'impressione personale da condividere con chi, come me, non è un fumettaro e non si districa nemmeno nel mare delle pubblicazioni, ma è incuriosito dalla forza ineguagliabile di questa figura nella sua poetica moderna, e cerca quelle belle storie di un certo spessore che la snocciolano, grazie magari a favolosi disegni.
In questo senso una collana retrospettiva così completa come Batman: La Leggenda cade a fagiolo. Pensando di fare un vero affare a seguire i primi 10 numeri in quanto “crema”, in realtà poche delle storie hanno poi appagato le mie aspettative. In gran parte si tratta di storie datate, quel genere di fumetto ingenuo tipo cartoon che proprio non vado cercando.
Il primo volume contiene “Anno Uno”, uno dei capolavori assoluti realizzato da Frank Miller a fine anni '80 come rilancio definitivo di Batman. Ripercorre le origini di Bruce Wayne/Batman. I toni e i temi sono quelli dei nuovi film; i tratti tipicamente del periodo, manuali, ma molto ricchi e intimi. “L'uomo che ride” è la storia del Joker ridisegnata nel 2005 con lo spessore dovuto, lontano dalla stupidità delle apparizioni d'epoca di questo grandioso antagonista. Il Joker è il miglior “cattivo” mai concepito (perché non è un Cattivo, se capite cosa intendo). Ci porta subito dentro la Gotham follemente anarchica su cui si erge il nostro Batman, e tutto ciò che c'è da dire potrebbe essere riassunto egregiamente in questi primi due archi.
Il vol.1 si chiude con la prima parte di “Gli occhi di chi osserva”, le origini di Due Facce (anch'esso ripreso in Il Cavaliere Oscuro). La storia è bella e fondamentale, i disegni purtroppo sono del tipo sbrigativo e troppo colorato.

La seconda parte della storia è sul vol.2, la cui vicenda centrale è “Anno Due”, interessante prosecuzione della storia di Wayne/Batman alle prese con un altro giustiziere con molta meno morale di lui, il Mietitore, personaggio non privo di fascino soprattutto nel modo in cui è legato alla vita personale di Wayne. Sarebbe interessante che fosse ripreso in un futuro film. Infine “Delitto e castigo” è una breve, godibile ma non fondamentale prosecuzione della storia di Due Facce (risalente a metà anni '90).
Il vol.3 si intitola “Il figlio del demone” e propone due storie completamente diverse. Appare Ra's al Ghul, personaggio di per sé interessante (diversamente tracciato in modo realistico e maturo in Batman Begins). Le vicende sono in puro stile 007 classico, ambientate in paesi stranieri, e a Batman si affianca un'improbabile amante (figlia di Ra's) anch'essa supereroina. I disegni hanno un bel tratto manuale, ma è difficile prendere sul serio queste storie, figlie degli anni in cui sono state disegnate.
Il vol.4 si apre con “Il cerchio si chiude”, mediocre epilogo delle vicende del Mietitore dove i personaggi si riducono a macchiette prevedibili. “Le dieci notti della bestia” è un'altra storia profondamente legata al periodo americano nella quale veniva creata (fine anni '80) ed è piuttosto risibile (KGBeast è il nome del cattivone). Inoltre in queste storie fa la sua comparsa Robin, personaggio inutile e anzi completamente fuori luogo con la visione “seria” di Batman. “Paura in vendita” infine racconta di Spaventapasseri, interessante figura di psicopatico, ma la storia è estremamente semplice e breve.
Purtroppo sia il vol.5 che il 6 ruotano intorno ai vari Robin (tre ragazzi hanno vestito i panni di Robin nel continuum di Batman) e a Nightwing (in origine era il primo Robin, poi diventato il “Batman” di una città vicina). Alcuni momenti della storia sono abbastanza ben tracciati nella psicologia di Batman, ma in generale (anche dal punto di vista grafico) sono fumettoni piatti e tralasciabili, semplicemente da bambini. Oltretutto vengono gettati nella mischia altri supereroi, i Titani, assolutamente ridicoli che catapultano Batman al di fuori della sua vera dimensione
“La spada di Azrael”, nel vol.7, per quanto sia una storia vecchio stile, risente dell'influenza positiva del fumetto anni '90 ed è godibile, soprattutto per via dei disegni. Ecco come una “trama” può migliorare a seconda di come venga trattata e di come i personaggi vengano interpretati.
Dalla seconda parte del vol.7 fino al vol.10 si snodano due archi incentrati su un terremoto che rade al suolo Gotham, realizzati a fine anni '90 (“Cataclisma” e “Aftershock”). Gli episodi si fanno via via più interessanti (il secondo arco è certamente il migliore), rivelando quanto Batman sia folle, più che obiettivo, nel perseguire ostinatamente il suo scopo, che lo erode dentro peggio dell'Anello di Frodo Baggins. Nel voler sconfiggere la morte stessa, prima ancora della criminalità, a mio parere Wayne è folle quanto il Joker. Dall'altra parte, molti di questi episodi sono incentrati su persone che salvano altre persone o cattivelli che approfittano della situazione, e risultano un po' monotoni e privi di reali sviluppi, soprattutto nella prima parte. Ma è il contesto di Gotham che gioca il ruolo fondamentale. Interessante anche il fatto che personaggi come Nightwing, Robin (oltre a un paio di supereroine, tutti crossover tra serie di fumetti) acquistano un ruolo umano, si passa cioè a un tipo di trattazione sensato e credibile all'interno dell'universo di Batman (in pratica niente a che vedere con i volumi precedenti), e soprattutto marginale e complementare rispetto a Wayne/Batman.
In definitiva, bisogna avere i volumi 1 e 2, assoluti masterpiece del fumetto d'ogni epoca (suggerisco a chiunque di leggerli). E poi i volumi dal 7 al 10, da cui germoglia un filone tematico che segnerà il Batman più moderno.
Aggiungo un dettaglio fondamentale: molte delle saghe d'autore che hanno segnato la storia di Batman (sia narrativa che editoriale) sono nate come albi singoli e non sono presenti in questa collana, con l'eccezione di “Anno Uno” di Miller. Mi riferisco a “Arkham Asylum”, “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” e altri, fino al recente “Joker”.
Continuerò in futuro questi liberi appunti, via via che affronterò nuove storie; da qui in poi procederò selezionando le storie essenziali.

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