16 agosto 2014

100 ANNI DI WILLIAM BURROUGHS - pt.1: GLI ESORDI E PASTO NUDO


Quest'anno ricorre il centenario dalla nascita di William S. Burroughs, scrittore e folle sperimentatore caposaldo della Beat Generation, nato il 5 febbraio 1914 e morto il 2 agosto 1997. Il minimo che si possa fare è ripercorrere la sua vita letteraria dando uno scorcio, seppur umile e riduttivo, del suo strano modo di essere genio.
Anzitutto va detto chi è: un tossico omosessuale pecora nera di una buona famiglia, come amava descriversi. Autore post-modernista di opere semi-autobiografiche legate alle sue esperienze con molte droghe e con il sesso, Burroughs è stato uno dei più influenti autori della letteratura (o contro-letteratura) americana trascendendo il confine letterario e sperimentando, e influenzando, molte altre arti, dalla pittura alla musica, a tutt'oggi.
La sua vita letteraria inizia nel 1943, momento nel quale Burroughs vive a New York, inizia a farsi di eroina, e fa amicizia con Allen Ginsberg e Jack Kerouac, con cui inizia una relazione artistica senza eguali che darà vita alla Beat Generation. Con Ginsberg inizia anche una relazione amorosa. Nonostante la dichiarata omosessualità, si sposa con Joan Vollmer, con cui condivide la passione per la droga.

È qui che inizia anche il suo percorso bibliografico. La Scimmia sulla Schiena non è esattamente il primo libro di Burroughs, che ha già scritto diversi anni prima insieme a Kerouac un testo dal titolo E gli ippopotami furono lessati nelle loro vasche, rimasto inedito fino a pochi anni fa. Ma La Scimmia sulla Schiena può essere considerato il punto di partenza più rappresentativo e con fondamentali conseguenze per la vita dell'autore. Racconta della discesa di Burroughs nella tossicodipendenza, a metà anni 40, e la sperimentazione di eroina e morfina. Lo stile asciutto e scientifico è quasi quello di un'osservazione medica, psicologica e antropologica; accanto agli effetti della droga vengono raccontate le vicende criminose di Lee per procurarsela e scappare dalla legge. Descrizioni visionarie e confessioni personali ne fanno un testo precursore di tutto ciò che verrà dopo.
È Ginsberg, impressionato dalle doti letterarie di Burroughs, a insistere perché lo scriva e, in seguito, a fargli da editor. Nel 1950 Jack Kerouac ha pubblicato La Città e la Metropoli e da quel momento gli autori della Beat Generation hanno possibilità concrete di essere pubblicati. Nel libro Burroughs e Ginsberg includono delle parti tratte da un altro libro che Burroughs sta scrivendo nello stesso periodo, Checca. La lavorazione è travagliata, in realtà con scarso entusiasmo da parte dell'autore, ma appena Ginsberg trova un editore interessato (la Ace Books, che pubblica fumetti e tascabili noir e gialli da pochi centesimi, con scarsa diffusione editoriale) Burroughs completa il manoscritto. Il libro esce nel 1953 con lo pseudonimo di William Lee e in seguito viene più volte ristampato, dopo che l'autore guadagna fama con i libri successivi, e nel 1977 esce il testo originale (che reintegra parti incentrate sull'omosessualità inizialmente censurate).
Nello stesso periodo, tra il 1951 e il 53, Burroughs scrive anche Checca (in altre edizioni italiane Diverso), che in parte prosegue il racconto biografico della ricerca di droghe, in questo caso dello Yage. Qui si racconta anche la relazione con un ragazzo, e per questo il romanzo resta inedito fino al 1985. La terza persona in cui è scritto il libro, secondo Burroughs, rappresenta il suo "io" nei momenti lucidi, fuori dalla droga. Il contesto in cui il libro viene scritto, in realtà, è piuttosto traumatico per Burroughs: sua moglie Joan è appena morta per un colpo di pistola partito accidentalmente e lui è in attesa di processo. Il risultato, comunque, è un breve romanzo, semplice e piacevole, che continua in tono più narrativo il discorso del suo predecessore.

Gli anni successivi Burroughs li trascorre tra problemi legali, genitori opprimenti e il suo stile di vita estremo, spostandosi tra New York, la Florida e soprattutto Tangeri. Dalla sua esperienza a Tangeri nascono testi completamente diversi rispetto al passato. Nel 1959 esce il libro che rivoluziona la contro-letteratura americana e innalza il nome di William Burroughs: Pasto Nudo. La struttura non è quella di un romanzo ma di scene più o meno collegate a formare un mosaico, leggibili anche in ordine sparso. William Lee, protagonista e alter-ego di Burroughs, è un tossico omosessuale che si sposta in vari ambienti reali (Tangeri) e non reali (Interzona). Gli episodi sono i "trip" dell'autore in vari luoghi e sotto ogni genere di droga, di cui scrive tra il 1953 e il 58, come stendendo "rapporti" delle sue giornate che poi vengono messi insieme con l'aiuto di Kerouac (il quale, com'è noto, coniò il titolo Naked Lunch). Diversi estratti appaiono prima su riviste, e non mancano i problemi di censura a causa dell'oscenità di linguaggio e contenuto.
In questo libro iniziano a farsi strada i concetti che poi Burroughs sviluppa nei libri successivi, legati al sistema politico e sociale americano, e più in generale alla civiltà umana moderna, gli strumenti di controllo del pensiero, le contraddizioni dell'etica, il desiderio dell'uomo di sondare i suoi limiti psicofisici, la sessualità e la ricerca del piacere estremo, e molto altro. Ad esempio, in alcuni passaggi di Pasto Nudo Burroughs si schiera palesemente contro la pena capitale. Ma a essere sorprendente è lo stile, la tecnica del cut-up, ovvero la disposizione a mosaico, persino casuale, di parti di testo. Non è ancora all'apice qui, e Pasto Nudo risulta più leggibile dei successivi libri della cosiddetta trilogia Nova; per quanto delirante, la forza e la narrativa visionaria di certi passaggi lo rendono un caposaldo della letteratura americana.


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