8 novembre 2011

DAVID CROSBY - VOYAGE (PT.2)

[Update 29.6.2012]

“Quando vado a dormire la mente affollata – il livello della mente dove queste parole prendono forma – comincia ad appisolarsi. E i livelli dell'immaginazione e dell'intuizione […] hanno per un secondo la possibilità di emergere, prima di scendere nell'incoscienza. E in quella piccola finestra qualcosa balza fuori, io mi tiro su cercando la lampada e scrivo pagine di testi, freneticamente. Ed è successo un sacco di volte. La prima volta, ricordo, fu “Shadow Captain” molti anni fa. Ero a duemila miglia nell'oceano sulla mia barca, erano le tre di notte, e mi sono alzato e ho scritto l'intero testo, parola per parola, poi sono tornato a dormire. Non avevo mai pensato, prima, niente di quella canzone, nessun immagine o concetto.”
David Crosby, intorno al 1977, si sta isolando e sta per essere sopraffatto dall'abuso di droghe, cercando ancora di “spiegare a me stesso e a chiunque mi ascoltasse questo bisogno di comunicare le mie esperienze, che in me è fortissimo, quasi disperato. Ecco il nucleo della canzone”, ovvero “In My Dreams”, la seconda tratta dal disco capolavoro CSN (quello con la barca in copertina).
“Delta” è del 1980 (apparsa in Daylight Again, 1982) ed è stata “l'ultima canzone completa che ho scritto per anni. […] Senza Jackson [Browne] questa canzone non sarebbe mai nata”. Ed è, infatti, da qui che i lassi di tempo tra una canzone e l'altra si fanno più grandi. “Compass” (da American Dream, 1988) Crosby la inizia a scrivere durante il suo periodo in carcere: “ho pensato, questo sono io – è il mio genere di cosa, è ancora viva in me […]”.
Dopo la breve reunion con CSNY, Crosby produce nuovo materiale per un album solista, Oh Yes I Can, che contiene “Tracks In The Dust”, “una di quelle storie che solo ogni tanto mi vengono in mente”. Segue Live It Up con CSN (1990), tra cui spicca la sua “Arrows” scritta in collaborazione con Michael Hedges: “Fare una severa introspezione e affrontare la realtà su se stessi ci rende persone migliori”, racconta Crosby.
Nel 1992 segue un altro disco solista, Thousand Roads, con canzoni scritte in collaborazione; in Voyage sono incluse “Hero” con Phil Collins e “Yvette In English” con Joni Mitchell.
Ma le peripezie di Crosby non sono finite col nuovo decennio: prima si deve sottoporre a un trapianto di fegato e poi si ricongiunge a un figlio sconosciuto, tale James Raymond, un musicista tutt'altro che alle prime armi. Nasce così, nel 1998, il progetto CPR insieme a Raymond e Jeff Pevar, che costituisce l'inizio di una nuova fase creativa per David.
Il ritrovato equilibrio, personale e musicale, si apprezza già dalle prime note di “Rusty And Blue”: “E' parte del torrente musicale che ha iniziato a defluire in me con i CPR. Come gran parte delle mie canzoni, è nata dal legno e dall'acqua. L'ennesima dove puoi sentirci l'oceano”.
“Somone She Knew” nasce a seguito della visione del film La Leggenda del Re Pescatore, ed è intrisa ancora una volta dal ricordo di Christine. Si continua poi con “Breathless”, “Map To Buried Treasure” e “At The Edge”, tutti brani molto sentiti.
Conclusa la parentesi di CPR (“il progetto costava troppo per mantenerlo in vita” ha detto recentemente Crosby), nel 2004 Crosby e Nash tornano assieme per un bellissimo doppio album scritto ed eseguito in collaborazione con Raymond e Pevar (la loro collaborazione continua tutt'ora). “Through Here Quite Often”, secondo Graham Nash, è una “splendida, struggente canzone costruita sulle osservazioni di David in un coffee shop, guardando questa cameriera che era così gentile, in molti modi diversi”.
Il disco si chiude con la rivisitazione di Crosby e Hedges del tradizionale “My Country 'Tis Of Thee”. Si ha forse l'impressione che l'ultimo periodo sia stato liquidato frettolosamente, ma brani del periodo di Looking Forward (CSNY) e altri di Crosby & Nash sono parte del terzo disco, quello delle rarità.
...continua...


Leggi anche:
Voyage pt.1
Crosby-Nash Live 1977, recensione
Wind On The Water, recensione
CSNY: 40 anni in 4 album

Nessun commento:

Posta un commento