31 maggio 2012

BROOKS: CICLO DELLA GENESI

Quando ci si prende l'impegno di creare, popolare e far funzionare un mondo intero e le sue epoche, bisogna prima o poi fare i conti con gli eventi chiave, quelli a larga scala. Ma la scelta rimane stilistica: niente poteva proibire a Brooks di inventare soluzioni diverse e trattare i protagonisti della saga della Genesi di Shannara così come aveva già fatto nella trilogia del Verbo e del Vuoto. Invece Brooks ha scelto molte linee narrative, tanti personaggi, un panorama globale per narrare gli eventi successivi, il collasso della società umana, il mondo che si spopola, diventa selvaggio e mutante, sul ciglio di un'ultima guerra nucleare.
Le città sono diventate fortezze governate in modo irresponsabile, mentre bande di ragazzi “ribelli” dominano le strade. I demoni arruolano ex-uomini e soggiogano i bambini per poterli crescere nella malvagità. Celati agli uomini, che ne ignorano da sempre l'esistenza, nelle foreste ci sono ancora gli Elfi, ma anch'essi non sono in grado di resistere all'apocalisse incombente. Sono queste le premesse al mondo di Shannara.


26 maggio 2012

BROOKS: IL VERBO E IL VUOTO


Nella cronologia del mondo di Shannara questa è la prima saga, che si ambienta nel nostro mondo. Le vicende si incentrano su una ragazza portatrice della Magia, un cavaliere del Verbo che vige su di lei e i Demoni che tentano di corrompere entrambi.
La storia, essendo ambientata appunto nella realtà attuale, prende le distanze dal fantasy canonico. La matrice non è tanto fantasy quanto kinghiana (che ormai è un genere a sé...): la fantasia mescolata alla realtà, sense of wonder, dualismo bene-male, personaggi intimi e ricchi, insomma gli ingredienti abituali di Stephen King. Brooks, pur essendo certamente in debito con lui, ha fatto un ottimo lavoro, aggiungendo quegli elementi fantasy necessari alle premesse del suo universo. Ovvero la magia, il cui ruolo è al centro dell'intera vicenda, e la classica giustapposizione bene-male interpretata qui come Verbo e Vuoto, in modo interessante. Sul piatto ci sono, ovviamente, i destini delle persone e del mondo intero.


21 maggio 2012

DI TERRY BROOKS E DEL FANTASY


Nel mondo del fantasy spesso si è spiazzati dalla mole di saghe interminabili. Oltre al rischio che perdano il filo a metà rovinando tutto ciò che avevano di buono all'inizio, costituiscono soprattutto un impegno di lettura troppo gravoso, tale per cui non si può leggere nient'altro per mesi o persino anni. Spesso il fantasy è sinonimo di megalomania. Ma ci sono anche autori che non ragionano in questi termini, nonostante abbiano scritto molti libri ambientati in un solo mondo.
Il pregio di Terry Brooks, di sicuro, è la sua accessibilità a tutti i livelli. Nonostante siano trent'anni che scriva del mondo di Shannara, lo fa a tappe di trilogie in cui ciascun libro ha dimensioni normali (300 o 400 pagine). Ogni saga narra di un determinato periodo con i suoi personaggi (per esempio varie generazioni di una stessa famiglia), che danno forma man mano alla storia al mondo creato dall'autore. Per un lettore una simile semplicità e accessibilità costituiscono sicuramente un incentivo che non va dato per scontato.

14 maggio 2012

PHILIP J. FARMER (pt.3): GIORNI E NOTTI MAGICHE




Notte di luce (1970) è l'opera più complessa e lungimirante di Philip J. Farmer. Si tratta di un ciclo di vari racconti legati insieme da alcune ambientazioni e soprattutto dal protagonista, John Carmody, che da fuorilegge (nel primo episodio) percorre una travagliata via della fede fino a diventare sacerdote (nell'ultimo episodio). In ogni racconto Farmer si focalizza su qualche genere di domanda, di spunto di riflessione: da un prologo e un epilogo alquanto surreali – dove si parla di nuovi Dei che si contendono le genti dell'universo e danno forma fisica ai pensieri – a episodi allegorici – come il racconto in cui Carmody, reincarnando un messia divino, guida una razza di uccelli intelligenti verso la civilizzazione e la tecnologia. Certamente il libro più ad ampio spettro, più visionario, meno catalogabile di Farmer, composto nel corso di molti anni (ogni racconto nato e pubblicato autonomamente).

4 maggio 2012

PHILIP J. FARMER (pt.2): IL FIUME DELLA VITA



Il fiume della vita (1971) è il romanzo che apre il Ciclo del Mondo del Fiume (o Riverworld), forse l'opera di più celebre di Philip J. Farmer. È la storia della resurrezione dell'umanità sulle rive di un fiume in una sorta di eden naturale, che subito si svela come un pianeta alieno. La civiltà ricomincia da zero, tra chi si abbandona alle proprie pulsioni e chi si interroga sulla nuova realtà.
Con questo libro (il primo della serie), Farmer realizza il miglior riassunto sia della sua forma narrativa che del suo pensiero: un'avventura che si fa spunto per speculazioni metafisiche. I personaggi devono fare i conti con la loro indole più primordiale: la civiltà riparte lentamente dallo stato preistorico, segnata dal sangue, ed “essere umani” si traduce in un nuovo, disinibito inizio (si risorge nudi, si assumono droghe, eccetera).