6 gennaio 2013

WILLIE NELSON (IL FUORILEGGE)


La fama di Willie Nelson è nata con il movimento dell’Outlaw Country (“country fuorilegge”) degli anni 70, e da allora è rimasto un’icona nella cultura popolare americana. Tra gli Outlaws, Nelson è quello che si è dimostrato maggiormente eclettico, oltre a essere diventato – parallelamente a Johnny Cash – una icona americana vivente: i suoi capelli rossicci divisi in due lunghe trecce sono inconfondibili. La sua musica e il suo stile peculiare ne hanno fatto una leggenda musicale che è stata capace di cambiare radicalmente il country. Ha collaborato con innumerevoli musicisti e la sua musica abbraccia molti generi, uscendo dai canoni country ed entrando nella vena cantautoriale della musica roots americana, tra folk, blues, country-rock e allargandosi fino al pop. Il sound della sua chitarra, che oggi è visibilmente sfondata, è tra i più amati nel panorama musicale americano.

Willie Hugh Nelson nasce ad Abbott, Texas, il 30 aprile del 1933. Ma è a Vancouver a metà degli anni 50 che tenta la via della carriera musicale, cantando nei club della città e lavorando come annunciatore radiofonico. Una delle sue prime canzoni, di quel periodo, è “Family Bible”: Willie la vende per 100$ e negli anni a seguire diventa un classico gospel, interpretata da molti cantanti.
Nel 1960 si trasferisce a Nashville; conosce Ray Price, leggendaria figura del country, che lo prende nella sua band come bassista. Insieme registrano “Night Life”, che oltre a essere un classico del repertorio di Nelson ha la reputazione della più coverizzata canzone country. Durante il tour con Price e i Cherokee Cowboys molte delle canzoni di Nelson diventano hits: “Hello Walls”, “Funny How Time Slips Away”, “Crazy”.
Nel 1961 Nelson firma con la Liberty Records e produce diversi singoli. La carriera però non decolla poiché la sua voce non riesce a impressionare i produttori di Nashville, e soprattutto il suo sound tende a uscire dai limpidi canoni country. Willie non è contento di essere trattato come cantante piuttosto che come cantautore. Nel 1965 si sposta alla RCA Vitor Records e si unisce al Grand Ole Opry. In quel periodo fa uscire alcuni album nello stile di Nashville di metà 60. Riesce a piazzarsi in alcune classifiche fino al 1970, quando decide di trasferirsi a Austin, Texas.
Austin è la protagonista della scena hippie musicale del momento, e Nelson acquisisce immediatamente popolarità suonando la sua musica country contaminata di rock 'n' roll, jazz, western swing e folk. Passando alla Atlantic Records, produce Shotgun Willie (1973), album che non vende molto ma guadagna ottime recensioni, e poi Phases And Stages (1974), che ottiene molto più successo, un concept album ispirato al suo divorzio dalla seconda moglie.
Nelson passa quindi alla Columbia Records che gli dà il pieno controllo creativo del suo lavoro. Il risultato è l’acclamato Red Headed Stranger (1975), al quale partecipa Waylon Jennings. L’album è stato inserito nella classifica dei 500 album più belli della storia da Rolling Stone. Continua a collaborare con Jennings e l’uscita di Wanted! The Outlaws (1976, che unisce sia vecchi brani di Nelson incisi con la RCA sia brani di Jennings) diventa il primo disco di platino della musica country. Rappresenta in pieno il nuovo stile di Nelson e degli altri Outlaws.
Nelson continua a salire in classifica per tutto il decennio con vari dischi di platino: Waylon and Willie (1978) nuova collaborazione con Jennings; Stardust (1979) nel quale reinterpreta vecchi successi di musica popolare, prodotto dal celebre artista soul Booker T. Jones. Produce anche un lp in collaborazione con Ray Charles, intitolato Half Nelson, e il doppio live (disco di platino) Willie and Family Live dove vecchie canzoni brillano nella loro veste più “outlaw”.
Gli anni 80 sono quelli in cui la sua musica diventa in qualche modo più leggera. “On The Road Again”, “Always On My Mind” e l’album Poncho & Lefty sono i successi dei primi anni 80. Nell’85 insieme a Waylon Jennings, Kris Kristofferson e Johnny Cash, Nelson forma un gruppo e incide uno dei più bei dischi del periodo: Highwaymen. Nello stesso anno, per aiutare i coltivatori del Midwest, Nelson insieme a Neil Young e John Mellencamp organizza il primo Farm Aid.
Dopo alcune grane fiscali, nel 1993 fa un rientro in grande stile con Across The Borderline, considerato fra le sue migliori opere (che include duetti con David Crosby, Bob Dylan, Sinead O’Connor, Paul Simon e altri), e con un nuovo disco degli Highwaymen.
Anche Spirit (1996, pubblicato per la Island) è accolto come un’opera innovativa, un disco minimale per voce e chitarra, nel quale Nelson si muove in una direzione ancora diversa. In generale tra gli anni 90 e i 2000 i suoi lavori ricevono recensioni miste, ma la discografia si arricchisce anno dopo anno delle più varie pubblicazioni e collaborazioni. Teatro (1998) insieme a Emmylou Harris e prodotto da Daniel Lanois; lo strumentale Night And Day (1999); Milk Cow Blues (2000) che ospita B.B. King; Live And Kickin’ (2003) dal vivo insieme a Ray Charles, Eric Clapton, Paul Simon, Norah Jones e altri; Last of the Breed (2007) con Merle Haggard e Ray Price; Two Man with the Blues (2008) con Wynton Marsalis.
L'appassionato di musica americana, non necessariamente di country, non può non prendere in considerazione Willie Nelson. È impossibile non restare affascinati dalla sua figura e dalla freschezza delle sue interpretazioni o delle sue canzoni. Nelson si è elevato ben al di sopra di un genere fatto e confezionato come poteva essere il country di Nashville, soffiandovi all'interno innumerevoli contaminazioni e, quindi, una nuova essenza capace di durare nel corso dei decenni. Dischi che omaggiano le radici della musica folk americana e il suo vastissimo respiro, che in realtà contengono, più che country, un'autentica anima blues contemporanea.


Ascolto necessario:
Essential Willie Nelson (2 cd): un'antologia di gioielli in ordine cronologico, per avere il meglio della carriera.
Willie and Family Live (2 cd): live degli anni 70 che racchiude il meglio del primo periodo in frizzanti versioni con la band.
Phases and Stages: album manifesto dell'Outlaw Country, bellissimo ed intimista.
Teatro: album straordinario per il sound e la produzione (di Daniel Lanois), con una tracklist mista di vecchi successi, cover e nuovi brani.

Leggi anche:


1 commento: