15 settembre 2012

KING: NOTTE BUIA NIENTE STELLE (2010), BALLATA PER UN OMICIDIO

Salto temporale fino al penultimo libro di Stephen King (in effetti questa "retrospettiva" sarà in ordine sparso).
I quattro racconti di questa antologia (o almeno tre su quattro) sono piuttosto diversi dal King abituale. Pur continuando la tradizione delle antologie contenenti quattro racconti lunghi, siamo su tutt'altro pianeta rispetto a Quattro Dopo Mezzanotte e Stagioni Diverse. In effetti potrei azzardare che Notte Buia, Niente Stelle ci presenta un King inedito: una fusione tra il King dei vecchi classici e il King dell'ultimo ventennio, con una spruzzata del King temporaneo che ci aveva dato la trilogia di romanzi “al femminile” dei primi anni 90. Il merito di questo stile lievemente diverso (o la colpa, dipende) deriva anche e sicuramente dal cambio di traduttore: esso incide sulla nostra percezione del libro, poiché due persone (anche se traduttori) non scrivono nello stesso modo.



Passiamo al contenuto, per il quale riporto esattamente ciò che lo stesso King ha dichiarato. «Quando mi viene l'idea per una storia, mi metto a scriverla. Prima di iniziare, però, mi faccio sempre una domanda: cosa rende questa storia tanto importante da essere scritta? Cerco di individuare il fulcro, quel che permetterà alla storia di funzionare a un livello tematico più profondo. In “1922” è il potere del senso di colpa. In “Maxicamionista” è l'alto prezzo della vendetta. In “La giusta estensione” è la gioia meschina che ci procura la rovina altrui. Quanto a “Un bel matrimonio”, il fulcro è una domanda: si può davvero conoscere un altro essere umano?» (intervista su Repubblica).
“1922” è la confessione di un marito che uccide la moglie e così facendo distrugge la propria vita e quella del figlio. Triste, malinconico, dagli sbiaditi colori retrò, il racconto ha un fondo di matrice gotica che si esplicita nello stile in prima persona e negli episodi dei ratti (Lovecraft insegna). King dà il meglio di sé quando dipinge atmosfere del passato e di altre realtà, e questo racconto resta sicuramente impresso, nonostante la vicenda non nuova (per molti versi, ma dall'opposto punto di vista, ricorda Dolores Claiborne).
Il secondo, “Maxicamionista”, è una storia di stupro e vendetta. King traccia il suo percorso psicologico ed emotivo della scrittrice protagonista della vicenda, e rivolgendo a noi lettori la domanda: cosa fareste se vi trovaste in questa situazione? E fornendoci una risposta. Il tutto di questo racconto è costituito dal mondo interno ed esterno al personaggio, dandoci ulteriore prova della bravura dell'autore.
“La giusta estensione” è quello più estraneo a questa antologia, e quello più classicamente kinghiano. E' la storia surreale di una sorta di patto col diavolo, con quel pizzico di citazioni ad altre opere che fanno alzare le orecchie ai Fedeli Lettori. Anche se probabilmente è il più vicino ad essere un esercizio di stile, la sua immagine resta ben vivida a libro finito.
In “Un bel matrimonio” una docile mogliettina scopre la vita segreta del marito: un assassino e stupratore ricercato da vent'anni. King – ispirandosi a una storia vera – è abile a rendere il tutto perfettamente credibile e a rispondere alla domanda che vuole porsi, nonché a mettere il lettore nuovamente nei panni della protagonista, esclamando: è così che agireste anche voi. E conclude la storia con la scena forse più bella, intensa, giusta del libro.
Oltre a tutto ciò, in questi racconti King è interessato a esplorare l'universo femminile, e ad elevare quelle stesse domande al loro più intenso, reale significato, che sembra inestricabilmente legato alla figura della donna. Non potrebbero funzionare altrimenti queste indagini psicologiche. Tuttavia, va detto, la trilogia di romanzi Dolores Claiborne - Rose Madder - Il Gioco di Gerald, le cui pagine parlano letteralmente, resta insuperabile.
Come Fedele Lettore, personalmente ho apprezzato le qualità più obiettive di Notte Buia, quelle per cui la critica lo ha elogiato: la perfezione narrativa, la magistrale originalità personale dell'autore che gioca con temi e sfondi abbastanza tipici e di genere. King, a sua stessa ammissione, si misura con dei concetti che desidera esprimere al meglio. Ottima letteratura contemporanea, dunque, capace di sedurre col richiamo di un genere (in questo caso si potrebbe definire noir) ed elevarsi subito al di là di esso. Ma la magia di King sta da un'altra parte e, in fin dei conti, questa non è un'antologia che rimarrà profondamente radicata nella memoria o nei sentimenti, priva di quella consistenza onirica e del tutto intima con cui King ci vizia nei romanzi più visionari. Voglio dire, in pratica, che il vero Stephen King narratore di mondi e storie non risiede nella concettualità di Notte Buia, Niente Stelle.

Un King con papillon dei nostri giorni
 
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