28 agosto 2012

KING: LA ZONA MORTA (1979), DELLA VISIONE E DEL MARTIRIO

La Zona Morta (1979, pubblicato dopo Shining) mostra lo slancio di Stephen King al di fuori del “genere” in cui era stato collocato all'esordio (e con cui tutt'ora viene troppo spesso etichettato), verso una letteratura troppo collettiva per essere definibile (o, al massimo, la si può ritenere la vera letteratura postmoderna, come sostiene il critico Leslie Fiedler).
Leggendo questo romanzo si ha la riprova (dopo Shining) che la penna di King, già ai suoi inizi, vuole arrivare all'universo umano, a indagare ciò che esiste, da una parte, all'interno dell'anima e, dall'altra, all'esterno nel crogiolo sociale. Con questo romanzo King compie il primo, vero passo in quella direzione.
La prima cosa che si nota in La Zona Morta è l'elemento fantastico che funge da preteso per avviare la storia. Perché si sa che la letteratura del fantastico (come ad esempio la fantascienza) è la letteratura delle idee; offre stimoli che una narrativa coi piedi per terra non offrirà mai, non ultima la possibilità di storie irripetibili. King si è sempre definito un narratore, un moderno cantastorie.

19 agosto 2012

KING: SHINING (1977), IL DELIRIO SIMBOLICO DI STEPHEN KING


Inizia qui una mia retrospettiva su Stephen King. Leggo King da quando avevo 14 anni (ricordo il senso di potere e di sfida nell'aprire la prima pagina di It, durante un'estate in montagna, poi al mare, poi a casa, fino a che il libro non si è sfasciato e spaccato in tre parti, e la libreria me lo ha persino cambiato). Nell'ultimo decennio ho avuto dunque il piacere di vivere in diretta, da Fedele Lettore, l'ultima fase kighiana, quella più matura e variopinta, che adoro. Quand'ero piccolo, invece, mi sono goduto le opere precedenti. Alcune erano palesemente superiori ad altre, ma il tempo passa e dopo una lettura pressoché totale della biblioteca kinghiana c'è bisogno di rileggere anche i vecchi libri col famoso senno di poi.
La rilettura di Shining è stata una riscoperta, una rivelazione. Conoscendo l'opera del King maturo posso dire che questo romanzo rientra appieno tra i suoi capolavori, presagendo appunto a quelli della fase successiva (diciamo a partire da metà anni 80), ed è quasi una mosca bianca (insieme a La Zona Morta) nella lista dei libri di quell'epoca (che comprende Pet Sematary, Cujo, L'Incendiaria, i belli ma ancora limitati Le Notti di Salem e Carrie, e quelli scritti sotto lo pseudonimo di Bachman).

9 agosto 2012

LOUIS ARMSTRONG (101 ANNI FA VENIVA AL MONDO)


Louis Daniel Armstrong, noto anche con il soprannome di Satchmo o Pops, è stato probabilmente il più famoso musicista jazz del XX secolo. Ha inventato il vocabolario maturo del jazz: quel ritmo, quella melodia e quell'armonia tutt'ora usati da chiunque suoni jazz. Al suo talento e alla sua carismatica personalità si deve molta della popolarità che il jazz raggiunse al di fuori delle regioni natie degli USA, fino al mondo intero. Armstrong inizialmente divenne un famoso trombettista, mentre verso la fine della sua carriera fu anche uno dei più importanti cantanti della scena jazz.