31 maggio 2011

KEROUAC: CRONOLOGIA BIBLIOGRAFICA

 
 
La cronologia bibliografica che presento qui vuole elencare le opere pubblicate di Jack Kerouac secondo l'ordine di composizione (non di pubblicazione), per rappresentare l'evoluzione dell'autore. Naturalmente può essere soggetta a miglioramenti e modifiche, anche in vista di nuove informazioni; alcune posizioni nell'ordine delle opere si possono considerare indicative, poiché certe opere coprono un lasso di tempo ampio o non preciso. La propongo quindi come una linea guida generale, corretta ma senza presunzione di assolutismo.
Esistono parecchie biografie, alcune più importanti e storicamente corrette rispetto ad altre, nonché molte informazioni nei libri stessi di Kerouac (e nei saggi brevi che talvolta corredano le edizioni pubblicate), che permettono di stilare una cronologia come questa, il più possibile esaustiva. La produzione di Jack è notevole e in gran parte costante lungo la maggior parte della sua vita. Uno spartiacque tanto nella vita quanto nella produzione letteraria di Jack è il rivolgersi al buddhismo, precisamente nel 1954. Entro quell’anno Kerouac ha scritto un terzo della sua opera, forse il terzo più importante e intimamente ricco. Sulla strada vede la luce solo nel 1957, che diventa perciò un altro anno di svolta grazie alla successiva fama. Entro quell’anno Kerouac ha scritto metà della sua produzione maggiormente conosciuta, ma alle sue spalle vi sono taccuini, articoli e bozze su cui si basa gran parte della successiva metà. Con la sola eccezione dell'esordio editoriale di La città e la metropoli (comunque di scarsa rilevanza commerciale), tutti i libri scritti nei primi anni 50 vengono pubblicati soltanto in seguito al successo mondiale di Sulla strada.

26 maggio 2011

KEROUAC: L'ULTIMA PAROLA. IN VIAGGIO. NEL JAZZ


 
È soprattutto il jazz a essere al centro dei materiali di Kerouac raccolti in questo libretto di recente pubblicazione. In gioventù, intorno al 1940, Jack scrive di musica, dello stesso jazz che sarebbe poi stato la colonna sonora della Beat Generation. Insieme a Diario di uno scrittore affamato, questo libro offre uno scorcio di quei tempi, cioè della prima produzione del giovane Kerouac. Ma non solo. In apertura troviamo tre “racconti” che potrebbero essere pagine tratte da uno dei suoi libri, in particolare il primo, intitolato Sulla strada per la Florida. Dave invece deriva dai soggiorni a Città del Messico nei primi anni 50. In questi racconti la forma è quella del Kerouac più celebre.
Infine, nell'ultima parte dell'antologia vengono proposti scritti già noti ed editi (ma con nuove traduzioni), come L'origine del Bop e L'ultima parola. In aggiunta vi sono alcune interviste a Kerouac e un breve saggio scritto dal jazzista Paolo Fresu. È quindi appunto alla musica jazz che è dedicata questa breve antologia: sia al jazz di cui parlano le recensioni che il Kerouac adolescente scrive di Count Basie e Charlie Parker, sia al jazz intrinsecamente presente nel suo linguaggio.
Contiene:Sulla strada per la Florida (1955)
Dave (1961)
Tra gli irochesi (1963)
George Avakian, esperto di swing (1939)
Count Basie e il suo solido swing (1940)
Glenn Miller saltava la scuola per suonare il trombone (1940)
Note musicali (1940)
George Avakian in jazz stile Chicago (1940)
The Rumbling Rambling Blues (1958)
L'origine del Bop (1959)
L'ultima parola: dieci anni fa (1959)
La prima parola: Jack Kerouac riconsidera Jack Kerouac (1959 rivisto 67)

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20 maggio 2011

KEROUAC: IL SOGNO VUOTO DELL'UNIVERSO




“La causa del dolore del mondo è la nascita.
La cura al dolore del mondo è un bastone curvo.
Questo è il mio Koan. (Qualcuno ha mai inventato il proprio Koan?)”

Jack Kerouac, Il sogno vuoto dell'universo

Questo piccolo volume raccoglie una selezione di lettere che Kerouac scrive ad Allen Ginsberg, Carolyn Cassady e altri, nelle quali si lascia andare a riflessioni e consigli sul credo buddhista (che Jack abbraccia nel 1954 proprio su influenza di Ginsberg). Ogni tanto emergono anche dati sulla sua produzione letteraria (racconta per esempio di aver finito il racconto cityCityCITY nel maggio 54; lo troviamo nell'antologia Bella bionda e altre storie), ma quello che si legge qui è soprattutto il bisogno di credere nella poesia del mondo, in un Buddha che incarna la natura e il tutto, nella certezza della salvezza. Insomma riconosciamo il nostro buon vecchio Jack con tutti i suoi giri di pensiero e il bisogno di risposte.
Nel complesso il testo è molto interessante. Come sempre avviene con queste raccolte postume, si affianca alla produzione narrativa per fornirci uno scorcio più personale del Kerouac quotidiano. Il credo buddhista, in realtà, emerge in modo anche più efficace nella sua letteratura, dove costituisce il centro della narrazione senza però essere un tema da discutere (romanzi come I vagabondi del Dharma). Insieme a Lettere dalla Beat Generation e ad alcune lettere contenute in sezioni di altri volumi (per esempio in Il mare è mio fratello), questi sono i soli estratti della corrispondenza di Kerouac pubblicati in Italia.
Nella prima parte, il libro raccoglie un articolo già edito in altre antologie, L'ultima parola, dove la sua idea del buddhismo emerge potentemente (forse il suo manifesto a riguardo), e due estratti da altre opere selezionati sulla base del tema: alcune strofe del poema La scrittura dell'eternità dorata e alcuni paragrafi del Libro dei sogni, entrambi usciti integralmente come pubblicazioni a se stanti.

contiene:
L'ultima parola (1959)
Estratti da La scrittura della Dorata Eternità (1956)
Estratti dal Libro dei Sogni
Lettere (1954-56)


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14 maggio 2011

KEROUAC: SCRIVERE BOP


 
 
Questo è un piccolo ma fondamentale testo per conoscere Jack Kerouac. Raccoglie articoli brevi che sono apparsi su alcune riviste americane e che affrontano in particolare il tema della scrittura e della Beat Generation (dopo l'uscita di On The Road nel 1957, Kerouac e i Beat fanno molto parlare di sé). Quello che viene tracciato in questo libro, in effetti, è un percorso: Kerouac prima snocciola il come e il perché della sua forma di scrittura ispirata al be-bop, con i due famosi scritti Dottrina e tecnica della prosa moderna e Fondamenti della prosa spontanea, ma anche con Scrittori si nasce o si diventa?. Poi osserva se stesso e il suo romanzo On The Road come motore della scena Beat, arrivando a discutere (e arrabbiarsi) per come il significato di Beat sia stato stravolto e male interpretato dai mass media e quindi da tutto il mondo, dissociandosi completamente dalla figura dell'hipster nichilista e poco di buono che sembra tenuto a rappresentare. Si ferma anche a raccontare come la censura abbia cancellato, in una sua foto, il crocefisso al collo. Vi sono poi dei momenti in cui emerge la sua visione buddhista (abbracciata a metà degli anni 50) e un saggio dedicato al jazz (La nascita del Bop, anche questo molto famoso).

8 maggio 2011

KEROUAC: SULLA STRADA - IL ROTOLO ORIGINALE




«Credevo fermamente in una buona casa, in una vita sana e corretta, nel buon cibo, nel divertimento, nel lavoro, nella fede e nella speranza. Ho sempre creduto in queste cose. E con un certo stupore mi resi conto di essere una delle poche persone al mondo che credevano davvero in queste cose ma non andavano in giro a farne una tediosa filosofia borghese.»
Jack Kerouac, Sulla strada

Com'è noto, il romanzo tratta dei quattro viaggi che Jack Kerouac compie da una parte all'altra dell'America tra il 1947 e il 1950 insieme a Neal Cassady (nel romanzo, Dean Moriarty), un amico nonché la figura di eroe moderno che segna per sempre l'immaginario di Jack. Durante i viaggi Jack tiene dei diari personali su cui annota ogni cosa, fatto e sensazione. Questo materiale (tra l'altro selezionato e pubblicato in Un mondo battuto dal vento – I diari) rappresenta la sua produzione principale nel periodo di fine anni 40, quello dei viaggi appunto, e sarà poi alla base del lavoro sul romanzo.
Nel primo viaggio, Jack (da New York) raggiunge Neal a San Francisco tramite autostop e autobus, passando per Denver, e poi torna a casa (estate-autunno 1947). Il secondo viaggio vede Jack e Neal insieme diretti a New Orleans e poi a San Francisco (inverno 1948-49). Nel terzo viaggio, Jack raggiunge Denver, poi di nuovo San Francisco da Neal (primavera 1949). Nel quarto viaggio Jack si dirige ancora a Denver, poi a Città del Messico, e infine torna a New York (estate-autunno 1950).

1 maggio 2011

KEROUAC: LA VERA STORIA DI SULLA STRADA

Nell'autunno 1948, a metà del lavoro per La città e la metropoli, Jack Kerouac pensa già al suo libro successivo: parla “di due ragazzi che girano la California in autostop alla ricerca di qualcosa che non riescono a trovare davvero, e così si perdono sulla strada, per poi tornare indietro sperando in qualcosa di diverso.” Scrive nel suo diario che le idee “mi ossessionano a tal punto che non posso nasconderle.”
Esistono tre protoversioni del romanzo: una del 1948 (54 pagine) denominata Ray Smith Novel, una dell'estate 1949 (54 pagine) denominata Shades Of The Prison House, una dell'agosto 1950 (30 pagine, 7 capitoli) intitolata Gone On The Road.
La scrittura del libro è già iniziata al momento del primo viaggio con Neal Cassady in California nel dicembre 1948, e sarà sempre interrotta e poi ripresa a seconda dei viaggi tra est e ovest. È sui taccuini e sui diari di viaggio che Jack prende nota di tutte le vicende del suo vissuto. Di quella primissima bozza, nel 1948 scrive: “non ho idea dove il romanzo mi stia portando”.
Il primo materiale verrà ripreso in mano e rielaborato da Jack nel 1969, consegnato al suo agente lo stesso mese della sua morte: si tratta di Pic – Storia di un vagabondo sulla strada, pubblicato postumo. Inoltre, forse inconsapevolmente, nel primo materiale vi sono anche le basi di quello che sarà Dottor Sax. Nel gennaio 1949 Neal regala a Jack un taccuino, intitolato Rain And Rivers, su cui Jack annota gran parte dei viaggi che costituiscono il nucleo di On The Road. L'occasione è proprio il secondo viaggio verso ovest, da cui Jack è di ritorno a New York in marzo.