26 maggio 2012

BROOKS: IL VERBO E IL VUOTO


Nella cronologia del mondo di Shannara questa è la prima saga, che si ambienta nel nostro mondo. Le vicende si incentrano su una ragazza portatrice della Magia, un cavaliere del Verbo che vige su di lei e i Demoni che tentano di corrompere entrambi.
La storia, essendo ambientata appunto nella realtà attuale, prende le distanze dal fantasy canonico. La matrice non è tanto fantasy quanto kinghiana (che ormai è un genere a sé...): la fantasia mescolata alla realtà, sense of wonder, dualismo bene-male, personaggi intimi e ricchi, insomma gli ingredienti abituali di Stephen King. Brooks, pur essendo certamente in debito con lui, ha fatto un ottimo lavoro, aggiungendo quegli elementi fantasy necessari alle premesse del suo universo. Ovvero la magia, il cui ruolo è al centro dell'intera vicenda, e la classica giustapposizione bene-male interpretata qui come Verbo e Vuoto, in modo interessante. Sul piatto ci sono, ovviamente, i destini delle persone e del mondo intero.


Nel primo libro, Il Demone, un demone appunto cerca di eliminare Nest Freemark, la cui famiglia detiene la magia da generazioni. La ragazza, simpatica adolescente in “fase di crescita”, viene a patti col suo potere grazie anche all'aiuto di John Ross. John è un cavaliere al servizio del Verbo, ma la sua parte, nonostante le apparenze, è tutt'altro che quella del mago di turno o del vecchio saggio. La trama è lineare e la struttura tipica, del tipo mossa e contromossa.
Il secondo libro, Il Cavaliere del Verbo, è incentrato sul tentativo del male di corrompere Nest e John, e sulla “crisi di fede” di John. Anche qui c'è un Demone sotto mentite spoglie che tesse una tela intricata. La storia si svolge diversi anni dopo la prima, con Nest adulta e consapevole del proprio potere.
Nel terzo libro, Il Fuoco degli Angeli, i nodi vengono al pettine: si svela fino in fondo l'importanza dei protagonisti e le ragioni di tutto ciò che è successo. Entra in gioco il Variante, un essere di un enorme, ma neutro, potere: i Demoni lo vogliono dalla loro parte, John e Nest si battono ovviamente per riservargli un altro destino. Ed è qui che, appunto, emerge la chiave dell'intera storia.
Il pregio di questa trilogia, considerata da molti la migliore di Brooks, è il fatto che esce dagli schemi ed è effettivamente qualcosa di inedito. Un'intrigante e originale introduzione al mondo di Shannara, ma assolutamente autoconclusiva e alla portata di un lettore che cerca una buona storia fantasy non troppo tipica.
Il personaggio più interessante è certamente quello del cavaliere, John: non un eroe o un mago, ma un uomo imperfetto dall'aria vissuta, con una vita abbastanza in crisi, non sempre affidabile persino. Ci saranno altri cavalieri del Verbo in altre opere di Brooks, tratteggiati più o meno in questo modo, ma John Ross è la creazione originale.
Anche Nest è interessante, soprattutto nella prima storia quando viene dipinta da adolescente (anche in questo senso ricorda molto i bambini delle storie più emozionali di King). Anche lei, però, è molto lontana dallo stereotipo del “prescelto” strappato alla sua vita umile ma felice. Nest è un personaggio concreto, dotato di una grinta selvaggia e delle mille domande che verrebbero naturali anche a noi se fossimo al suo posto.
I demoni sono abbastanza nello schema, ma è probabilmente il loro tratto umano a renderli interessanti. Anche in questo caso, in altre saghe appariranno demoni decisamente stereotipati sulla riga di quelli di questa trilogia.
C'è poi un personaggio minore, Pick, sorta di gnomo custode del parco nonché di Nest, che è nello stile tipico di Brooks: detiene la magia, dà le spiegazioni necessarie, stempera la tensione col suo carattere scorbutico e umoristico.
La trilogia del Verbo e del Vuoto dimostra come Brooks possa essere un ottimo narratore e inventore di storie, ma mostra anche, in generale, come siano le storie su piccola scala a funzionare meglio, a essere più credibili e più magiche allo stesso tempo. Quando Brooks ha scritto il seguito della storia (ciclo della Genesi di Shannara, di cui parlerò in seguito) ha dovuto ovviamente alzare il tiro: erano gli eventi dell'intero mondo e di molti gruppi di persone che doveva raccontare. Questa saga, invece, è incentrata su due personaggi chiave che influenzeranno il destino del mondo intero, ma che agiscono sempre all'interno di realtà limitate, quotidiane. Come nella tradizione di grandi romanzi di narrativa, o delle saghe generazionali, Brooks ci trasporta all'interno di tre eventi che riguardano Nest Freemark in tre diversi momenti della sua vita, e che la coinvolgono da vicino, e gli effetti più ad ampio raggio (o a lungo termine) vengono solo citati o lasciati sottintesi. Il tutto si svolge secondo una direzione intimistica, grazie alla quale Brooks riesce meglio nell'intento di incantare il lettore e “farlo credere”.
Pagella: idee alla base: ****½ ;  sviluppo **** ;  consigliato ****½

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