20 giugno 2012

BROOKS: CICLO DEGLI EREDI


Composta da 4 volumi, questa saga si svolge dopo alcune generazioni dalla trilogia centrale di Shannara.
Nel primo libro, Gli Eredi di Shannara, vengono introdotti molteplici personaggi che tessono diverse linee narrative. In gran parte si parla del viaggio dei tre protagonisti principali, con alcuni compagni, che devono incontrare lo spettro del druido Allanon per conoscere i propri compiti. Parallelamente Terry Brooks traccia la situazione delle Quattro Terre, cadute sotto la tirannia politica della Federazione e la subdola minaccia di creature magiche chiamate Ombrati.
L'ambientazione entro la quale si muovono i personaggi è la parte più originale, così come l'ambiguità delle parti (non c'è un male assoluto incarnato da un signore oscuro, come spesso accade nel fantasy). Personaggi ed eventi sono abbastanza agli antipodi di quelli canonici già sfruttati nel ciclo originale di Shannara; pur rispettando certe regole da cui il fantasy dipende (destino, viaggio, battaglia) il contesto creato qui ha un'originalità sua, interessante, con il pregio di una narrazione perfettamente equilibrata.
Il “bagaglio” costituito dal passato diventa un'eredità che luoghi e personaggi si portano appresso, e che ne plasma il carattere e le decisioni. Il primo libro ci introduce dunque in un mondo con regole e fazioni difficilmente prevedibili e distinguibili, dove menzogna e verità si mescolano e nulla è ben chiaro. Le premesse per una buona saga fantasy ci sono tutte.
Il combattuto Walker Boh, un anti-eroe, è forse il personaggio preferito dei lettori di Brooks, su cui l'autore modellerà poi i Cavalieri del Verbo della rispettiva saga. Così anche Par Ohmsford, il vero protagonista, e il rapporto con suo fratello Coll sono ben tratteggiati. Wren, la ragazza, nel primo libro ha poca rilevanza. Padishar Creel, il capo dei ribelli alla Federazione, è un po' l'Han Solo della situazione, uomo vissuto dal carattere ostile ma spesso vittima di colpi bassi; una figura che esce dalle pagine. Morgan, amico di Par che si ritrova ad affiancare Padishar, parte rivestendo il ruolo dello spiritoso aiutante, ma poi cresce e viene caratterizzato decisamente meglio. Ci sono infine altri personaggi minori che contribuiscono a dare concretezza il disegno complessivo. E c'è il druido Cogline, sorta di collante tra molte saghe, qui solo accennato ma importantissimo.
Il secondo libro, Il Druido di Shannara, è focalizzato su Walker Boh e la sua ricerca dell'amuleto con cui ristabilire l'ordine dei druidi. La vicenda ha un inizio e una fine autonomi; le forze in gioco sono il Re della Pietra, che rappresenta l'opposizione all'evoluzione e al cambiamento, e il Re del Fiume Argento, figura importante anche in altri libri, che si affianca a Walker e compagni mediante una figlia mortale e bellissima. Un assassino assoldato dalla Federazione è il cardine della vicenda. Naturalmente perché l'impresa riesca come voluto dall'alto, il sacrificio richiesto alle pedine in gioco sarà duro.
Un libro magnifico, forse proprio perché così indipendente e ben congegnato, con ampi passaggi di speculazioni psicologiche, dove le vere protagoniste sono le idiosincrasie, le contorsioni, le debolezze degli individui protagonisti. L'azione è relativamente poca, ma quella che c'è è essenziale, come tutti gli elementi di contorno. Complessivamente, dei quattro questo è l'episodio che tiene più incollati alla pagina, in cui Brooks da il meglio di sé.


Il terzo episodio, La Regina degli Elfi è invece focalizzato su Wren. Ella ritrova l'isola dove si sono rifugiati gli Elfi ma, a causa della troppa sete di magia, è diventata una sorta di girone infernale di creature malvagie. Wren si scopre, prevedibilmente, erede al trono e unica in grado di guidare gli Elfi di nuovo alle Quattro Terre, per contrastare gli Ombrati.
Ecco la prima caduta di tono, un libro che è una noia dall'inizio alla fine, e soprattutto è del tutto prevedibile. La vicenda si ridurrebbe a un centinaio di pagine essenziali, mentre invece occupa un intero libro con troppi capitoli su fughe, azioni, incontri improbabili e, in definitiva, tutto il contrario dell'abilità che Brooks aveva dimostrato nei precedenti episodi. La cosa peggiore non è tanto la trama quanto l'uso scontato e sommario del personaggio di Wren, il più debole fra tutti, e le macchiette da fantasy adolescenziale che la circondano.
Col quarto libro, I Talismani di Shannara, si giunge alle conclusioni, dove bello e brutto vengono al nodo. Senza svelare niente, dirò che le rivelazioni che riguardano Par e Coll, la Spada e la Federazione sono interessanti e rispondono alle premesse iniziali. Eppure si ha l'impressione che sfugga qualcosa nel senso di tutte le varie peripezie messe in scena fino a qui. La parte di Walker Boh è come sempre quella più azzeccata, probabilmente in quanto più intima e con un raggio d'azione inferiore. La parte di Wren, prevedibilmente, si risolve con il cliché della battaglia tra eserciti. Naturalmente ogni linea narrativa è connessa all'altra e la vittoria di una influisce sulla vittoria dell'altra. Brooks è attento alla costruzione e ai dettagli. Il finale in parte è ciò che ci si aspettava, ma in parte resta deludente, se non altro nel modo in cui il climax vuole salire a suon di minacce ma che, in realtà, sfrutta quegli elementi triti che all'inizio erano stati brillantemente evitati.
In definitiva, quella degli Eredi è forse la saga di Brooks più apprezzata, e si dimostra almeno in parte un prodotto fantasy con un'originalità propria. Nella sua totalità funziona ed è sensibilmente diversa rispetto al primo ciclo di Shannara, e soprattutto al Signore degli Anelli tolkeniano.
Tuttavia, a mio avviso le ottime premesse (i primi due libri) non sono state risolte così bene nell'ultima parte (e la terza parte è insopportabile), e questa è una debolezza dell'autore che non è facile mettere da parte. Va anche sottolineata la poca attenzione alle edizioni tradotte (Mondadori), con cambiamenti nella terminologia da un libro all'altro, che sarebbe la prima cosa da evitare quando si pubblica una saga.
Se avete sete di fantasy e siete incuriositi da Brooks, il mio consiglio è sempre il solito: leggetelo ma mantenete le pretese a un livello medio.
La mia lettura di Terry Brooks termina qui per ora. Proseguirò in futuro queste recensioni, una volta che avrò letto i cicli successivi (e riletto quello originale).
Pagella: idee alla base **** , sviluppo *** , consigliato ***

Leggi anche:
Il primo re di Shannara
Il ciclo della Genesi
Il ciclo del Verbo e del Vuoto
Di Terry Brooks e del fantasy 

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