23 giugno 2011

NEIL YOUNG: A TREASURE



A Treasure si colloca come il n°9 dei live d'epoca che Neil Young sta pubblicando (in ordine sparso) nella serie Archivi.
Nel 1984 e per tutto il 1985 Young radunò una band di celebri musicisti di Nashville e girò il mondo, sotto il nome di International Harvesters, proponendo in stile country & western sia molti dei suoi classici degli anni '70, sia alcune canzoni più recenti o completamente nuove.
Definire quel lungo tour, e quindi questo album live, “country” è in realtà abbastanza sminuente. Di sicuro questa etichetta serve solo a fomentare lo stereotipo, specie nel nostro paese, che Young sia un cantante country (anche quando faceva Rust Never Sleeps). La musica di Young (e in generale quella della West Coast) ha naturalmente radici nel country e nel rock 'n' roll; per stessa dichiarazione di Young, il momento degli International Harvesters costituiva uno sguardo al passato, un omaggio a una tradizione viva e importante (che, specie negli anni '80, si andava dimenticando). Fu quindi un momento “roots” per Young, e questo può essere considerato un disco “roots” nell'accezione a più ampio spettro di questo termine.

5 giugno 2011

CAPOSSELA, MARINAI, PROFETI


Il nuovo Vinicio Capossela è un passo ulteriore verso l'astrattismo. Non è neanche un disco, non ci sono nemmeno “canzoni”. E' la colonna sonora di uno spettacolo teatrale, niente più e niente meno. La musica accompagna sottilmente la dimensione testuale che pretende di essere ascoltata. Cioè il primo imperativo dell'album è: ascolta bene e comprendi le parole. Di difficile ascolto quindi, impegnativo, anche un po' troppo. Perché va bene prendere le distanze dai manierismi e accrescere ancora il proprio particolarissimo stile, però qui si avverte proprio l'assenza di una dimensione visuale a completare quella che è una vera e propria Opera.