7 novembre 2013

COUNTING CROWS 1993: AUGUST AND EVERYTHING AFTER


I Counting Crows nascono all’inizio degli anni 90 e con il primo singolo, “Mr. Jones”, e il primo album, August and Everything After, diventano subito celebri nel panorama della musica rock e pop. La loro musica è mainstream, ma ciò non è sinonimo di becera commercialità. La loro musica, in effetti, è la dolce risposta westcoastiana al ruvido grunge che imperversava in quegli anni. I Crows incarnano l’ideale moderno di West Coast, di gruppo californiano, attento ai molti e controversi aspetti della propria carriera musicale: da una parte i video per MTV, ma dall’altra la coerenza, la difesa di un’estetica musicale simpaticamente bohemienne – incarnata dal leader Adam Duritz – e il rispetto fedele della propria spinta creativa. Ecco perché ad oggi – 20 anni dopo – gli album dei Crows si contano sulla punta delle dita, sono distribuiti da una loro etichetta, la band esce poco fuori dai confini USA e in pratica non si concede facilmente.
Personalmente questa band mi ha appassionato fin da adolescente, e visto che compie 20 anni dall'esordio discografico, gli voglio dedicare una retrospettiva con tanto di guida alle rarità, come ho già fatto per i Pearl Jam.


August and Everything After (1993) è un album oscuro, denso, piovoso. Adam Duritz codifica sin dalla prima strofa lo stile che lo accompagnerà sempre: testi ricchi e articolati come prosa, talvolta più parlati che cantati, pieni di sogni e lacrime e donne. Non è il testo facile e orecchiabile da canzonetta radiofonica l’obiettivo del cantante e compositore, bensì l’esperienza personale vissuta e rivissuta attraverso le parole e la musica cadenzata che le accompagna. Attorno a lui, la band codifica invece uno stile molto particolare, forse non completamente inedito ma di certo personale, riunendo strumenti acustici ed elettrici nella piena tradizione della West Coast: fisarmoniche e mandolini sono di casa nei dischi dei Crows. Il primo album arriva come un “pugno al rallentatore”: “Round Here” è la catarsi fatta a canzone mentre “Omaha” ha un sapore di pioggia sui prati che dà i brividi, e questo è solo l’inizio. “Mr. Jones”, il singolo del disco, ha un giro ripetitivo con un testo infinito che ne fanno qualcosa di dylaniano con una carica mainstream come valore aggiunto. Avanti con “Perfect Blue Buildings”, “Anna Begins”, “Time And Time Again”, oscure ballad sempre catartiche, poi uno sprazzo di luce/ombra con “Rain King” – una highlight da concerto negli anni a seguire – quindi di nuovo “Sullivan Street”, “Ghost Train” e “Raining In Baltimora” in cui Duritz continua a sondare il proprio lato oscuro, quello che esce fuori nelle giornate più deprimenti che ognuno di noi ha vissuto almeno una volta. “A Murder Of One” è una sorta di sprint conclusivo sempre tinto di colori tristi proprio come il “mattino blu” che apre il primo verso. Un disco straordinario, al contempo deprimente, profondo e immediato all’ascolto, sempre che piaccia il lato più soft e straziante del rock anni 90.

Le rarità.
L’ultimo brano “A Murder Of One” è stato scelto dal produttore in sostituzione della title-track, “August And Everything After” che resta ad oggi inedita tranne che per una versione più recente dal vivo apparsa come b-side su un singolo.
Molte altre canzoni dell’epoca sono state registrate come demo acustiche o con la band prima dell’incisione di August. Alcune sono presenti nell’edizione deluxe dell’album: “Shallow Days” (sia acustica sia con la band), “Omaha” (band), “Love And Addiction” e “Mean Jumper Blues” (acustiche).
“Einstein On The Beach”, sempre dalle stesse demo, è recuperabile in veste ufficiale nel Best Of della band.
Altre le troviamo nel bootleg Flying Demos che è appunto il disco di demo originali pre-August. Oltre a demo di brani inclusi nel primo album, ci sono i seguenti titoli inediti: “Bulldog”, “We're Only Love”, “Lightnint”, “40 Years” e “Margery Dreams Of Horses”.
Quest'ultima appare nel live che accompagna la versione deluxe, datato 1993, insieme anche a “Children In Bloom”, brano dell'epoca che è poi stato inserito nel secondo album, Recovering The Satellites.
“Open All Night” è un'altra traccia del primissimo periodo e possiamo rintracciarla nei live in vendita su livecountingcrows.com.
Per completare, una interessante b-side acustica di “Mr. Jones” eseguita in concerto nel 1994.

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