25 settembre 2013

BREVE STORIA DEL SOUL (pt.1)

I Motown Studios nel 1960
Il soul è un genere musicale che ha le sue origini negli Stati Uniti e combina elementi della musica gospel e del rhythm and blues. Secondo la Rock and Roll Hall of Fame, il soul è “la musica che sorge dai neri in America attraverso la trasformazione del gospel e del rhythm and blues in una forma di testimonianza laica e funky”. Ritmi accattivanti, accentuati dai battiti delle mani e dai movimenti del corpo, sono una caratteristica fondamentale della musica soul, come anche il botta e risposta tra il solista e il coro, e voci molto tese. Il genere fa uso talvolta di improvvisazione e sound ausiliari.

Il soul ha le sue origini nella musica gospel e rhythm and blues. I quartetti vocali “hard gospel” degli anni ’40 e ’50 sono stati le più notevoli influenze per i cantanti soul degli anni ’60. Ray Charles è spesso citato come l’inventore del genere soul con la sua fila di hits che iniziarono nel 1954 con “I Got a Woman”. Nel suo modo di cantare, Charles riconobbe apertamente l’influenza dei Pilgrim Travelers. Un’altra visione vuole che sia stato Solomon Burke, con le sue prime incisioni per la Atlantic Records, a codificare il genere soul; le sue “Cry to Me”, “Just Out of Reach” e “Down in the Valley” dei primi ’60 sono considerate classici del genere. Little Richard (che fu ispiratore di Otis Redding), Fats Domino e James Brown si facevano chiamare, in origine, musicisti rock and roll. Ma appena la musica rock andò oltre alle sue radici R&B negli anni ’60, Brown affermò di essere sempre stato un cantante R&B. Little Richard si proclamò il “re del rockin’ and rollin’, del rhythm and blues soulin’”, perché la sua musica conteneva elementi di tutte e tre e perché aveva ispirato artisti di tutti e tre i generi.
Le incisioni del 1967 di Aretha Franklin, come “I Never Loved a Man (The Way I Love You)”, “Respect” (originariamente cantata da Otis Redding) e “Do Right Woman, Do Right Man” sono considerate l’apogeo del genere soul, e sono tra i suoi successi commerciali maggiori. Alla fine dei ’60, artisti della Stax come Eddie Floyd e Johnnie Taylor diedero significativi contributi alla musica soul. La musica di Howard Tate di fine ’60 per la Verve Records, e più avanti per la Atlantic (prodotta da Jerry Ragovoy) sono un’altra parte notevole del genere soul. Nel 1968 la musica soul cominciò già a frantumarsi, e artisti come James Brown e Sly & The Family Stone cominciarono a incorporare nella loro musica nuovi stili.
Molti considerano il nord degli Stati Uniti come la patria del soul, in particolare Chicago. Altre città, come New York, Detroit, Memphis e Florence, la seguirono rapidamente e crearono i loro propri stili basati sulle radici gospel locali.
Florence, Alabama, fu la casa dei Fame Studios. Ai Fame registrarono Jimmy Hughes, Percy Sledge, Arthur Alexander e, tardi negli anni ’60, Aretha Franklin. I Fame Studios allacciarono felici rapporti con etichette di Memphis come la Stax Records, e molti dei musicisti e dei produttori che lavoravano a Memphis contribuivano anche alle incisioni in Alabama. Altre famose etichette di Memphis erano la Goldwax Records, la Royal Recordings e l’American Sound Studios.
Ray Charles (1930-2004)
Al canone soul degli anni ’60 contribuì anche la Motown Records, situata a Detroit, anche se a quel tempo si proclamava etichetta di musica pop. Tra i suoi artisti Stevie Wonder, Gladys Knight & The Pips, Marvin Gaye, The Temptations, The Supremes, contribuirono a quello che divenne il sound della Motown.
A Chicago, Curtis Mayfield contribuì a sviluppare lo “sweet soul” che gli portò la fama di padrino del “nothern soul”. Come membro degli Impressions, Mayfield instaurò uno stile botta e risposta nelle parti vocali che usciva dal gospel, e che influenzò molti altri gruppi dell’epoca, tra cui i Radiants di Chicago.
Successivi esempi di musica soul sono le incisioni dei Temple Singers e di Al Green nel 1970, fatte agli studios Willie Mitchell’s a Memphis. I Mitchell continuarono la decade nella tradizione degli Stax, con la musica di Green, di An Peebles, Otis Clay, Sly Johnson, Bobby Wormack (che continuò a fare musica soul fino agli anni ’80).
A Detroit, il produttore Don Davis lavorò per artisti Stax quali Johnnie Taylor e The Dramatics. La connessione tra lo stile soul e quello disco sono le incisioni d’inizi ’70 dei Detroit Emeralds. Artisti della Motown quali Marvin Gaye e Smokey Robinson contribuirono all’evoluzione della musica soul, nonostante i loro dischi furono considerati più appartenenti alla musica pop che allo stile di Redding, della Franklin e di Carr. Anche se stilisticamente diversi dalla classica musica soul, solitamente la musica degli artisti di Chicago è considerata parte del genere.
Nei primi anni ’70 la musica soul influenzò generi come il rock psichedelico. Il fermento politico e sociale del tempo ispirò artisti quali Marvin Gaye e Curtis Mayfield a produrre album con messaggi esplicitamente sociali. Artisti come James Brown condussero la musica soul verso il funk, che caratterizzò band anni ’70 come i Parliament-Funkadelic e The Meters. Gruppi più versatili come War, i Commodores e gli Earth, Wind and Fire divennero popolari. Durante gli anni ’70, alcuni artisti astuti e commerciali del sottogenere “blue-eyed soul”, quali gli Hall & Oates di Philadelphia e i Tower of Power di Oakland, fecero un successo fenomenale, allo stesso modo di una nuova generazione di artisti di strada o gruppi “city-soul” come The Deftonics. Per la fine degli anni ’70, la musica disco e funk dominarono le classifiche. Il soul di Philadelphia e tutti gli altri generi di soul erano infettati dal genere disco. Durante questo periodo gruppi come The O’Jays e The Spinners continuarono a sfornare hits.
Otis Redding (1941-1967)
L’emergere della cultura hip hop negli anni ’70 influenzò radicalmente la musica soul degli anni ’80. Afrika Bambaata & The Soulsonic Force subentrarono con un nuovo sound elettronico. I produttori di musica soul si resero conto che dovevano trovare dei ritmi più pesanti, e trovarono il modo di fondere il soul con drum machines e sintetizzatori. Squadre di produttori come Jimmy Jam e Terry Lewis (ex membro di The Time), L.A. Reid e Babyface crearono un sound soul più forte e più lussuoso con attenzione al battito e al ritmo sopra le parole, costruendo così le hits per Janet Jackson, TLC, Alexander O’Neal, The SOS Band e Bobby Brown. Nondimeno, alcuni cantanti soul arrivarono alla celebrità: Whitney Houston, Anita Baker e Sade.
Il produttore-scrittore Teddy Riley e altri crearono il “new jack swing” (o “swingbeat”) che fondeva soul e hip hop. Il sound di Riley consisteva in un ritmo hip hop, melodie gospel e jazz, e un sound grezzo e scarno.
Dopo il declino della disco e del funk nei primi anni ’80, la musica soul fu influenzata dalla musica elettronica. Divenne ancor più basilare e sottoprodotta, risultando uno stile conosciuto come R&B contemporaneo, che suona davvero diverso dall’originale stile rhythm and blues.
A metà anni ’90, a Chicago, la musica house fu pesantemente influenzata da soul, funky e disco. Fu concepita essenzialmente con sintetizzatori e altri equipaggiamenti elettronici. House e techno ascesero alla popolarità a fine anni ’80 e vi rimasero per gli anni ’90 e nei 2000. Dagli anni ’80 divenne popolare anche la musica soul del Regno Unito.
Gli Stati Uniti videro la nascita del neo-soul intorno al 1994. Il marketing messo in atto dalle etichette per il soul scemò negli anni 2000 a causa del nuovo focalizzarsi sul genere hip hop.

Fonte: en.wikipedia

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