20 gennaio 2011

PEARL JAM '91: TEN


[Update 29.6.2012]
All'inizio amavo il sound dei Pearl Jam senza amare troppo le loro canzoni. Poi pian piano (a cominciare, per la precisione, dall'official bootleg Berlin 25.6.00) c'è stato un coinvolgimento totale. Ora vedo i Pearl Jam come uno dei pochi nomi destinati davvero a durare nella storia della musica, né più né meno dei grandi nomi dei Settanta. Da tempo volevo scrivere le mie impressioni su questa band, disco per disco lungo la loro storia, e lungo la mia come ascoltatore.

TEN (1991)
Esordio esplosivo dell'epoca Grunge, quando cioè il rock usciva dal letargo degli Ottanta con rumore esteriore e tenebra interiore, fenomeno-lampo che ha marchiato, sin da subito, chi sarebbe durato e chi no. I Pearl Jam sono i soli ad essere qui, oggi, a portare la loro musica a un livello superiore. Ten fu persino criticato da uno come Kurt Cobain perché non era abbastanza grunge e “alternativo”. I fan della grungesplosione prima maniera si sono inevitabilmente staccati dai Pearl Jam dopo al massimo tre dischi, ma farebbero bene a guardare un po' più in là.
Ten contiene già tutta la musica che i PJ faranno nei vent'anni successivi. “Oceans” e la hidden track dopo “Release” rimandano al lato sperimentale (art-rock?) di un disco come Binaural, “Black” e “Release” alle lente catartiche che si snocciolano lungo tutta la loro discografia. E tutti i rock più duri a... tutti i rock duri dei PJ, album dopo album!
E pensare che ho letto da qualche parte una frase del tipo “i PJ si sono rovinati quando hanno suonato con Neil Young”. Ma per piacere! Semmai sono maturati – in realtà erano maturati già con Vs. e, soprattutto, con Vitalogy. Ten non è che un inizio, oserei dire anche un po' acerbo (i fan incalliti non me ne vogliano). Ma se guardiamo al loro percorso evolutivo (it's evolution baby), i PJ hanno rotto il claustrofobico guscio imposto da quella scena e quel preciso momento musicale, per fare poi del Rock con la R maiuscola, e diventare dei Classici, come i Led Zeppelin, anzi più duraturi (pare), proprio come lo stesso Young. Insomma io vorrò esserci quando Eddie Vedder salirà sul palco a 65 anni; ci credo fermamente.
Tra i dischi della band di Seattle, Ten non è il mio preferito. Naturalmente chiunque ne deve ammettere l'importanza creativa e storica per la quale, appunto, oggi abbiamo ancora i Pearl Jam. Tutta la tracklist è considerata da concerto; personalmente sento “Even Flow”, “Black”, “Jeremy”, “Oceans” (la mia preferita), “Garden”, “Release” e la successiva hidden track “Master/Slave” le vere gemme di questo album. I testi sono dominati da una oscurità interiore e un anticonformismo cronico, ad oggi un po' di maniera forse; la loro immediatezza “sputata fuori” sarà mantenuta sempre, grazie a Vedder, ma le lyrics saranno presto più ricche e variegate, interiormente ed esteriormente.


La discografia di inediti, b-sides e rarità varie dei Pearl Jam è vastissima. Ecco una breve guida sulle out-takes di Ten (eventuali correzioni ed aggiunte sono ben accolte).
“Wash” reperibile come bonus track sull'edizione cd europea (1992) di Ten; un alternate take su Lost Dogs (2003).
Yellow Ledbetter” reperibile su Lost Dogs.
“Alone” inedita nell'originale incisione per Ten; una seconda registrazione sarà out-take anche di Vs; su Lost Dogs è reperibile quest'ultima ma con voci reincise.
“Dirty Frank” (registrata dopo le sessions di Ten, quindi non è una vera e propria out-take) è reperibile come bonus sull'edizione cd europea; un alternate take su Lost Dogs.
“Footsteps” inedita nell'originale versione demo; reperibile su Lost Dogs con armonica sovraincisa a un'esecuzione live del 1991.
Hold On” reperibile su Lost Dogs.
“Brother” reperibile in versione strumentale su Lost Dogs; in versione cantata nella riedizione Legacy Edition di Ten (2009).
“State of Love and Trust” e “Breath” nelle versioni delle session di Ten reperibili nella Legacy Edition; le versioni reincise nel 1992 per il film Singles sono incluse nell'omonimo soundtrack (e nel Greatest Hits dei PJ, Rearviewmirror).
Just a Girl”, “Evil Little Goat” e “2.000 Mile Blues” reperibili nella Legacy Edition di Ten.
Nel box deluxe di Ten Legacy è inclusa anche la musicassetta dei primi demo (con Vedder) di “Alive”, “Once” e “Footsteps”.
Il demo di “Footsteps”, intitolato “Times of Trouble” e registrato dalla band ancora senza Vedder (1990) è stato inserito in Pearl Jam Twenty.
Sulla stessa antologia si può ascoltare anche “Acoustic #1”, un demo non utilizzato del 1991.
Dal 1991 al 1993, nei primi Xmas Single riservati al loro fan club, i PJ distribuirono alcune rarità del primo periodo: “Let Me Sleep” (anche in Lost Dogs), “Ramblings”, “Ramblings Continued”, “Angel”, “Ramblings Again”.
Esistono inoltre i singoli originali con piccole differenze di mix e durata rispetto alle versioni disco (questo vale per tutti i singoli dei PJ); ci sono poi mix alternativi o rough-mix in un'infinità di collezioni di rarità curate dai fan e recuperabili su internet.
Da menzionare infine le versioni live d'archivio inserite in Pearl Jam Twenty dei brani “Alive” (1990), “Garden” e “Why Go” (1992).

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