31 gennaio 2011

PEARL JAM '94-'95: VITALOGY & MERKIN BALL

[Update 29.6.2012]

VITALOGY (1994)
L'impatto di Vitalogy è ancora diverso dai precedenti due album: anche il “rigore” di Vs. viene rotto. L'oscurità di Vitalogy vive di vita propria e rappresenta già un post-grunge di altissimo livello. Il disco inizia con sonorità tra le più pesanti dei Pearl Jam, per poi prendere una strada tutta scossoni e zigzag tra le allucinanti “Tremor Christ”, “Satan's Bed”, “Aye Davanita”, gli scherzi schizoidi di “Bugs” e “Pry To”, e il timbro classico dei PJ rappresentato da “Immortality”, “Not For You”, “Better Man” e “Nothingman”. Vitalogy è l'album finora più difficile dei PJ, quello più azzardato, più incatalogabile, certamente di svolta. Rappresenta la conclusione del primo periodo e del boom iniziale del gruppo di Seattle, da molti considerato ineguagliato nel futuro (io non sono d'accordo).

25 gennaio 2011

PEARL JAM '93: VS.


[Update 29.6.2012]

Primo album dei PJ che ho ascoltato in vita mia (insieme al live Berlin 25.6.00... andavo alle superiori), cogliendone subito un aspetto melodico interessante nonostante l'hard rock che sembravano proporre. Mi fecero impazzire (e mi fanno impazzire tutt'ora) le progressioni tribali e dissonanti di “W.M.A.” e “Rats” giustapposte alle agrodolci “Daughter” e “Elderly Woman...” e ai rock di incredibile brillantezza “Rearviewmirror” e “Animal”. Vs. è superiore a Ten: ne rompe gli schemi in voga nel rock di quel periodo, è un passo verso una maturità artistica e creativa che risulta in uno stile personalissimo e immediatamente riconoscibile, e che al contempo inizia ad accostarsi a un rock di stampo classico.

20 gennaio 2011

PEARL JAM '91: TEN


[Update 29.6.2012]
All'inizio amavo il sound dei Pearl Jam senza amare troppo le loro canzoni. Poi pian piano (a cominciare, per la precisione, dall'official bootleg Berlin 25.6.00) c'è stato un coinvolgimento totale. Ora vedo i Pearl Jam come uno dei pochi nomi destinati davvero a durare nella storia della musica, né più né meno dei grandi nomi dei Settanta. Da tempo volevo scrivere le mie impressioni su questa band, disco per disco lungo la loro storia, e lungo la mia come ascoltatore.

TEN (1991)
Esordio esplosivo dell'epoca Grunge, quando cioè il rock usciva dal letargo degli Ottanta con rumore esteriore e tenebra interiore, fenomeno-lampo che ha marchiato, sin da subito, chi sarebbe durato e chi no. I Pearl Jam sono i soli ad essere qui, oggi, a portare la loro musica a un livello superiore. Ten fu persino criticato da uno come Kurt Cobain perché non era abbastanza grunge e “alternativo”. I fan della grungesplosione prima maniera si sono inevitabilmente staccati dai Pearl Jam dopo al massimo tre dischi, ma farebbero bene a guardare un po' più in là.

13 gennaio 2011

JOHN LEE HOOKER



John Lee Hooker nacque il 22 agosto 1917 nel mezzo del Delta del Mississippi, undicesimo figlio di mezzadri delle piantagioni della cosiddetta "cotton-belt" nel sud degli Stati Uniti. Pochi anni dopo la madre, John e il patrigno Will Moore si trasferirono vicino a Vence, Mississippi. “Avevamo una grande fattoria con maiali e galline e avevamo sempre da mangiare. Non ho mai patito la fame”, disse.
Fu precocemente influenzato dalla musica ascoltata alla radio e dagli spirituals, i canti della chiesa, e realizzò di avere altre ambizioni che non il lavoro nei campi. “Mio padre mi faceva suonare nel fienile e lo chiamava 'il Diavolo'. A quei tempi il blues era 'la musica del Diavolo', e spesso anche i bluesman erano considerati così. C'era molta superstizione nel Mississippi”.
Il patrigno invece era un cantante blues; suonava saltuariamente con gente del calibro di Charley Patton e Son House. Diede a John le prime nozioni chitarristiche e gli permise di suonare anche in casa. Dal boogie su una corda, John imparò la struttura a 12 battute con la progressione tipica degli artisti blues del Delta, a cui aggiunse il suo personalissimo approccio vocale.