26 dicembre 2011

GREENDALE: OVVERO NEIL YOUNG A FUMETTI

Con grande sorpresa (e sommo gaudio) ho trovato Neil Young's Greendale sullo scaffale di una libreria della mia città. Edizione italiana. Passando completamente in sordina è uscito anche da noi il fumetto tratto dalla rock-opera del 2003 a firma Neil Young & Crazy Horse. Il cantautore scrisse dieci canzoni che raccontavano di una famiglia (i Green) in una sonnolenta cittadina rurale americana (Greendale) e di alcuni fatti che la mettevano al centro dell'attenzione. In particolare due: l'arrivo di una sorta di Diavolo surreale che portava Jed Green a commettere un omicidio, e la maturità della giovane Sun Green e il suo attivismo ambientalista e pacifista. Al disco (scritto e registrato in poche settimane) fece seguito un tour con attori sul palcoscenico e un film girato da Young (sempre con attori reclutati tra amici e collaboratori). Uscì anche un libro illustrato (negli States) e, circa due anni fa, un musical off-Broadway e questa graphic-novel a firma Joshua Dysart e Cliff Chiang (per la Vertigo). Un'opera che non ha smesso di interessare critica, pubblico e altri frangenti artistici, e questo perché si è rivelata, anno dopo anno, sempre più attuale.
Lo spiega bene la postfazione presente sul fumetto, uscito per Bao Comics e presentato al Lucca Comics pochi mesi fa. Un plauso a questo editore che ha accettato la sfida dell'edizione italiana, oltretutto di un certo pregio. Ma cosa ci si potrebbe aspettare di leggere nell'adattamento a fumetti di un disco di Young? Questa era la curiosità più grande. 
Tenterò di rispondere (senza togliervi il piacere della scoperta). Quando ho letto le lyrics di Young c'erano certe cose che non capivo, nella storia e nelle interazioni tra i personaggi. “Buchi” che erano palesemente una conseguenza della forma narrativa (canzone) ma che, presumibilmente, Young avrebbe saputo spiegare in quanto nella sua mente c'era una storia completa. Con il film, gli “intermezzi” scritti nel booklet del cd o quelli parlati durante i concerti si poteva colmare qualche lacuna. Ma restava, come dire, un albero ancora un po' spoglio piuttosto che una perfetta chioma folta.
Bene, la graphic-novel serve allo scopo. Sebbene non possiamo sapere quanta parte provenga dai fumettisti piuttosto che da Neil, ciò non ha molta importanza. Quello che conta è la storia che ci viene narrata, davvero bella, coi giusti riferimenti ai testi dell'album. Un'opera che ha uno spessore notevole, che non ci si aspetta da un fumetto, o che non ci si aspetta conoscendo solo l'idea musicale di Young. Questo è un romanzo di stampo fantastico (per certi versi persino surreale, un aspetto tralasciato negli altri format) con un'onesta riflessione sui temi già evidenti della guerra, della natura, della società consumistica e massmediatica. Senza scendere a ovvi e bassi moralismi, anzi, si ramifica in un intreccio che la rende viva, vera, perfetta nella sua natura di micromondo/teatro ove si svolge, rispecchiandosi, la Storia che leggiamo sui giornali.
Greendale è forse una cittadina lynchiana stile Twin Peaks; o forse la cittadina dove la violenza irrompe pur essendo da sempre già lì (proprio come un demone) del film A History of Violence di David Cronenberg, o di uno dei tanti romanzi di Stephen King. Si potrebbe iniziare un discorso di relazioni, paragoni, filoni e poetiche che non finirebbe più.
In pratica, la graphic-novel di Greendale ha fatto il passo oltre, è riuscita ad andare laddove un disco non poteva, dandoci la parte che mancava, ma più semplicemente – indipendentemente dall'album di Young – riuscendo ad essere un'opera visiva originale, intelligente e disegnata molto bene.


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