30 gennaio 2013

APPUNTI SU BATMAN (PT.3)

[Update 23.2.2013: corretti errori nella numerazione]


Rieccomi a Batman. Più vado avanti a leggere gli albi (i migliori) di questo storico personaggio, più lo ritengo figo. Batman è il supereroe reale, quello che, in una visione futura di tipo fanta-distopico, potrebbe davvero nascere, un giorno… Certo, servono un bel po’ di soldi, capacità fisiche e fortuna, tuttavia Bruce Wayne/Batman e la città di Gotham incarnano l’estrema visione negativa del nostro presente-futuro senza dover ricorrere a poteri sovrannaturali o magici. Fondendo il mondo neogotico e quello cyberpunk, Batman rappresenta le contraddizioni del mondo tecnologico portandolo sul ciglio del baratro come solo un fumetto può fare.
Dopo l’ultimo episodio cinematografico (purtroppo la trilogia di Nolan è finita), in edicola c’è una nuova collana che cerca di cavalcare il successo del momento, andando incontro agli “allocchi” come me che cercano qualche fumetto che sazi il loro appetito. Questa volta mi occuperò, dunque, della prima parte di Batman – Il cavaliere oscuro, il cui decimo numero è uscito da poco in edicola (e che è stata rinnovata per una seconda serie di 10 numeri). 

22 gennaio 2013

BREVE STORIA DEL COUNTRY (pt.2)


3. Il folksinger e l'Honky Tonk: anni 30 e 40
Hank Williams (1923-1953)
I decenni 30 e 40 sono considerati come la Seconda Generazione Country. Intorno agli anni 40 si assiste, da una parte, alla codificazione del country classico e, dall'altra, alla nascita della figura del folksinger con valori di nomadismo e ribellione.
Negli anni 40 nasce un nuovo stile prominente, che codifica definitivamente il country per come lo intendiamo oggi: è l'honky tonk, derivato dal western ma basato sulla voce e il canto piuttosto che sulla strumentalità. È lo stile che ha affermato la presenza della chitarra elettrica e della steel guitar. Tra i 40 e i 50 lo portano al successo Al Dexter, Ernest Tubb e soprattutto Hank Williams. Quest'ultimo è già un innovatore, per la sua musica e per il suo stile di vita, e diventa il padre ispiratore tanto del pop e del country successivo, quanto del rock 'n' roll e della controcultura giovanile in procinto di esplodere.

16 gennaio 2013

BREVE STORIA DEL COUNTRY (pt.1)


1. La musica rurale bianca tra 800 e 900
La musica rurale americana a cavallo tra Ottocento e Novecento viene eseguita dai coloni provenienti dall'Europa, che si sono insediati già da secoli nella zona degli Appalachi e nel West. Riuniti nelle cosiddette strings band, il loro repertorio si basa sulle ballate dei loro paesi d'origine; sono quindi musiche del Vecchio Mondo e in particolare inglesi, scozzesi e irlandesi. Gli strumenti sono quelli tradizionali europei (il mandolino italiano, il violino irlandese, la chitarra spagnola, il banjo africano, l'armonica dall'Europa centrale) e i temi affrontati sono cuori infranti e duro lavoro.
Il melting-pot etnico di questi gruppi dà origine alla tipica musica bianca d'inizio secolo, che si basa soprattutto sulla chitarra, il violino e il banjo, e che rappresenta l'antenato della musica country (viene definita anche Old Time Music).

6 gennaio 2013

WILLIE NELSON (IL FUORILEGGE)


La fama di Willie Nelson è nata con il movimento dell’Outlaw Country (“country fuorilegge”) degli anni 70, e da allora è rimasto un’icona nella cultura popolare americana. Tra gli Outlaws, Nelson è quello che si è dimostrato maggiormente eclettico, oltre a essere diventato – parallelamente a Johnny Cash – una icona americana vivente: i suoi capelli rossicci divisi in due lunghe trecce sono inconfondibili. La sua musica e il suo stile peculiare ne hanno fatto una leggenda musicale che è stata capace di cambiare radicalmente il country. Ha collaborato con innumerevoli musicisti e la sua musica abbraccia molti generi, uscendo dai canoni country ed entrando nella vena cantautoriale della musica roots americana, tra folk, blues, country-rock e allargandosi fino al pop. Il sound della sua chitarra, che oggi è visibilmente sfondata, è tra i più amati nel panorama musicale americano.