30 gennaio 2013

APPUNTI SU BATMAN (PT.3)

[Update 23.2.2013: corretti errori nella numerazione]


Rieccomi a Batman. Più vado avanti a leggere gli albi (i migliori) di questo storico personaggio, più lo ritengo figo. Batman è il supereroe reale, quello che, in una visione futura di tipo fanta-distopico, potrebbe davvero nascere, un giorno… Certo, servono un bel po’ di soldi, capacità fisiche e fortuna, tuttavia Bruce Wayne/Batman e la città di Gotham incarnano l’estrema visione negativa del nostro presente-futuro senza dover ricorrere a poteri sovrannaturali o magici. Fondendo il mondo neogotico e quello cyberpunk, Batman rappresenta le contraddizioni del mondo tecnologico portandolo sul ciglio del baratro come solo un fumetto può fare.
Dopo l’ultimo episodio cinematografico (purtroppo la trilogia di Nolan è finita), in edicola c’è una nuova collana che cerca di cavalcare il successo del momento, andando incontro agli “allocchi” come me che cercano qualche fumetto che sazi il loro appetito. Questa volta mi occuperò, dunque, della prima parte di Batman – Il cavaliere oscuro, il cui decimo numero è uscito da poco in edicola (e che è stata rinnovata per una seconda serie di 10 numeri). 
Va detto che questa serie non è buona quanto Batman – La leggenda della Planeta (i 100 numeri dalla costina blu di cui ho parlato nei post precedenti e che sto continuando a leggere). Qui vengono ripubblicate alcune storie di Batman Confidential, collana molto recente che vede numerosi autori e storie di diversa fattura, ma che tenta di inquadrarsi nel filone maturo dell’ultimo Batman cinematografico. Queste storie in generale sono slegate dalla continuity storica del personaggio e a volte reinterpretano alcuni episodi delle origini.
Andiamo con ordine. Il mio obiettivo, anche questa volta, è fornire una guida a chi cerca le storie migliori e gli autori più interessanti; io lo definisco il “Batman serio” per distinguerlo dall’eroe in calzamaglia che andava bene per gli anni 70.
Il n°1 (“Il ritorno di Batman”) propone una storia molto recente che fa da ponte tra vicende narrate attraverso nuovi media (videogiochi). Il risultato è qualcosa di visivamente spettacolare, tematicamente interessante (incentrato sul manicomio di Arkham e sul Joker), ma non così significativo, anche perché Batman fa solo da comparsa. Mi sento comunque di consigliarla, e so che i fan la hanno particolarmente apprezzata.
Il n°2 (“La vendetta di Bane”) si apre con una storia un po’ datata sulla nascita di Bane (alcuni dei concetti sono stati ripresi dal film), ma la vicenda centrale è “Città spezzata” di Brian Azzarello. È una buona storia d’intrigo che rispolvera molti dei nemici di Batman. I disegni, a mio avviso, non sono dei migliori in quanto tendono alla stilizzazione (e a me piacciono le pennellate artistiche).
Il n°3 (“Il sorriso del Joker”) è quello che, personalmente, mi ha più sorpreso: reinterpretare l’origine del Joker può essere rischioso ma questa storia è un ottimo esempio di come testi e disegni (eccezionali e visionari) possono far nascere qualsiasi cosa rendendola plausibile, originale, accattivante. Consigliato.
Anche il n°6 (“Fantasmi senza volto”) propone una storia d’autore, illustrata in modo artistico e radicale. La vicenda è intimistica, può piacere di più o di meno, ma poco importa: è un albo artisticamente unico. La seconda metà del volume è occupata da una storia più tradizionale, ben disegnata, ma in fondo non così interessante.
Il n°10 (“Guerra tecnologica”, l’ultimo della prima serie) racchiude una prima storia molto originale nel disegno e interessante nella vicenda, nel modo in cui reinterpreta un plot classico. Vale da sola l’acquisto; perché la seconda storia, odiosamente in stile Batman-e-Robin-in-calzamaglia, l’ho lasciata perdere dal principio.
E qui termina la parte da non perdere di questa collana. Si inizia a scendere con il n°4 (“In cella col clown”): sulle macchinazioni segrete del Joker si potrebbe costruire una trama favolosa, eppure in questo caso sono stato annoiato tanto dalla trama quanto dai disegni davvero troppo stilizzati. Anche le storie successive sono di poco conto.
Il n°7 (“Caccia all’Enigmista”) si apre con una storia di mistero, con tanto di maledizioni egizie, nella quale l’Enigmista (sottovalutato nemico batmaniano) prende parte marginalmente. La lettura è piacevole, i disegni piacevoli, ma complessivamente la ritengo mediocre perché non contiene nessun’idea significativa. Tanto peggio la seconda storia, che parla di russi e armi nucleari… per carità...
La vicenda principale del n°9 (“Morti che camminano”) è una storia di magia nera che si svolge nella New Orleans post-Katrina. Sebbene l’inizio sia intrigante e i disegni davvero densi d’atmosfera, circa a metà arrivano Superman e altre comparse, orde di zombi da malmenare, e dunque si rovina un plot che avrebbe dovuto restare nel gotico intimistico. Peccato.
Ora i veri tonfi in basso. Il n°5 (“Nella mente di Luthor”) consiste, in pratica, Batman contro un robottone. Il n°8 (“Arriva Catwoman”) consiste in Bat-girl che insegue Catwoman sui tetti della città, con tanto di lotta senza veli in un club di nudisti. Sarebbe persino eccitante se il tutto non fosse così stupido e i disegni così piatti.
Dunque, dei primi 10 volumi di Il Cavaliere Oscuro, 5 sono davvero meritevoli e 5 possono essere evitati. Non è una gran media, a mio parere… La seconda serie parte dal n°11 e prevede il ciclo “Batman & Figlio” di Morrison e Kubert, che a quanto ho letto dovrebbe essere uno dei più belli. Ne parlerò in futuro (come pure di altri numeri imperdibili della precedente collana Batman – La Leggenda).

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