23 novembre 2014

JOE HILL: NOS4A2

https://www.amazon.it/NOS4A2-Ritorno-Christmasland-Joe-Hill/dp/8820054825/ref=as_sl_pc_tf_til?tag=malcolm07-21&linkCode=w00&linkId=b51e74bf77f7fc7a9cddf31d01d9947f&creativeASIN=8820054825

Per chi non lo sapesse, Joe Hill (nato Joe Hillstrom King) è figlio di Stephen King e ha iniziato la sua carriera di scrittore senza l'ingombrante cognome del padre. I suoi primi racconti e romanzi sono di genere prettamente horror e sono stati pubblicati senza che si conoscesse la vera identità del loro autore. Non che questo cambi le cose, ma è un gradito segno di onestà intellettuale. Con NOS4A2 Joe Hill ha raggiunto una maggior popolarità (anche dalle nostre parti) forse perché ha scritto il suo primo romanzo veramente sconvolgente, in senso positivo s'intende, la sua opera ad oggi più importante con la quale (tra l'altro) dà un piccolo contributo per mantenere vivo e pulsante il macro-universo creato dal padre in oltre 40 anni di romanzi.
Mi spiego meglio: chi legge King sa che molti dei suoi romanzi possono essere visti come parte di un quadro più grande, un multiverso cheha il suo perno nel ciclo La Torre Nera. Questo romanzo di Joe Hill narra di un rapitore di bambini, Charlie Manx, che in realtà possiede un segreto molto più diabolico e devastante di quanto sembri all'inizio. È un “vampiro psichico” in grado di viaggiare sulle “altre strade” e raggiungere dei luoghi appena al di là della nostra realtà. Hill cita apertamente il Medio-Mondo (luogo centrale nelle vicende della Torre Nera), il Vero Nodo (un gruppo di succhiaemozioni di cui parla King nel recente Doctor Sleep) e certi poteri mentali che i Fedeli Lettori conoscono molto bene.

16 novembre 2014

COUNTING CROWS 2014: SOMEWHERE UNDER WONDERLAND

 
Dopo 6 anni da Saturday Nights & Sunday Mornings, i Counting Crows pubblicano il loro 6° album di inediti dal titolo Somewhere Under Wonderland. Questa band, a mio avviso, non ha sbagliato mai un colpo, dosando i dischi con parsimonia e azzeccandoli tutti, peraltro diversi l’uno dall’altro. L’evoluzione musicale e lirica li ha portati a una vetta molto alta con il precedente lavoro, che era insieme una summa e una rivisitazione del loro stile e dei temi più tipici trattati da Adam Duritz sin dai tempi di August And EverythingAfter. Talmente alta che il nuovo album non avrebbe potuto eguagliarla: questo lo avevo messo in conto. Che fosse però il punto più basso nella loro discografia, questo non me lo aspettavo.