21 aprile 2014

KING: IL TALISMANO (1984), IL VIAGGIO INFINITO


Nel 1977 due famosi romanzieri della letteratura horror, tali Stephen King e Peter Straub, si incontrarono, strinsero velocemente amicizia e decisero di scrivere un romanzo insieme. Passò qualche anno e, da una idea venuta a King quand'era ancora al college, il lavoro di scrittura iniziò a concretizzarsi. Nel 1984 uscì Il Talismano, poi nominato (tra gli altri) al World Fantasy Award.
Il Talismano non è un romanzo horror, sebbene di situazioni horror ve ne siano qui e là. È invece un romanzo fantasy, sebbene lontano da Tolkien, Brooks od altri celebrati autori in voga ai tempi. È una quest epica, nel miglior stile di Stephen King. Premetto che, non conoscendo le opere di Peter Straub, potrò esaminare il libro soltanto dal lato kinghiano, che comunque si rivela “strano” ed evidentemente contaminato dal lavoro di scrittura a quattro mani. Il libro, stando a quanto si legge in giro, fu scritto tramite un “botta e risposta” tra i due autori, che si passarono i capitoli a staffetta, l'uno cercando di imitare lo stile dell'altro, dopo aver scritto insieme soltanto il prologo e l'epilogo.
Lo stile di scrittura, infatti, mescola l'immediatezza del primo King con una prolissità introspettiva che, secondo me, è attribuibile a Straub. Di fatto, leggendolo oggi, ci ricorda il King più prosaico degli anni 90 e successivi. In certe parti, va detto, una maggior immediatezza non avrebbe guastato, ma nel complesso il tono talvolta catartico con cui si dipana è una delle caratteristiche che rendono indimenticabile questo libro.

12 aprile 2014

KING: JOYLAND (2013), RITORNO ALLA MALINCONIA ESISTENZIALE


È già capitato che, dopo un romanzo importante e voluminoso – di quelli che rientrano a pieno titolo nella bibliografia più gradita ai Fedeli Lettori – Stephen King abbia dato alle stampe un libro più modesto, apparentemente di poche pretese, talvolta quasi uno “scherzo” di genere. Prima c'è stato Colorado Kid (2006), poi è la volta di Joyland, che viene tra i celebratissimi 22/11/63 e Doctor Sleep. Joyland è uscito negli USA per la Hard Case Crime, casa editrice specializzata in gialli e mistery vecchia maniera, che ha pubblicato il libro nel formato tascabile d'epoca, proprio com'era stato per Colorado Kid. Nel resto del mondo Joyland è uscito nel formato cartonato come tutti gli altri romanzi del Re (in Italia una bella edizione della Sperling & Kupfer). 
L'approccio al romanzo dovrebbe quindi essere del tipo “prendiamoci una pausa dal solito King e vediamo come ha deciso di divertirsi questa volta”, sapendo che probabilmente ci divertiremo pure noi. Lo stesso King ha spiegato di aver voluto addentrarsi nel giallo, una sua vecchia passione; di aver voluto seguire quella linea invisibile che conduce al colpevole pur senza ricondurre il tutto a uno schema preconfezionato (al finale e al colpevole, dice, c'è arrivato soltanto alla fine del libro).

5 aprile 2014

DAVID CROSBY: IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME


Alla fine del 1970 David Crosby entra in studio accompagnato da moltissimi musicisti di sua conoscenza, per iniziare una serie di sessions infestate dallo spettro di Christine Hilton, la sua compagna morta da poco in un incidente d'auto. La musica è l'unico appiglio di Crosby, distrutto psicologicamente già nelle precedenti sessions per il celeberrimo Dejà Vu di Crosby, Stills, Nash & Young. La sua volontà è dunque quella di restare in studio, continuare a suonare e registrare in uno stream of consciousness musicale che non avrà eguali nella sua carriera.