27 dicembre 2012

HAPPY NEW BEATBLOG

Visto che anche io sono scampato alla tanto attesa fine del mondo, BeatBlog2 entrerà nel 2013 con una nuova e - lo ammetto - più leggibile veste grafica. Qualcuno cercò di suggerirmelo sin dall'inizio... sfondo bianco e testo nero si legge meglio... Bene, adesso anche loro sono stati accontentati.
Ora BeatBlog2 somiglia a un sano, vecchio foglio avvolto nel rullo di una macchina da scrivere - non è vero? Sento quasi l'odore dell'inchiostro che mi macchia le dita.
Ma per sfruttare al meglio l'era digitale, è apparso un menù sotto la testata che vi porta direttamente ad alcune pagine speciali, soprattutto quella dedicata a Made of Music (ex Nidi di Nebbia), un progetto musicale sempre in evoluzione.
E poi ho fatto la mia comparsa improvvisa, proprio oggi, su Google+ condividendo un po' degli ultimi articoli di BeatBlog2. Fate altrettanto anche voi, ok?

26 dicembre 2012

DAVID EDDINGS: IL CICLO DI BELGARIAD

La Fanucci ha ristampato il primo volume del Ciclo di Belgariad in un'edizione bella ed economica, che contiene i primi due libri della saga. L'occasione è troppo ghiotta per non approfittarne: voglio avvicinarmi a una delle saghe fantasy più celebri per vedere se merita davvero, o se è una mezza delusione come capita nella maggior parte dei casi.
Dico subito che non lo è. Eddings è uno scrittore di fantascienza, benché sia diventato famoso grazie a questa saga, originale sotto molti aspetti. La storia parte in modo abbastanza classico: il ragazzo qualunque si trova coinvolto, insieme all'anziano mago, nella ricerca di un talismano rubato che non deve cadere nelle mani del signore oscuro. Una premessa tipicamente fantasy che, però, offre subito risvolti originali nelle mani di Eddings.
Sono i personaggi, come sempre, a fare la differenza: quelli secondari sono del tutto particolari (mercenari, commercianti, signorotti locali, un fabbro... non c'è ombra di elfi e cavalieri macchietta), ma anche i tre protagonisti (il mago, il ragazzo e la zia/maga) sono realistici, schietti, senza fronzoli o ridicoli moralismi, perfettamente caratterizzati. Questo è il punto di forza della saga intera: dialoghi e interazioni tra i personaggi, scorrevolezza ed equilibrio, la rendono accattivante e adulta.

16 dicembre 2012

CONSIGLI PER RIMANERE AGGANCIATI ALLA FANTASCIENZA

Una Top 10 dei libri di fantascienza non è argomento facile. Leggo spesso su Anobii qualcuno che cerca disperatamente di classificare... Non sarebbe facile nemmeno fare una Top 100 degli autori migliori (leggi, più significativi). La fantascienza si è evoluta parecchio nel corso di 70 anni, senza invecchiare di un giorno, rinnovandosi in modo intelligente. Anche limitandosi al periodo d'oro, ovvero alla fantascienza classica, il panorama è talmente vario che, per stilare una classifica un minimo obiettiva, si dovrebbe aver letto migliaia di romanzi.
Ecco perché non parto assolutamente con queste premesse: voglio semplicemente dare un consiglio a coloro che si vogliono addentrare nel genere. Io mi ci sono appassionato grazie ad alcuni libri letti durante l'adolescenza, poi ho esplorato innumerevoli scrittori, stili, correnti. E non finirò mai...
Volete iniziare a leggere fantascienza? Bene, provate con questi 7 libri (+1 bonus), dopodiché o sarete agganciati per sempre, o potrete darvi a Nicholas Sparks...

2 dicembre 2012

M. JOHN HARRISON: IL CICLO KEFAHUCHI



Prendete le suggestioni kubrickiane di 2001 Odissea nello Spazio e mettetele insieme alle distopie allucinate di William Burroughs. Il risultato sarà abbastanza simile a Luce dell'universo di M. John Harrison. È uno scrittore inglese per nulla famoso da noi, ma grazie a lui la New Wave letteraria inglese ha saputo reinventarsi in modo estremo (e anche anticipare filoni come il cyberpunk; Harrison scriveva già prima di William Gibson).
Light (il titolo originale) è un trip. In realtà mi è difficile avviare un'analisi su di esso, prima di tutto per la sua complessità e la molteplicità di punti di vista con cui può essere guardato, ma anche perché mi sono imbattuto in un paio di ottime recensioni di altri blogger che, in fondo, dicono esattamente le stesse cose che penso io. Quindi ne citerò alcuni paragrafi.

24 novembre 2012

SCATTI

Non so cosa scrivere, o meglio, cosa pubblicare.
Perciò, beccatevi questi. Immagini anziché parole. Silenzio.
Perché no?

Soul Portrait

16 novembre 2012

STEPHEN STILLS 1968-71: L'ESORDIO SOLISTA


La creatività musicale sfaccettata di Stephen Stills emerge prepotentemente nei suoi primi lavori, ispirati, freschi e del tutto personali. Stills, il più virtuoso tra Crosby, Stills & Nash, vanta molte collaborazioni con grandi chitarristi, incluso Jimi Hendrix. Una prova della sua abilità e creatività musicale è stata sicuramente la band dei Manassas, purtroppo di vita breve. Anche il primo e il secondo album solisti raccolgono brani indimenticabili (anche se solo una è rimasta tra i cavalli di battaglia dei concerti di CSN, ovvero “Love The One You're With”).

7 novembre 2012

NEIL YOUNG & CRAZY HORSE: PSYCHEDELIC PILL


L'avevo detto, dopo Le Noise: Neil Young sta inaugurando un decennio di nuovi traguardi. Nuovi traguardi di tipo bizzarro, perfettamente nel suo stile, come appunto l'album del 2010 prodotto da Daniel Lanois, e nuovi traguardi nello stile glorioso di sempre, come questo Psychedelic Pill.
Il decennio 2000-09 non può essere paragonato, in termini di sperimentazione, agli erratici anni 80 di Young. L'istinto di sondare nuovi territori e rispondere a fulminee idee del momento, pure, è sempre stata una sua costante younghiana sin dai gloriosi giorni dei Buffalo Springfield. Tuttavia album come Living With War, Fork In The Road e Greendale sono instant-records che non hanno molti precedenti nella carriera younghiana. Quest'ultimo decennio si staglia abbastanza nitidamente da tutto ciò che è venuto prima, come quarta fase di una carriera lunga e produttiva.

1 novembre 2012

CSN: AFTER THE STORM (1994)

 
“Dopo la tempesta”: davvero un titolo significativo per questo disco, che segna il ritorno di Crosby, Stills & Nash in ottima forma. La tempesta degli anni '80 era stata musicale (gli scarsi e artefatti risultati di American Dream e Live It Up) ma anche personale (la gravissima dipendenza da droghe di David Crosby e le sue grane legali).
After The Storm ci riporta al sound e allo stile compositivo dei Settanta, pur con ispirazioni di tipo diverso, una maturità finalmente abbracciata, che sarebbe poi stata confermata dagli sporadici lavori successivi dei tre artisti in combinazioni diverse (il progetto CPR di Crosby; l'album Crosby & Nash, 2004; qualche altro lavoro solista). Ma After The Storm è comunque l'ultimo album di inediti a firma CSN, escludendo la parentesi di CSN&Y del 1999 (il non disprezzabile Looking Forward).

20 ottobre 2012

CSN: LIVE IT UP (1990)

Solitamente non è bene giudicare un disco o un libro dalla copertina. In questo caso, però, Crosby, Stills e Nash nello spazio che mangiano wrustel – è questa più o meno l'idea che suggerisce, sbaglio? – non si fanno prendere molto sul serio.


Che sia il punto più basso della loro discografia è fuor di dubbio, tuttavia non lo si può bollare come spazzatura punto e basta. Non sono tanto le canzoni ad affossare questo album, metà delle quali pregevoli (anche se spesso scritte in collaborazione o da terzi): la colpa è del sound.

12 ottobre 2012

BALLARD - VI - PARADISI ARTIFICIALI

 
Il paradiso del diavolo (1994) è il primo dei cinque romanzi che chiudono la carriera di James G. Ballard. In questa fase conclusiva l'autore non sfrutta più alcun elemento fantastico, ma il surreale scaturisce direttamente dalla realtà quotidiana, da ambienti ed eventi perfettamente nella norma che rivelano la loro follia intrinseca.
“Salvate gli albatri” è il grido che apre questo romanzo. Troviamo la dottoressa Rafferty, una donna nevrotica, che tenta di creare una riserva naturale su un'isola del Pacifico sottraendola agli esperimenti nucleari francesi. Con lei c'è Neil, un ragazzo con una strana ossessione per il nucleare, più altri personaggi che si aggiungono man mano. Salvare gli albatri e preservare una natura in pericolo sono azioni che sembrano assumere il significato di salvare noi stessi, o quella parte di noi consapevole che gli uccelli, il volo, il paesaggio dell'isola e dell'oceano, nel loro insieme rappresentano uno spazio irraggiungibile e di perdita/scoperta interiore. Lo spettro nucleare aleggia su questo paradiso, contaminandolo: esso è il passo che l'uomo compie verso l'“oltrenatura”, uno dei tanti basati sulla tecnologia. E questi “stupri del mondo della natura” (per parafrasare Ian Malcolm) sono ormai parte del nostro paesaggio tanto quanto gli elementi naturali, creando scompenso nei nostri cervelli.

3 ottobre 2012

FONTAINEBLEAU: LA MORTE PER INERZIA DA BALLARD A YOUNG

C'è un sublime romanzo di James G. Ballard, Cocaine Nights, che mette in scena con stile quasi teatrale il concetto di “vita inerte”. La Costa del Sol, prestigiosa località turistica mediterranea, vive scandita dal ritmo delle feste, dei circoli sportivi, della vita balneare, che tuttavia sono poco più che mera apparenza. In realtà tutto è noia per i suoi abitanti, che vanno spegnendosi come malati terminali, mentre tentano di elevarsi al di sopra del concetto di “tempo che passa” semplicemente restando immobili all'interno di case lussuose con le televisioni sempre accese, veri e propri santuari di fine millennio. Accade allora che un uomo decide di elettrizzare l'aria compiendo dei crimini e garantendosi l'approvazione di tutti quanti. L'interazione sociale ha preso una piega diversa, malsana ai nostri occhi, ma il protagonista del romanzo – che si trova suo malgrado coinvolto negli eventi – si trova costretto a soppesare le cause della “mutazione” di Costa del Sol, e a porsi la domanda: quanto può essere giustificata una reazione radicale, come un omicidio, per scuotere una società pietrificata e senza futuro?

24 settembre 2012

NATURAL BEAUTY : PARALLELISMI NATURALI TRA BALLARD E YOUNG

Tempo fa ho tradotto e postato qui un articolo a proposito del simbolismo surrealista in artisti del tutto diversi tra loro: Salvador Dalì, James G. Ballard e Neil Young. Era un ottimo esempio per rendersi conto di come certi concetti ricorrano in forme di espressioni e autori diversi creando una rete di interconnessioni davvero interessante. Succede quando si toccano tematiche universali che scavano nella nostra parte più inconscia e atavica.
Credo che i romanzi di James G. Ballard e la musica di Neil Young abbiano molto in comune. Per cominciare, la natura e la sua percezione da parte dell'uomo, un tema molto vasto che in tanti hanno sfiorato. Nelle visioni di questi due artisti, la cui poetica è molto potente, riverbera in modo particolare. Nelle lyrics di Young e nei romanzi di Ballard ricorrono vari temi in modo evidente, e la natura è uno di questi. Il paesaggio, in senso lato, fa da catalizzatore al pensiero e all'animo dei personaggi ballardiani e alle riflessioni nei versi younghiani. Con natura intendo qualsiasi elemento ne faccia parte: dal luogo (per esempio il deserto o la spiaggia) all'elemento in sé (l'albero, l'animale), fino allo stesso concetto che gli uomini ne costruiscono (il paesaggio, la contrapposizione con ciò che è artificiale, il legame con gli stati d'animo, ecc).

15 settembre 2012

KING: NOTTE BUIA NIENTE STELLE (2010), BALLATA PER UN OMICIDIO

Salto temporale fino al penultimo libro di Stephen King (in effetti questa "retrospettiva" sarà in ordine sparso).
I quattro racconti di questa antologia (o almeno tre su quattro) sono piuttosto diversi dal King abituale. Pur continuando la tradizione delle antologie contenenti quattro racconti lunghi, siamo su tutt'altro pianeta rispetto a Quattro Dopo Mezzanotte e Stagioni Diverse. In effetti potrei azzardare che Notte Buia, Niente Stelle ci presenta un King inedito: una fusione tra il King dei vecchi classici e il King dell'ultimo ventennio, con una spruzzata del King temporaneo che ci aveva dato la trilogia di romanzi “al femminile” dei primi anni 90. Il merito di questo stile lievemente diverso (o la colpa, dipende) deriva anche e sicuramente dal cambio di traduttore: esso incide sulla nostra percezione del libro, poiché due persone (anche se traduttori) non scrivono nello stesso modo.


8 settembre 2012

KING: SCHELETRI (1985), EPISODI DALL'UNIVERSO KINGHIANO

Scheletri è una raccolta di racconti uscita in America nel 1985. Stephen King vi raccoglie materiale degli anni precedenti e pubblicato originariamente su alcune riviste. La maggior parte dei racconti risale al periodo 1981-85, ma vi è anche qualcosa di più vecchio e addirittura alcuni dei primissimi (e brevissimi) racconti di King di fine anni '60, rivisti per la pubblicazione in volume.
Va detto che King non dà il suo meglio nei racconti, e certo non nella prima metà della carriera. Ma li adora, come lui stesso dichiara ogni volta che ne ha l'occasione, e adora la tradizione del racconto americano gotico. Così non ha mai smesso di scriverne, raccogliendone gran parte (ma non tutti) in libri come Scheletri, A volte ritornano, Incubi e deliri e altri. Mentre per alcuni scrittori del fantastico che hanno segnato il XX secolo (James G. Ballard, Philip K. Dick, Richard Matheson, giusto per citarne tre) i racconti sono stati territorio fertile dove sperimentare ed evolvere le proprie idee, fino a essere anche più importanti dei romanzi, nel caso di King il racconto è un compendio non fondamentale.

28 agosto 2012

KING: LA ZONA MORTA (1979), DELLA VISIONE E DEL MARTIRIO

La Zona Morta (1979, pubblicato dopo Shining) mostra lo slancio di Stephen King al di fuori del “genere” in cui era stato collocato all'esordio (e con cui tutt'ora viene troppo spesso etichettato), verso una letteratura troppo collettiva per essere definibile (o, al massimo, la si può ritenere la vera letteratura postmoderna, come sostiene il critico Leslie Fiedler).
Leggendo questo romanzo si ha la riprova (dopo Shining) che la penna di King, già ai suoi inizi, vuole arrivare all'universo umano, a indagare ciò che esiste, da una parte, all'interno dell'anima e, dall'altra, all'esterno nel crogiolo sociale. Con questo romanzo King compie il primo, vero passo in quella direzione.
La prima cosa che si nota in La Zona Morta è l'elemento fantastico che funge da preteso per avviare la storia. Perché si sa che la letteratura del fantastico (come ad esempio la fantascienza) è la letteratura delle idee; offre stimoli che una narrativa coi piedi per terra non offrirà mai, non ultima la possibilità di storie irripetibili. King si è sempre definito un narratore, un moderno cantastorie.

19 agosto 2012

KING: SHINING (1977), IL DELIRIO SIMBOLICO DI STEPHEN KING


Inizia qui una mia retrospettiva su Stephen King. Leggo King da quando avevo 14 anni (ricordo il senso di potere e di sfida nell'aprire la prima pagina di It, durante un'estate in montagna, poi al mare, poi a casa, fino a che il libro non si è sfasciato e spaccato in tre parti, e la libreria me lo ha persino cambiato). Nell'ultimo decennio ho avuto dunque il piacere di vivere in diretta, da Fedele Lettore, l'ultima fase kighiana, quella più matura e variopinta, che adoro. Quand'ero piccolo, invece, mi sono goduto le opere precedenti. Alcune erano palesemente superiori ad altre, ma il tempo passa e dopo una lettura pressoché totale della biblioteca kinghiana c'è bisogno di rileggere anche i vecchi libri col famoso senno di poi.
La rilettura di Shining è stata una riscoperta, una rivelazione. Conoscendo l'opera del King maturo posso dire che questo romanzo rientra appieno tra i suoi capolavori, presagendo appunto a quelli della fase successiva (diciamo a partire da metà anni 80), ed è quasi una mosca bianca (insieme a La Zona Morta) nella lista dei libri di quell'epoca (che comprende Pet Sematary, Cujo, L'Incendiaria, i belli ma ancora limitati Le Notti di Salem e Carrie, e quelli scritti sotto lo pseudonimo di Bachman).

9 agosto 2012

LOUIS ARMSTRONG (101 ANNI FA VENIVA AL MONDO)


Louis Daniel Armstrong, noto anche con il soprannome di Satchmo o Pops, è stato probabilmente il più famoso musicista jazz del XX secolo. Ha inventato il vocabolario maturo del jazz: quel ritmo, quella melodia e quell'armonia tutt'ora usati da chiunque suoni jazz. Al suo talento e alla sua carismatica personalità si deve molta della popolarità che il jazz raggiunse al di fuori delle regioni natie degli USA, fino al mondo intero. Armstrong inizialmente divenne un famoso trombettista, mentre verso la fine della sua carriera fu anche uno dei più importanti cantanti della scena jazz.

31 luglio 2012

I RACCONTI UMANISTICI DI ASIMOV (PT.1)

 

La scrittura di Isaac Asimov è stata spesso criticata per la sua eccessiva rapidità, la mancanza di ampi passaggi narrativi e descrittivi, la frettolosa caratterizzazione dei personaggi. In realtà Asimov si focalizza sempre sui dialoghi permette ai personaggi stessi di rivelarsi e raccontare le situazioni in cui si trovano. Il suo tratto distintivo, questa sua prosa essenziale e cinematografica, è uno stile personale che, nella mia opinione, non ha motivo di essere criticato più dello stile di qualunque altro scrittore, da Ernest Hemingway a Stephen King. Con Hemingway, anzi, condivide il piacere del dialogo tra i suoi personaggi.
La struttura di un romanzo asimoviano è estremamente cadenzata, lineare, logica: la logica (fatto e conseguenza) permea l'intreccio di tutte le sue storie. All'interno di questa struttura, ogni romanzo è una progressione di episodi, talvolta distinguibili quasi come racconti consecutivi. La dimensione del racconto, quindi, sembra proprio calzare per Asimov, come per molti autori di quella fantascienza che nasceva sulle riviste piuttosto che sui libri e che arrivava a nuova maturità tra gli anni '50 e i '60.

20 luglio 2012

CORDWAINER SMITH E LA STRUMENTALITA', DA RISCOPRIRE


Cordwainer Smith è un nome (d'arte) poco conosciuto nel panorama letterario, anche in quello della fantascienza. Scompare prematuramente negli anni 60 dopo aver scritto poche cose: un romanzo, Norstrilia, e una serie di racconti che rimane incompiuta, il Ciclo della Strumentalità (attualmente introvabile). Entrambi sono ambientati nello stesso universo e costituiscono un'unica, ampia visione.


Norstrilia è stato ripubblicato recentemente in Urania Collezione. In origine esce in due parti separate (L'uomo che comprò la Terra, L'uomo che regalò la Terra), poi riunite nella loro struttura originale dopo la morte dell'autore.
È un romanzo davvero strano: distrugge qualsiasi preconcetto con cui il lettore possa partire. Mi riesce persino difficile riassumere la trama, e dato che di solito preferisco dire il meno possibile lasciando agli interessati tutto il piacere della lettura, dirò soltanto che la vicenda ruota attorno a un ragazzo contadino, sulla cui figura potrebbe partire un fantasy tipico, che "gioca in borsa" la sua eredità miliardaria diventando proprietario dell'intero pianeta Terra. Vive su Norstrilia, colonia umana indipendente che riesce a sopravvivere con la vendita di una droga derivata da pecore mutanti.

20 giugno 2012

BROOKS: CICLO DEGLI EREDI


Composta da 4 volumi, questa saga si svolge dopo alcune generazioni dalla trilogia centrale di Shannara.
Nel primo libro, Gli Eredi di Shannara, vengono introdotti molteplici personaggi che tessono diverse linee narrative. In gran parte si parla del viaggio dei tre protagonisti principali, con alcuni compagni, che devono incontrare lo spettro del druido Allanon per conoscere i propri compiti. Parallelamente Terry Brooks traccia la situazione delle Quattro Terre, cadute sotto la tirannia politica della Federazione e la subdola minaccia di creature magiche chiamate Ombrati.
L'ambientazione entro la quale si muovono i personaggi è la parte più originale, così come l'ambiguità delle parti (non c'è un male assoluto incarnato da un signore oscuro, come spesso accade nel fantasy). Personaggi ed eventi sono abbastanza agli antipodi di quelli canonici già sfruttati nel ciclo originale di Shannara; pur rispettando certe regole da cui il fantasy dipende (destino, viaggio, battaglia) il contesto creato qui ha un'originalità sua, interessante, con il pregio di una narrazione perfettamente equilibrata.

13 giugno 2012

NEIL YOUNG & CRAZY HORSE: AMERICANA


Un disco di cover mancava nella carriera di Neil Young. Una mancanza di cui non sentivamo la mancanza, a onor del vero, perché da una macchina a ciclo continuo come Young non ci si sarebbe mai aspettata una “pausa di riflessione” e la scelta di canzoni altrui piuttosto che la propria, rinnovata ispirazione. Per fortuna, ora che il disco di cover è nelle nostre mani, sappiamo che non è andata esattamente così, che esso rappresenta solo una delle tante sue esilaranti deviazioni dalla linea retta della strada.
Già all'inizio dell'anno scorso (o era il 2010?) Young aveva tentato una reunion con i Crazy Horse, invano. Poi quando il momento è stato buono e l'alchimia ha ricominciato a funzionare (dai tempi del tour di Greendale, 2003), il Cavallo ha ingranato. Presumibilmente Neil non è arrivato con nuove canzoni già chiare nella mente, quindi il Cavallo ha iniziato a jammare (come d'abitudine). Chissà come, chissà da dove, Neil ha poi tirato fuori “Oh Susannah”, “This Land Is Your Land”, “Wayfarin' Stranger” e altre folk-songs americane e, di colpo, ecco il disco di reunion della band. La natura ha fatto il suo corso, comunque, e jammando ecco che nuove canzoni hanno preso forma e un secondo album (molto lungo, a sentire le prime indiscrezioni) ha immediatamente fatto seguito ad Americana. Arriverà alla fine dell'anno, o forse il prossimo, e sarà il vero ritorno dei Crazy Horse.

10 giugno 2012

BROOKS: IL PRIMO RE DI SHANNARA

Si tratta del prologo, in un unico libro, di quelle che saranno le vicende narrate in La Spada di Shannara: l'ex druido Brona, sopraffatto dalla sua sete di magia e ora una sorta di spettro, si scaglia contro i druidi e i popoli delle varie terre scatenando la seconda guerra delle razze.
Questo libro ha successo laddove l'originale Shannara falliva: nel rispettare un canone fantasy ma adattandolo a un mondo e a un continuum propri, in modo che la vicenda risulti, nel suo piccolo, originale e interessante. Ci sono i druidi, il cui isolamento e ottusità ne causano l'autodistruzione, e c'è il druido “esiliato” più saggio e astuto, Bremen, che tira le fila dell'intera storia. Ci sono alcuni druidi appartenenti ad altre razze, Elfi e Nani, a cui toccano ruoli e destini diversi. C'è un guerriero elfico dall'anima combattuta, Jerle Shannara, che finisce per salire al trono e impugnare la spada contro il nemico. E c'è la spada, che viene forgiata unendo insieme il potere magico e la nozione scientifica.

31 maggio 2012

BROOKS: CICLO DELLA GENESI

Quando ci si prende l'impegno di creare, popolare e far funzionare un mondo intero e le sue epoche, bisogna prima o poi fare i conti con gli eventi chiave, quelli a larga scala. Ma la scelta rimane stilistica: niente poteva proibire a Brooks di inventare soluzioni diverse e trattare i protagonisti della saga della Genesi di Shannara così come aveva già fatto nella trilogia del Verbo e del Vuoto. Invece Brooks ha scelto molte linee narrative, tanti personaggi, un panorama globale per narrare gli eventi successivi, il collasso della società umana, il mondo che si spopola, diventa selvaggio e mutante, sul ciglio di un'ultima guerra nucleare.
Le città sono diventate fortezze governate in modo irresponsabile, mentre bande di ragazzi “ribelli” dominano le strade. I demoni arruolano ex-uomini e soggiogano i bambini per poterli crescere nella malvagità. Celati agli uomini, che ne ignorano da sempre l'esistenza, nelle foreste ci sono ancora gli Elfi, ma anch'essi non sono in grado di resistere all'apocalisse incombente. Sono queste le premesse al mondo di Shannara.


26 maggio 2012

BROOKS: IL VERBO E IL VUOTO


Nella cronologia del mondo di Shannara questa è la prima saga, che si ambienta nel nostro mondo. Le vicende si incentrano su una ragazza portatrice della Magia, un cavaliere del Verbo che vige su di lei e i Demoni che tentano di corrompere entrambi.
La storia, essendo ambientata appunto nella realtà attuale, prende le distanze dal fantasy canonico. La matrice non è tanto fantasy quanto kinghiana (che ormai è un genere a sé...): la fantasia mescolata alla realtà, sense of wonder, dualismo bene-male, personaggi intimi e ricchi, insomma gli ingredienti abituali di Stephen King. Brooks, pur essendo certamente in debito con lui, ha fatto un ottimo lavoro, aggiungendo quegli elementi fantasy necessari alle premesse del suo universo. Ovvero la magia, il cui ruolo è al centro dell'intera vicenda, e la classica giustapposizione bene-male interpretata qui come Verbo e Vuoto, in modo interessante. Sul piatto ci sono, ovviamente, i destini delle persone e del mondo intero.


21 maggio 2012

DI TERRY BROOKS E DEL FANTASY


Nel mondo del fantasy spesso si è spiazzati dalla mole di saghe interminabili. Oltre al rischio che perdano il filo a metà rovinando tutto ciò che avevano di buono all'inizio, costituiscono soprattutto un impegno di lettura troppo gravoso, tale per cui non si può leggere nient'altro per mesi o persino anni. Spesso il fantasy è sinonimo di megalomania. Ma ci sono anche autori che non ragionano in questi termini, nonostante abbiano scritto molti libri ambientati in un solo mondo.
Il pregio di Terry Brooks, di sicuro, è la sua accessibilità a tutti i livelli. Nonostante siano trent'anni che scriva del mondo di Shannara, lo fa a tappe di trilogie in cui ciascun libro ha dimensioni normali (300 o 400 pagine). Ogni saga narra di un determinato periodo con i suoi personaggi (per esempio varie generazioni di una stessa famiglia), che danno forma man mano alla storia al mondo creato dall'autore. Per un lettore una simile semplicità e accessibilità costituiscono sicuramente un incentivo che non va dato per scontato.

14 maggio 2012

PHILIP J. FARMER (pt.3): GIORNI E NOTTI MAGICHE




Notte di luce (1970) è l'opera più complessa e lungimirante di Philip J. Farmer. Si tratta di un ciclo di vari racconti legati insieme da alcune ambientazioni e soprattutto dal protagonista, John Carmody, che da fuorilegge (nel primo episodio) percorre una travagliata via della fede fino a diventare sacerdote (nell'ultimo episodio). In ogni racconto Farmer si focalizza su qualche genere di domanda, di spunto di riflessione: da un prologo e un epilogo alquanto surreali – dove si parla di nuovi Dei che si contendono le genti dell'universo e danno forma fisica ai pensieri – a episodi allegorici – come il racconto in cui Carmody, reincarnando un messia divino, guida una razza di uccelli intelligenti verso la civilizzazione e la tecnologia. Certamente il libro più ad ampio spettro, più visionario, meno catalogabile di Farmer, composto nel corso di molti anni (ogni racconto nato e pubblicato autonomamente).

4 maggio 2012

PHILIP J. FARMER (pt.2): IL FIUME DELLA VITA



Il fiume della vita (1971) è il romanzo che apre il Ciclo del Mondo del Fiume (o Riverworld), forse l'opera di più celebre di Philip J. Farmer. È la storia della resurrezione dell'umanità sulle rive di un fiume in una sorta di eden naturale, che subito si svela come un pianeta alieno. La civiltà ricomincia da zero, tra chi si abbandona alle proprie pulsioni e chi si interroga sulla nuova realtà.
Con questo libro (il primo della serie), Farmer realizza il miglior riassunto sia della sua forma narrativa che del suo pensiero: un'avventura che si fa spunto per speculazioni metafisiche. I personaggi devono fare i conti con la loro indole più primordiale: la civiltà riparte lentamente dallo stato preistorico, segnata dal sangue, ed “essere umani” si traduce in un nuovo, disinibito inizio (si risorge nudi, si assumono droghe, eccetera).

26 aprile 2012

PHILIP J. FARMER (pt.1) : AVVENTURE CONTROVERSE


Philip Josè Farmer non è un autore molto noto al di fuori del genere fantascientifico, tuttavia il suo contributo alla nascita della fantascienza moderna è stato decisivo. Farmer inizia a scrivere stimolato dal romanzo d'avventura fantastica d'inizio secolo, ma dagli anni '50 le sue idee lo portano uno slancio verso una fantascienza colta, portatrice di potenti riflessioni sull'uomo. Basta leggere le opere principali di questo autore per capire che esse derivano dalla fusione di due elementi: da un lato personaggi e trame dal sapore retrò, con intrighi a tratti naif, dall'altro presupposti, idee e riflessioni su tematiche controverse quali religione e sessualità. Questo dualismo dà origine ovviamente a risultati e opinioni contrastanti. Vale la pena approcciarsi a Philip Farmer senza preconcetti, ricordando che si tratta di un autore che ha fatto la storia della fantascienza, scrivendo moltissime opere di natura diversa.

10 aprile 2012

KEROUAC: ANGELI DELLA DESOLAZIONE

 
 
Jack Kerouac parte il 18 giugno 1956 dal cottage di Gary Snyder in California per trascorrere l'estate sulle montagne delle Cascades come avvistatore di incendi. È probabilmente l'unico periodo della sua vita che trascorre in quella solitudine naturale che tanto ambisce, senza interruzioni. Le settimane passano monotone: Jack compone haiku e tiene un diario su cui annota ogni cosa, inclusi come sempre i sogni. Sulla base di questo diario trarrà poi il romanzo Angeli della desolazione (e l'ultima parte di I vagabondi del Dharma).
Conclusa questa esperienza, trascorre alcuni giorni a Seattle e poi a San Francisco per riprendere i contatti con Allen Ginsberg, Gregory Corso e Neal Cassady. Insieme a loro prosegue poi a Città del Messico, da William Burroughs, dove era stato anche l'anno prima. Ma nel 56 le cose non vanno così bene e qui, dopo aver completato il breve romanzo Tristessa, Jack inizia a lavorare ad Angeli della desolazione semplicemente trascrivendo i diari dell'estate e aggiungendo quanto avvenuto dopo a San Francisco. Questa è la genesi della prima metà del romanzo, di fatto diviso in due libri scritti e riferiti a momenti e contesti completamenti diversi.

5 aprile 2012

KEROUAC: I VAGABONDI DEL DHARMA

 
 
Abbiamo già visto che, nel settembre 1955, dopo Città del Messico, Jack Kerouac si sposta a San Francisco per frequentare Ginsberg, Snyder e le altre figure della scena Beat locale (è qui che, in ottobre, si svolge il famoso reading dove Ginsberg legge Urlo). Ma è la convinzione buddhista ad animare i giorni e le notti di Kerouac e Snyder, che improvvisano anche un'escursione nella Sierra Nevada. In questo periodo Jack annota diversi haiku (poi raccolti nel Libro degli haiku).
Anche Neal Cassady fa la sua apparizione qualche volta, ma solo di sfuggita perché vive un brutto momento per via del suicidio della sua ragazza del periodo. Jack rimane in California fino a metà dicembre, poi parte per trascorrere il natale dalla sorella in North Carolina. La primavera del 1956 lo vede ripartire per la California, dove trascorre altro tempo con Snyder prima che questi vada in Giappone. Infine Jack parte per il Desolation Peak, la montagna sulla quale lavora come vedetta per gli incendi durante l'estate.

29 marzo 2012

KEROUAC: BEAT GENERATION (L'OPERA)



Recentemente è venuta alla luce una lettera che Jack Kerouac scrisse a Marlon Brando pregandolo di trarre un film da Sulla strada, datata settembre 1957. Jack si dice annoiato in quei giorni successivi alla pubblicazione del romanzo: “Ho scritto la mia opera teatrale in 24 ore”, conclude.
L'opera in questione è The Beat Generation, scritta la notte dopo la pubblicazione di On The Road su richiesta di un produttore teatrale, Leo Gavin, che poi però non ne farà nulla. Sarà invece alla base, almeno in parte, del cortometraggio Pull My Daisy (1959) che vede in scena Kerouac, Allen Ginsberg, Peter Orlovsky e Gregory Corso. Dimenticata per cinquant'anni, l'opera in tre atti è stata ritrovata in un magazzino del New Jersey nel 2005 e subito pubblicata.

21 marzo 2012

CITAZIONI ASSORTITE

Leggendo libri o testi musicali ogni tanto annoto frasi che mi colpiscono. Lo fanno tutti, più o meno. Ognuno ha le sue; queste sono alcune delle mie.

«Il realismo è prigione.»
David Lynch



22 gennaio 2012

BALLARD - V - LA MOSTRA DELLE ATROCITA'


“Nell'epoca attuale il paesaggio dei media è una mappa in cerca di un territorio. Le nostre menti sono inondate da una massa impressionante di immagini sensazionali e spesso tossiche, molte delle quali hanno un contenuto inventato. Come fare a trarre un senso da questo flusso incessante di informazione e di pubblicità, di notizie e di intrattenimento, in ci le campagne presidenziali e i viaggi sulla Luna sono indistinguibili dal lancio di una nuova merendina o dell'ultimo deodorante? Che cosa succede davvero, nel nostro inconscio, quando, sullo stesso schermo televisivo, nel giro di pochi fa l'amore e un bambino ferito viene estratto da un'auto sfasciata? Messi di fronte a questi eventi così caricati, ognuno dei quali ha già allegata la sua emozione preconfezionata, possiamo solo costruire un insieme di scenari d'emergenza, proprio come fa la nostra mente durante il sonno, quando dalle memorie scollegate che scorrazzano per la notte corticale ricava un estemporaneo racconto. Nel sogno a occhi aperti che adesso costituisce la nostra vita di tutti i giorni, le immagini di una vedova insanguinata, il profilo cromato del parabrezza di una limousine, l'eleganza stilizzata di un corteo d'auto, si fondono insieme e creano un racconto secondario, dotato di significati ben diversi da quelli originari.”