28 settembre 2014

KING: DOCTOR SLEEP (2013), UNA LIETA REDENZIONE DEL PASSATO



Mi accingo a leggere l'ultimo lavoro di Stephen King, e questa volta discuterò il libro mentre lo sto leggendo.

Fino a pag. 100
L’inizio di Doctor Sleep è superbo, ed è anche diverso da quanto ci si può aspettare. Se penso a Stephen King che rimugina sulla domanda: cos’è accaduto a Danny Torrance?, allora capisco il perché delle prime 100 pagine. King, proprio come se raccontasse la storia a se stesso, ci prende per mano e ci porta in giro con Danny da quel giorno che segnò la fine dell’Overlook e di suo padre, fino al momento presente. Frattanto ci introduce altri personaggi che hanno però uno spazio molto inferiore, nonostante saranno – credo – protagonisti e antagonisti della vicenda. Parlo del Vero Nodo, i cattivi di turno (che nelle pubblicità del libro sono definiti “vampiri psichici”, ma finora nel romanzo sono ancora poco definiti), e di Abra Stone, neonata dotata di una potentissima luccicanza.
L’incedere di King è secco, non si concede tante distrazioni o digressioni rispetto ai fatti, ricordando in questo la forma di Shining e dei suoi primi lavori. La forza con cui ci mostra i personaggi e ci fa presumere (leggi annusare) il loro fondamentale ruolo in un gioco molto più vasto, come sempre è magistrale: mi ricorda la Torre Nera e i romanzi ad essa legata, mi ricorda la potenza e la suggestione di cui è capace anche solo nel coniare un nome dannatamente bello come Abra Stone.

16 settembre 2014

POTERE ALL'IMMAGINAZIONE: LA LETTERATURA A SCUOLA, UNA RIFLESSIONE



Qual è il momento di maggior recezione per un individuo se non quello scolastico? Dov’è che può venire a sapere per la prima volta che è esistito un tale di nome Ernest Hemingway che scriveva niente male? Questa una riflessione sull’insegnamento della letteratura nelle scuole. L’aridità della scuola è drammatica.
Qualche giorno fa mi chiedevo: com'è che mi sono tanto appassionato alla lettura? (E di conseguenza alla scrittura?) Posso dire che ho iniziato a leggere quand’ero alle scuole medie grazie ai Piccoli Brividi. Come mi ci sono imbattuto non lo ricordo. Ma so con certezza che in quinta elementare un mio compagno leggeva già Stephen King e questo mi stimolava, anche se ancora non riuscivo a impegnarmi. Mi fu regalato il mio primo libro di King proprio quell’anno, mi pare, ma lo lessi solo tempo dopo: cominciai a 14 anni e da lì in poi lessi libri “veri”.
Alle superiori, in terza, ho seguito letteratura. Qui le cose si complicano. La letteratura scolastica di cosa è fatta? Soprattutto di poeti e pensatori morti secoli or sono, poi qualche scrittore nel senso più comune del termine, italiani nella quasi totalità. Imparare a memoria la poesia di Pascoli, sapere quando nasce e quando muore. In fondo non c'era molto più questo. Dopo l’infinita parte di epica e antichità varia, tre anni di letteratura servono ad arrivare al secolo dei lumi, il romanticismo, il decadentismo, e se si è veloci, e raramente succede, agli inizi del 900.

6 settembre 2014

100 ANNI DI WILLIAM BURROUGHS - pt.3: TRA INTERZONA E LA NOTTE ROSSA


Nel 1973 esce Porto dei Santi, romanzo breve scritto durante gli anni trascorsi in Europa, rappresenta un'ennesima scorribanda nei personaggi-simbolo della sua mitologia e nell'erotismo fantasioso, col pretesto di narrare di un gruppo di ragazzi che viaggiano nel tempo e cercano di modificare la storia. Il resto degli anni 70 non sono un periodo molto produttivo, nel quale Burroughs si concentra essenzialmente su saggi e storie brevi; nel 1974 rientra a New York, dove Ginsberg gli ha trovato un incarico di insegnante.
All'inizio degli anni 80, Burroughs va a vivere in Kansas dove resta fino alla fine. In questo decennio scrive e pubblica un nuovo ciclo di romanzi destinato a chiudere la sua produzione con rinnovata importanza letteraria: la trilogia della Notte Rossa.