8 dicembre 2014

ARTHUR C. CLARKE (pt.4): ODISSEA NELLO SPAZIO, LA SAGA




Se avete visto il film, il libro 2001 Odissea nello spazio (1968) non vi riserverà alcuna sorpresa. Nato dal racconto La sentinella, il romanzo è stato messo insieme e ultimato da Clarke mentre lavorava con Kubrick al film, perciò sono i pochi dettagli che si discostano. La peculiarità del film di avere pochi dialoghi e una grande potenza visiva è stata trasferita anche nel libro, compatibilmente con la diversità tra i mezzi di comunicazione. Clarke narra “dall'alto” e osserva i protagonisti come se indagasse le cavie dentro al labirinto. Pochi i dialoghi, dunque, che rendono il libro - specie nella prima parte - un po' pesante ma non meno affascinante. La concentrazione richiesta per seguire le osservazioni di Clarke, ben scritte, è assai superiore all'essere trasportati all'interno di un'azione diretta; ma è solo la peculiarità del libro, non un difetto.

23 novembre 2014

JOE HILL: NOS4A2


Per chi non lo sa, Joe Hill è figlio di Stephen King e ha iniziato la sua carriera di scrittore senza l'ingombrante cognome del padre. I suoi primi racconti e romanzi sono di genere prettamente horror e sono stati pubblicati senza che si conoscesse la vera identità del loro autore. Non che questo cambi le cose, ma è segno di onestà intellettuale. Con NOS4A2, Joe Hill è diventato più popolare e ha scritto la sua opera più importante, nel quale aggiunge la sua piccola, personale tessera al macro-universo creato dal padre in oltre 40 anni di romanzi.

16 novembre 2014

COUNTING CROWS 2014: SOMEWHERE UNDER WONDERLAND

 
Dopo 6 anni da Saturday Nights & Sunday Mornings, i Counting Crows pubblicano il loro 6° album di inediti dal titolo Somewhere Under Wonderland. Questa band, a mio avviso, non ha sbagliato mai un colpo, dosando i dischi con parsimonia e azzeccandoli tutti, peraltro diversi l’uno dall’altro. L’evoluzione musicale e lirica li ha portati a una vetta molto alta con il precedente lavoro, che era insieme una summa e una rivisitazione del loro stile e dei temi più tipici trattati da Adam Duritz sin dai tempi di August And EverythingAfter. Talmente alta che il nuovo album non avrebbe potuto eguagliarla: questo lo avevo messo in conto. Che fosse però il punto più basso nella loro discografia, questo non me lo aspettavo.

26 ottobre 2014

KING: MR MERCEDES (2014), LA REALTÀ NON È UNA SERIE TV



Il 30 settembre è uscito l'ultimo romanzo di Stephen King (anche se in USA l'ultimissimo è in realtà in arrivo a novembre, Revival, noi siamo un po' in ritardo). Non ho resistito alla tentazione e l'ho letto immediatamente, anche perché si era fatto un gran parlare di questa detective story totalmente atipica per King, ed ero curioso di vedere in quale modo il Re aveva rigirato la frittata a sua immagine e somiglianza.
Un po' come per Joyland, dunque, è facile approcciarsi a Mr. Mercedes con la sensazione di un libro "minore", da una parte a ragione, dall'altra a torto. A ragione perché è atipico, è palesemente una sperimentazione in cui King gioca alla sua maniera con un genere e gli archetipi su cui è costruito. A torto perché, dato che King sa fare il suo mestiere e ha una scrittura sempre fresca e innovativa, il libro risulta tutt'altro che inferiore alle aspettative e più che degno del suo nome; non importa che non vi siano gli elementi fantastici ed emotivi che contraddistinguono le sue opere centrali. Sotto questo aspetto il “freddo” Mr. Mercedes è agli antipodi del malinconico Joyland, fornendo ulteriore esempio della capacità di King di muoversi trasversalmente ai generi e alle aspettative, anche tra un libro e il successivo (pensate che Mr. Mercedes si colloca tra Doctor Sleep, di cui ho ampiamente parlato qualche settimana fa, e il prossimo Revival, il quale si preannuncia come un ritorno al gotico moderno di Cose Preziose o Le Notti di Salem; questa variabilità, a mio parere geniale, si è accentuata nell'ultimo ventennio).

11 ottobre 2014

KING: THE DOME (2009), LA STORIA UMANA È UN SADICO MASSACRO



Il caso di Under The Dome (in italiano solo The Dome) è tra i più interessanti degli ultimi anni. Le premesse del romanzo e alcuni suoi elementi hanno suscitato un grande interesse da parte del pubblico e della critica. Al successo del libro si deve la veloce trasposizione televisiva, per quanto essa prenda subito le distanze dall'intreccio originale, diventando qualcosa a sé stante. Le radici del libro, svelate dallo stesso King, affondano in un tentativo incompiuto intitolato The Cannibals alla fine degli anni 70, ma The Dome con i cannibali non c'entra proprio niente. Quello che poteva essere un horror “prima maniera” si è trasformato in un thriller sociologico (non mi viene in mente miglior definizione) del XXI secolo. King ha spesso trattato di piccole comunità nordamericane in crisi, dove le persone tirano fuori il lato migliore o peggiore di sé, ma mai come in The Dome questo tema è portato al parossismo, cause ed effetti sono estremizzati e diventano l'unico, vero cuore della vicenda. Soprattutto in quanto non vi sono demoni a scatenare la crisi, ma un fatto concreto e visibile dal mondo intero, pur restando inspiegabile.

28 settembre 2014

KING: DOCTOR SLEEP (2013), UNA LIETA REDENZIONE DEL PASSATO



Mi accingo a leggere l'ultimo lavoro di Stephen King, e questa volta discuterò il libro mentre lo sto leggendo.

Fino a pag. 100
L’inizio di Doctor Sleep è superbo, ed è anche diverso da quanto ci si può aspettare. Se penso a Stephen King che rimugina sulla domanda: cos’è accaduto a Danny Torrance?, allora capisco il perché delle prime 100 pagine. King, proprio come se raccontasse la storia a se stesso, ci prende per mano e ci porta in giro con Danny da quel giorno che segnò la fine dell’Overlook e di suo padre, fino al momento presente. Frattanto ci introduce altri personaggi che hanno però uno spazio molto inferiore, nonostante saranno – credo – protagonisti e antagonisti della vicenda. Parlo del Vero Nodo, i cattivi di turno (che nelle pubblicità del libro sono definiti “vampiri psichici”, ma finora nel romanzo sono ancora poco definiti), e di Abra Stone, neonata dotata di una potentissima luccicanza.
L’incedere di King è secco, non si concede tante distrazioni o digressioni rispetto ai fatti, ricordando in questo la forma di Shining e dei suoi primi lavori. La forza con cui ci mostra i personaggi e ci fa presumere (leggi annusare) il loro fondamentale ruolo in un gioco molto più vasto, come sempre è magistrale: mi ricorda la Torre Nera e i romanzi ad essa legata, mi ricorda la potenza e la suggestione di cui è capace anche solo nel coniare un nome dannatamente bello come Abra Stone.

16 settembre 2014

POTERE ALL'IMMAGINAZIONE: LA LETTERATURA A SCUOLA, UNA RIFLESSIONE



Qual è il momento di maggior recezione per un individuo se non quello scolastico? Dov’è che può venire a sapere per la prima volta che è esistito un tale di nome Ernest Hemingway che scriveva niente male? Questa una riflessione sull’insegnamento della letteratura nelle scuole. L’aridità della scuola è drammatica.
Qualche giorno fa mi chiedevo: com'è che mi sono tanto appassionato alla lettura? (E di conseguenza alla scrittura?) Posso dire che ho iniziato a leggere quand’ero alle scuole medie grazie ai Piccoli Brividi. Come mi ci sono imbattuto non lo ricordo. Ma so con certezza che in quinta elementare un mio compagno leggeva già Stephen King e questo mi stimolava, anche se ancora non riuscivo a impegnarmi. Mi fu regalato il mio primo libro di King proprio quell’anno, mi pare, ma lo lessi solo tempo dopo: cominciai a 14 anni e da lì in poi lessi libri “veri”.
Alle superiori, in terza, ho seguito letteratura. Qui le cose si complicano. La letteratura scolastica di cosa è fatta? Soprattutto di poeti e pensatori morti secoli or sono, poi qualche scrittore nel senso più comune del termine, italiani nella quasi totalità. Imparare a memoria la poesia di Pascoli, sapere quando nasce e quando muore. In fondo non c'era molto più questo. Dopo l’infinita parte di epica e antichità varia, tre anni di letteratura servono ad arrivare al secolo dei lumi, il romanticismo, il decadentismo, e se si è veloci, e raramente succede, agli inizi del 900.

6 settembre 2014

100 ANNI DI WILLIAM BURROUGHS - pt.3: TRA INTERZONA E LA NOTTE ROSSA


Nel 1973 esce Porto dei Santi, romanzo breve scritto durante gli anni trascorsi in Europa, rappresenta un'ennesima scorribanda nei personaggi-simbolo della sua mitologia e nell'erotismo fantasioso, col pretesto di narrare di un gruppo di ragazzi che viaggiano nel tempo e cercano di modificare la storia. Il resto degli anni 70 non sono un periodo molto produttivo, nel quale Burroughs si concentra essenzialmente su saggi e storie brevi; nel 1974 rientra a New York, dove Ginsberg gli ha trovato un incarico di insegnante.
All'inizio degli anni 80, Burroughs va a vivere in Kansas dove resta fino alla fine. In questo decennio scrive e pubblica un nuovo ciclo di romanzi destinato a chiudere la sua produzione con rinnovata importanza letteraria: la trilogia della Notte Rossa.

27 agosto 2014

100 ANNI DI WILLIAM BURROUGHS - pt.2: LA TRILOGIA NOVA E LA RIVOLUZIONE ELETTRONICA


Nel 1959, prima della pubblicazione di Pasto Nudo, Burroughs si sposta a Parigi e alloggia nel "Beat Hotel", un albergo molto economico frequentato da Gregory Corso, Allen Ginsberg e altri della scena beat. A Pasto Nudo segue la trilogia Nova, una serie di tre romanzi realizzata sfruttando a fondo la tecnica del cut-up. "Ho cercato di creare una nuova mitologia per l'era spaziale": così Burroughs spiegava il suo intento. Romanzi sperimentali e difficili, anch'essi derivati dagli appunti scritti tra Tangeri, Parigi, Londra e i tanti luoghi mentali dovuti alla droga, nel periodo 1953-58. 

16 agosto 2014

100 ANNI DI WILLIAM BURROUGHS - pt.1: GLI ESORDI E PASTO NUDO


Quest'anno ricorre il centenario dalla nascita di William S. Burroughs, scrittore e folle sperimentatore caposaldo della Beat Generation, nato il 5 febbraio 1914 e morto il 2 agosto 1997. Il minimo che si possa fare è ripercorrere la sua vita letteraria dando uno scorcio, seppur umile e riduttivo, del suo strano modo di essere genio.
Anzitutto va detto chi è: un tossico omosessuale pecora nera di una buona famiglia, come amava descriversi. Autore post-modernista di opere semi-autobiografiche legate alle sue esperienze con molte droghe e con il sesso, Burroughs è stato uno dei più influenti autori della letteratura (o contro-letteratura) americana trascendendo il confine letterario e sperimentando, e influenzando, molte altre arti, dalla pittura alla musica, a tutt'oggi.
La sua vita letteraria inizia nel 1943, momento nel quale Burroughs vive a New York, inizia a farsi di eroina, e fa amicizia con Allen Ginsberg e Jack Kerouac, con cui inizia una relazione artistica senza eguali che darà vita alla Beat Generation. Con Ginsberg inizia anche una relazione amorosa. Nonostante la dichiarata omosessualità, si sposa con Joan Vollmer, con cui condivide la passione per la droga.

5 agosto 2014

ARTHUR C. CLARKE (pt.3): PRELUDIO ALLO SPAZIO & TERRA IMPERIALE


Preludio allo spazio è la cronaca immaginaria del primo lancio sulla Luna, uscito nel 1951. Fa parte della prima fase di Arthur C. Clarke, costituita da alcuni romanzi brevi incentrati sulla conquista spaziale prima che si avverasse effettivamente. Il libro è il reportage di un giornalista chiamato a documentare la preparazione del lancio e dell'equipaggio. Certamente è un testo inferiore alle opere celebri di Clarke, il cui stile è appunto quello di una cronaca scientifica, privo delle suggestioni che verranno con La città e le stelle, 2001, Incontro con Rama. A Clarke va dato merito di aver saputo spesso presagire attraverso intuizioni geniali le tecnologie in avvenire, ma ovviamente il suo posto nella fantascienza d'autore non è dovuto solo a questo.

30 luglio 2014

ARTHUR C. CLARKE (pt.2): INCONTRO CON RAMA

 
Incontro con Rama è considerato uno dei migliori romanzi di fantascienza sul tema "civiltà extraterrestri". Scritto da uno dei più noti esponenti del genere, Arthur C. Clarke, il libro affronta l'esplorazione di un enorme "planetoide" cilindrico artificiale che arriva nel nostro Sistema Solare, la cui natura e il cui scopo sono misteriosi. Appare ovvio che a crearlo sia stata una civiltà tecnologicamente progredita, ma di essa non c'è traccia. L'esplorazione dell'oggetto da parte di un equipe di scienziati rivelerà dettagli misteriosi e solleverà ipotesi e speculazioni.

12 luglio 2014

ARTHUR C. CLARKE (pt.1): LA CITTA' E LE STELLE


Se si vuole leggere la fantascienza d'autore, Arthur C. Clarke è un autore imprescindibile e, tra i suoi romanzi, La città e le stelle lo è altrettanto.
1. La storia. La riscoperta della natura umana e della Natura propriamente detta, a seguito di una (d)evoluzione che ha reso la vita dell'uomo qualcosa di freddo e innaturale: questo è il grande tema del romanzo, un tema universale nonché un sempreverde nella letteratura visto con gli occhi di oggi. Ma il romanzo è stato pubblicato nel 1956 (scritto a più riprese dalla fine degli anni 30) e per la sua modernità lascia esterrefatti. Inoltre, Clarke sottintende un raro ottimismo: l'uomo affronta crisi d'identità e dure conquiste sotto la spinta della propria tecnologia, ma ne esce comunque vincitore o, per lo meno, ritrovato.

16 giugno 2014

E' USCITO "L'ERA DELLA DISSONANZA"

Con orgoglio annuncio l'uscita del mio libro, vincitore del premio Kipple per romanzi di genere fantastico.



Dopo il ritrovamento su un atollo deserto di un uomo in buone condizioni, si sviluppa una serie di eventi che modificano la vita di alcune persone di Barrakay. I personaggi cominciano a prendere sul serio voci complottiste che parlano di un misterioso evento catastrofico avvenuto anni prima, Il segnale, che avrebbe creato il Vuoto Storico togliendo all’umanità ogni profondità della memoria.

Disponibile in cartaceo ed ebook:


7 giugno 2014

NEIL YOUNG: A LETTER HOME


Cos'è A Letter Home, l'ultimo album di Neil Young? E' diverse cose: alcune buone, altre meno.
1. E' un omaggio. Le canzoni incluse in A Letter Home rappresentano per Young fonti di ispirazione personale e musicale, i cui autori sono nomi più o meno noti nel panorama folk d'oltreoceano. Si va da Phil Ochs agli Everly Brothers, da Bert Jansch a Willie Nelson, da Bob Dylan e Bruce Springsteen. Per esempio, balza subito all'occhio quanto ispiratrice sia stata "Needle Of Death" di Jansch, che dal primo giro di chitarra ci fa subito pensare a "Ambulance Blues". La raccolta di canzoni è quindi un affresco con un significato molto personale, anche più di quanto era stato per Americana.

7 maggio 2014

STEPHEN KING A FUMETTI (pt.2)


Da quando ho scritto la prima parte dell'articolo, le saghe a fumetti tratte dalle opere di Stephen King sono andate avanti notevolmente, anche se non nel nostro paese (toh, che strano). Per cominciare, Panini e Sperling hanno pubblicato due nuovi archi di The Dark Tower, “Le piccole sorelle di Eluria” e “La battaglia di Tull”, ovvero il secondo e il terzo arco di The Gunslinger, la trasposizione del primo romanzo della Torre Nera, L'Ultimo Cavaliere. “Eluria” in realtà è la trasposizione dell'omonimo racconto apparso nella raccolta Tutto è Fatidico, e che rappresenta un flash-back (l'ennesimo!) del viaggio del pistolero prima di giungere alle porte del deserto in cui inseguirà l'Uomo in Nero. I successivi due archi, “The way station” e “The Man in Black”, non sono e non saranno reperibili in Italia, almeno fino a nuova decisione degli editori, dunque recuperateli, come ho fatto io, da Amazon in lingua originale.

21 aprile 2014

KING: IL TALISMANO (1984), IL VIAGGIO INFINITO


Nel 1977 due famosi romanzieri della letteratura horror, tali Stephen King e Peter Straub, si incontrarono, strinsero velocemente amicizia e decisero di scrivere un romanzo insieme. Passò qualche anno e, da una idea venuta a King quand'era ancora al college, il lavoro di scrittura iniziò a concretizzarsi. Nel 1984 uscì Il Talismano, poi nominato (tra gli altri) al World Fantasy Award.
Il Talismano non è un romanzo horror, sebbene di situazioni horror ve ne siano qui e là. È invece un romanzo fantasy, sebbene lontano da Tolkien, Brooks od altri celebrati autori in voga ai tempi. È una quest epica, nel miglior stile di Stephen King. Premetto che, non conoscendo le opere di Peter Straub, potrò esaminare il libro soltanto dal lato kinghiano, che comunque si rivela “strano” ed evidentemente contaminato dal lavoro di scrittura a quattro mani. Il libro, stando a quanto si legge in giro, fu scritto tramite un “botta e risposta” tra i due autori, che si passarono i capitoli a staffetta, l'uno cercando di imitare lo stile dell'altro, dopo aver scritto insieme soltanto il prologo e l'epilogo.
Lo stile di scrittura, infatti, mescola l'immediatezza del primo King con una prolissità introspettiva che, secondo me, è attribuibile a Straub. Di fatto, leggendolo oggi, ci ricorda il King più prosaico degli anni 90 e successivi. In certe parti, va detto, una maggior immediatezza non avrebbe guastato, ma nel complesso il tono talvolta catartico con cui si dipana è una delle caratteristiche che rendono indimenticabile questo libro.

12 aprile 2014

KING: JOYLAND (2013), RITORNO ALLA MALINCONIA ESISTENZIALE


È già capitato che, dopo un romanzo importante e voluminoso – di quelli che rientrano a pieno titolo nella bibliografia più gradita ai Fedeli Lettori – Stephen King abbia dato alle stampe un libro più modesto, apparentemente di poche pretese, talvolta quasi uno “scherzo” di genere. Prima c'è stato Colorado Kid (2006), poi è la volta di Joyland, che viene tra i celebratissimi 22/11/63 e Doctor Sleep. Joyland è uscito negli USA per la Hard Case Crime, casa editrice specializzata in gialli e mistery vecchia maniera, che ha pubblicato il libro nel formato tascabile d'epoca, proprio com'era stato per Colorado Kid. Nel resto del mondo Joyland è uscito nel formato cartonato come tutti gli altri romanzi del Re (in Italia una bella edizione della Sperling & Kupfer). 
L'approccio al romanzo dovrebbe quindi essere del tipo “prendiamoci una pausa dal solito King e vediamo come ha deciso di divertirsi questa volta”, sapendo che probabilmente ci divertiremo pure noi. Lo stesso King ha spiegato di aver voluto addentrarsi nel giallo, una sua vecchia passione; di aver voluto seguire quella linea invisibile che conduce al colpevole pur senza ricondurre il tutto a uno schema preconfezionato (al finale e al colpevole, dice, c'è arrivato soltanto alla fine del libro).

5 aprile 2014

DAVID CROSBY: IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME


Alla fine del 1970 David Crosby entra in studio accompagnato da moltissimi musicisti di sua conoscenza, per iniziare una serie di sessions infestate dallo spettro di Christine Hilton, la sua compagna morta da poco in un incidente d'auto. La musica è l'unico appiglio di Crosby, distrutto psicologicamente già nelle precedenti sessions per il celeberrimo Dejà Vu di Crosby, Stills, Nash & Young. La sua volontà è dunque quella di restare in studio, continuare a suonare e registrare in uno stream of consciousness musicale che non avrà eguali nella sua carriera.

31 marzo 2014

CROSBY & NASH: ANOTHER STONEY EVENING



Affresco del duo David Crosby/Graham Nash all'inizio della loro collaborazione come duo, ottobre 1971, Another Stoney Evening è un bel disco acustico dove le armonie vocali fanno da padrone, accompagnate dalle chitarre acustiche. Il titolo deriva da un bootleg, A Stoney Evening, che documenta lo stesso tour (precisamente, la stessa tracklist).
Il repertorio è d'esordio, nel senso che spazia l'inizio delle diverse strade intraprese dai due musicisti: i primi successi di Crosby, Stills, Nash & Young ("Dejà Vu", "Wooden Ships", "Teach Your Children", "Guinevere"), i primi dischi solisti ("Man In The Mirror", "I Used To Be A King", "The Lee Shore", "Laughing", "Triad", "Orleans", "Traction In The Rain"), il primo album del duo ancora da venire ("Strangers Room", "Where Will I Be", "Southbound Train", "Immigration Man").

20 marzo 2014

DAVID CROSBY: CROZ


Croz è un grande disco, non solo per il ritorno in studio di David Crosby dopo vent'anni, ma perché è un album che contiene musica bella, interessante, inaspettata. Crosby non ne è il solo autore, e sebbene sia sua la voce principale, la presenza degli altri componenti della band è ugualmente importante. James Raymond, figlio di Crosby, è autore di testi e arrangiamenti, sostanzialmente l'impronta del disco è sua. Un sound che già Crosby & Nash avevano sperimentato nel loro omonimo album del 2004 o nei tour degli ultimi anni; un sound che, se dobbiamo dare una derivazione, è la naturale prosecuzione del progetto CPR (Crosby, Pevar, Raymond), nato e rapidamente scomparso circa quindici anni fa. 

15 marzo 2014

GUIDA ALLE RARITA' (EDITE) DI CSN&Y 1968-70

A partire dal box set CSN del 1991, gli archivi di Crosby Stills Nash (& Young) hanno iniziato ad aprirsi. Negli ultimi anni Nash ha curato la pubblicazione di tre box set, uno per ciascuno dei tre musicisti, e di alcune selezioni di demo che ci hanno fornito molta musica inedita. Riunito insieme, questo materiale ci offre uno scorcio abbastanza ricco delle sessions di CSN (1968-69) e Dejà Vu (1969-70).
Ecco la guida per crearsi un paio di cd retrospettivi di rarità pubblicate, quindi tratte da fonte ufficiale.


16 febbraio 2014

KEROUAC: VECCHIO ANGELO MEZZANOTTE



Venerdì Pomeriggio nell'Universo, in tutte le direzioni fuori e dentro i tuoi uomini donne cani bambini cavalli pani tic pimpanti parti padelle pozzanghere palli pattumiere partorienti e piccole Ruberie si trasformano in Buddha celesti – Lo so ragazzi di cosa sto parlando perché io ho fatto il mondo e quando io l'ho fatto nessuna balla il mio nome era Vecchio Angelo Mezzanotte e ho rimescolato un mondo tale che niente di tutto quello che c'è stato dopo per sempre farebbe credere che sia vero [...]
Jack Kerouac, Vecchio angelo mezzanotte
Negli anni del buddhismo, e in particolare a partire dalla permanenza a casa di Gary Snyder nella primavera 1956, Jack Kerouac produce innumerevoli taccuini e diversi tentativi letterari. Dopo il brillante risultato di La scrittura dell'eternità dorata, un secondo testo che deriva direttamente dai frammenti scritti tra l'aprile 1956 e il 1959 è Vecchio angelo mezzanotte, pubblicato postumo ma effettivamente completato da Jack. A differenza del precedente, questo è essenzialmente una raccolta di non-sense, frasi e parole prive del significato dato dal contesto ma che acquisiscono senso solo nell'esistere in quanto suono o macchia di inchiostro sul foglio (come scrive il traduttore nella nota al testo, edizione italiana Oscar Mondadori).

5 febbraio 2014

KEROUAC: LA SCRITTURA DELL'ETERNITA' DORATA


Gary Snyder

L'uomo paleolitico aspettava in
caverne di comprendere la propria esistenza,
e cacciava; i moderni aspettano in abbellite
dimore cercando di dimenticare morte e vita. Noi
aspettiamo di comprendere che questa è la
dorata eternità.
Jack Kerouac, La scrittura dell'eternità dorata

Nel settembre 1955, dopo essere stato a Città del Messico, Kerouac si sposta in California da Allen Ginsberg e Gary Snyder, un guru buddhista che conduce una vita che si può considerare premonitrice dello stile hippie, e che avrà un certo impatto su Jack, introducendolo per esempio alla poesia giapponese haiku. Nell'aprile 1956, Jack torna in California e trascorre alcuni mesi (fino a giugno) con Snyder nel suo cottage a Mill Valley. In questa occasione, Snyder suggerisce a Jack – che si trova nel pieno del credo buddhista – di scrivere un sutra, ovvero un sermone. Il risultato è La scrittura dell'eternità dorata, scritto di getto in quei giorni di permanenza da Snyder.

25 gennaio 2014

BALLARD - VIII - VENGA IL TUO REGNO

Regno a venire (2006) è l'ultimo romanzo di James G. Ballard e chiude una quadrilogia, iniziata con Cocaine nights, nel quale viene descritto quello che potrebbe essere il "mondo nuovo", la discesa sempre più disperata nella frenesia del consumismo e nell'ultra-violenza come rimedio alla noia della vita. In questo libro Ballard mette al centro del suo discorso il potere della pubblicità e del consumismo.
Il Metro Center è un immenso complesso commerciale, sportivo e turistico che domina un sobborgo londinese, e che oltre a essere un tempio di consumismo per gli abitanti della cittadina, diventa presto la culla di attentati, comportamenti razzisti, un vero e proprio movimento nazionalista nascosto sotto apparenze liberaliste. Pearson è un pubblicitario fallito il cui padre è stato ucciso durante una sparatoria al Metro Center. Trovandosi ad indagare sulle circostanze della sua morte, Pearson inizia a conoscere i personaggi ambigui che governano la cittadina: una dottoressa annoiata, il proprietario del Metro Center, il presentatore televisivo della rete privata del complesso commerciale. Intanto, la massa è in cerca di un nuovo messia che definisca e gridi al mondo la loro stessa esistenza. La follia volontaria della gente si traduce ben presto nell'occupazione violenta del centro commerciale.


9 gennaio 2014

BALLARD - VII - LA RIVOLTA BORGHESE



Super Cannes (2000): il capitalismo portato al parossismo. L'uomo d'affari che lavora quindici ore al giorno (non perché sia costretto, bensì per sua natura), che cosa potrà mai fare nelle ore che gli restano? Staccare la spina. Radicalmente. È questo il nucleo di questo bel romanzo di James G. Ballard, scritto alla fine degli anni '90 e del vecchio millennio.
Super Cannes è un complesso residenziale immenso (l'evoluzione del Condominio) e, di fatto, un mondo a parte governato da proprie regole. Qui lavorano e vivono i protagonisti di importanti affari internazionali, ma per fare in modo che questa oasi della Costa Azzurra funzioni, è necessario equilibrare l'eccesso di lavoro con l'eccesso di divertimento. Altrimenti si finisce per impazzire: infatti si verificano otto omicidi. Paul, marito di una dottoressa appena assunta a Super Cannes, segue le torbide tracce della vita del killer fino alle motivazioni dietro al suo atto. E scopre qual è la regola sovrana di questo paradiso artificiale: l'ultra violenza, che qui viene chiamata psicopatia.

3 gennaio 2014

BALLARD: I MANOSCRITTI ORIGINALI

A seguito della sua morte, nel 2009 la British Library ha acquisito i manoscritti di James G. Ballard: i romanzi (manoscritti o dattiloscritti), le lettere e altri documenti personali. Alcune pagine dai suoi romanzi più celebri sono state pubblicate su internet. Vale la pena dare un'occhiata per scoprire in che modo Ballard editava il proprio lavoro dopo la prima stesura. Alcuni testi sono battuti a macchina, altri scritti a mano (Ballard non accettò mai di usare il computer).
Eccone alcuni (su The Guardian la galleria completa).
http://www.theguardian.com/books/picture/2010/jun/10/jg-ballard-british-library-crash#