20 novembre 2011

CROSBY-NASH IN CONCERT (2011)


Il dvd Crosby-Nash: In Concert ritrae fedelmente le serate del loro ultimo tour, che ha toccato anche l'Italia poche settimane fa. Una setlist vastissima per due ore e mezzo di musica, e una solida band di 4 elementi alle spalle del duo. Da "Guinnevere" e "Wooden Ships" (1969), a "The Lee Shore", "I Used To Be A King" e "Wind On The Water" (primi 70), a "Cathedral" e "Just A Song Before I Go" (1977), a "Camera" (1994), a "Don't Dig Here" e "Lay Me Down" (2004). E anche la lontanissima "Eight Miles High" dei Byrds e la nuovissima "Slice of Time" (Crosby). Dunque una tracklist semplicemente perfetta, ricca di ottimi episodi secondari affiancati ai classici di sempre.
Non c'è neanche bisogno di parlare della performance di Crosby e Nash, della loro empatia vocale. Ci hanno abituati al meglio, e qui danno il meglio, con l'aggiunta (perché per me è un'aggiunta) della spontaneità del live.

14 novembre 2011

DAVID CROSBY - VOYAGE (PT.3)


Buried Treasure, il terzo disco dell'antologia Voyage, è il vero “tesoro sepolto”: sedici estratti dagli archivi di David Crosby che offrono rese alternative di canzoni celebri o pezzi del tutto sconosciuti.
Si comincia con quattro demo risalenti al 1968. “Long Time Gone” e “Guinnevere” in sorprendenti esecuzioni a più chitarre e percussioni: “[...] deliziose. Pensavo di stare facendo un disco, allora, anche se non sapevo per chi. Quindi andavo in studio”, ricorda Crosby. Poi “Almost Cut My Hair” e “Games” in solitudine.
Dell'anno successivo sono “Triad” e “Dejà Vu”, quest'ultima nella base acustica di Crosby e Nash sulla quale fu poi “costruito” il resto della canzone insieme a Stills e Young.

8 novembre 2011

DAVID CROSBY - VOYAGE (PT.2)

[Update 29.6.2012]

“Quando vado a dormire la mente affollata – il livello della mente dove queste parole prendono forma – comincia ad appisolarsi. E i livelli dell'immaginazione e dell'intuizione […] hanno per un secondo la possibilità di emergere, prima di scendere nell'incoscienza. E in quella piccola finestra qualcosa balza fuori, io mi tiro su cercando la lampada e scrivo pagine di testi, freneticamente. Ed è successo un sacco di volte. La prima volta, ricordo, fu “Shadow Captain” molti anni fa. Ero a duemila miglia nell'oceano sulla mia barca, erano le tre di notte, e mi sono alzato e ho scritto l'intero testo, parola per parola, poi sono tornato a dormire. Non avevo mai pensato, prima, niente di quella canzone, nessun immagine o concetto.”
David Crosby, intorno al 1977, si sta isolando e sta per essere sopraffatto dall'abuso di droghe, cercando ancora di “spiegare a me stesso e a chiunque mi ascoltasse questo bisogno di comunicare le mie esperienze, che in me è fortissimo, quasi disperato. Ecco il nucleo della canzone”, ovvero “In My Dreams”, la seconda tratta dal disco capolavoro CSN (quello con la barca in copertina).

1 novembre 2011

DAVID CROSBY - VOYAGE (PT.1)

[Update 29.6.2012]

Come Reflections di Graham Nash, l'antologia di David Crosby è costituita di tre dischi: due di essential con i brani più importanti nelle versioni originali (rimasterizzate però), e uno treasure con 16 canzoni in versioni inedite.
Oltre alla superba resa audio e al libro di note e fotografie, il grande pregio di questa antologia – come appunto quella di Nash – è di raccogliere sotto lo stesso tetto la produzione di Crosby, spaiata in quattro decenni di CSN, Crosby/Nash, CPR e dischi solisti. Dei tre CSN, Crosby è quello che ha prodotto meno in termini di quantità, visti i “vuoti” nella sua carriera colmati più dalla droga che dalla musica; ma quel che ha fatto ha avuto una rilevanza forse maggiore degli altri. La sua ricercatezza chitarristica è evidente; ma viene subito in mente anche la struttura quasi progressive di tanti suoi pezzi, distante dalla ciclicità strofa-ritornello-strofa-ritornello di una canzone nella forma più classica.