25 agosto 2010

VISIONI DI JACK (parte 2)


Visioni del Jack inedito.
La pubblicazione postuma di scritti più o meno completi ha permesso di dare uno sguardo all'incredibile quantità di pagine scritte che Jack Kerouac ha prodotto nel corso della sua vita. Dagli scritti giovanili, ai racconti, alle bozze di romanzi, ai taccuini e diari di una vita intera, non c'è momento nella vita di Jack in cui lui non si sia trasferito nella pagina scritta. La sua vicenda umana è interamente percorribile grazie alla scrittura: un'estensione di se stesso che lo ha reso immortale. Non c'è artificio o finzione, al massimo un po' di censura personale e tanta rielaborazione sentimentale.

1 agosto 2010

CROSBY, STILLS & NASH @ LUCCA 18-7-2010

“I'm sick tonight” (sono malato stasera) dice Crosby a poco più di metà serata, e in effetti gli allungano una sedia e se ne sta comodo per gran parte dello show. Poi intona “Guinnevere”, una delle sue pietre miliari, che per fortuna può eseguire da seduto con l'acustica, quasi fosse davanti al caminetto. Peccato per “Delta” e “Almost Cut My Hair” che solo a Lucca sono mancate – “la stiamo aspettando tutti” dice di quest'ultima un ragazzo scatenatissimo nella fila dietro di me, ed è vero, ma pazienza. All'inizio c'è stata “Long Time Gone”, poi “Wooden Ships” e “Dejà Vù”, e la voce di Crosby è un po' debole ma non cede mai: la dosa con parsimonia.
Nash ha le redini, parla, presenta i pezzi, la band, è scalzo, la sua fisionomia sul palco è la più saettante e attiva, la sua voce probabilmente è quella al top. Da “Military Madness” a “Marrakesh Express” a “Cathedral” a “Chicago” a “Our House” all'inno conclusivo “Teach Your Children”, passando per la rara “In Your Name” (l'unica canzone di produzione recente), Nash ha regalato il repertorio più ad ampio spettro e i suoi cori da brivido insieme a Crosby.