16 novembre 2012

STEPHEN STILLS 1968-71: L'ESORDIO SOLISTA


La creatività musicale sfaccettata di Stephen Stills emerge prepotentemente nei suoi primi lavori, ispirati, freschi e del tutto personali. Stills, il più virtuoso tra Crosby, Stills & Nash, vanta molte collaborazioni con grandi chitarristi, incluso Jimi Hendrix. Una prova della sua abilità e creatività musicale è stata sicuramente la band dei Manassas, purtroppo di vita breve. Anche il primo e il secondo album solisti raccolgono brani indimenticabili (anche se solo una è rimasta tra i cavalli di battaglia dei concerti di CSN, ovvero “Love The One You're With”).
Il tocco caldo e intimo di Stephen Stills, omonimo disco d'esordio del 1970, è suggerito già a partire dall'immagine invernale in copertina. L'album inizia con la folkloristica “Do For The Others”, continua con il gospel di “Church”, scivola poi nel blues jammato di “Go Back Home” (dove alla chitarra c'è Eric Clapton) e nel rock hendrixiano di “Old Times Good Times” (e alla chitarra c'è proprio Hendrix); prosegue fino al grezzo blues in solitario di “Black Queen” e alla chiusura emblematica di “We Are Not Helpless” (forse una risposta alla “Helpless” di Neil Young?).
Sul “tappeto” del country-rock di quegli anni, brano per brano emergono le peculiarità degli arrangiamenti di Stills: chitarre ospiti, congas, cori gospel. Il cowboy dei Buffalo Springfield era prepotentemente maturato, le sue influenze e le sue direzioni musicali erano variegate: non c'è niente che somiglia a questo disco in CSN&Y, in Crosby & Nash, e nemmeno in Neil Young. Peccato che a metà dei '70 Stills aveva già esaurito gran parte del suo arsenale.
Stephen Stills 2, nel 1971, cerca di proseguire sulle stesse impronte del disco d'esordio senza tuttavia riuscirvi appieno. Vi sono ospiti come Clapton e Nils Lofgren, ma soprattutto è la presenza dei Memphis Horns che riempie diversi brani con una calda sezione fiati. Nella sua complessità (12 canzoni) l'album non è poliedrico né forte come il predecessore, ma resta un disco molto bello.
Un paio di composizioni sono persino superiori: “Change Partners” e “Know You Got To Run” sono da greatest hits e, personalmente, sono le due che preferisco dello Stills solista. La prima parte è certamente la più ispirata, a cui si aggiunge la superlativa “Word Game” nella seconda parte. Da menzionare anche “Sugar Babe” e il dittico “Relaxing Town”-“Singin' Call”.


In questi anni Graham Nash sta facendo un lavoro di recupero di materiale d'archivio davvero notevole. Qualche anno fa è stato pubblicato Just Roll Tape, un cd contenente i demo che Stills incise nell'aprile 1968. “Ero a New York per una session di Judy Collins, nel 1968” - racconta Stills nella nota all'interno del cd - “e quando lei terminò, io sganciai qualche centinaio di dollari al produttore per poter registrare un demo delle mie nuove canzoni. Alcune le conoscerete, altre no. L'autunno successivo facemmo il primo disco di CSN e di questo nastro non vi fu più traccia per 40 anni. Per qualche ragione ha ritrovato la via di casa, e ora queste canzoni sono come vecchi amici ancora giovani”.
Chitarra, voce e il fruscio del nastro, canzoni registrate alla veloce eppure, in gran parte, già complete. “Change Partners”, “Know You Got To Run” e “So Begins The Task” sono autentici capolavori che verranno ripresi qualche anno dopo, ma tra i demo vi sono anche le celeberrime “Suite Judy Blue Eyes”, “Helplessly Hoping” e “Wooden Ships” che faranno poi la gloria di Crosby Stills & Nash. Queste versioni sono essenziali, uno “scheletro” rispetto a ciò che verrà dopo dal punto di vista dell'imponenza lirica e sonora, ma sono comunque le canzoni già al completo. E ancora, “Black Queen”, “Treetop Flyer” (questo tratto da una session successiva) e poi una serie di brani (o bozze, se preferite) del tutto inediti: “Judy”, “All I Know Is What You Tell Me”, “The Doctor Will See You Soon”, “Dreaming Of Snakes”.
Questo cd d'archivio accompagna in modo eccellente gli albori della carriera solista di Stills, formando una ideale trilogia del suo momento d'oro, a cavallo tra i '60 e i '70.


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