21 gennaio 2015

KEROUAC: VISIONI DI CODY

 
Neal Cassady (Cody) e Jack Kerouac

“Ora intendo interessarmi a queste cose, per tutta la vita, allo scopo di sentirmi realmente coinvolto, come uomo […] intendo parlare di queste cose con la gente – ma credo che la cosa principale resterà pur sempre questo monologo interiore che dura tutta la vita incominciato nella mente mia – contemplazione che dura quanto la vita”.
Jack Kerouac, Visioni di Cody

Sono tre le pietre miliari del “periodo d'oro” di Jack Kerouac, lanciato come un treno in corsa, profondamente immerso nel suo nuovo stile di scrittura, la prosa spontanea, liberatorio, rappresentativo finalmente dell'autenticità e del sentimento con cui vive, da una parte, i viaggi in giro per l'America e, dall'altra, le meditazioni casalinghe. Questi tre capisaldi sono Sulla strada, Visioni di Cody e Dottor Sax. Il periodo di fine anni 40 e primi anni 50 è così creativo che Jack, mentre lavora ai primi due, riempie molti taccuini con le basi di quella che poi diventerà la sua opera più visionaria incentrata sull'infanzia (Dottor Sax appunto).
Anche Visioni di Cody nasce dall'alcol, dalla marijuana e dalla benzedrina: torrenti di parole, dialoghi e monologhi, immagini coerenti e sconnesse, realtà e finzione. Ma ben più degli altri due, è un massiccio, selvaggio, allucinante ammasso di testi che si spinge molto oltre i confini del “libro di senso compiuto”. Non parliamo poi di romanzo! Scritto nell'arco di poco tempo (specie se confrontato con le tribolate gestazioni degli altri), suddiviso in tre parti, lungo oltre 500 pagine densamente scritte, Visioni di Cody è incentrato completamente sulla figura di Neal Cassady, simbolo di “eroismo di strada”. È grazie alle lettere di Neal che Jack fa suo lo stile stream of consciousness, dando forma alla prosa spontanea.

13 gennaio 2015

KEROUAC: DOTTOR SAX


 
Come altre opere di Kerouac a cavallo tra gli anni 40 e 50 (Sulla strada, Visioni di Cody), Dottor Sax possiede le tre caratteristiche che lo rendono un'opera fondamentale. Primo, è un testo visionario prodotto con l'ausilio di droghe; secondo, la sua genesi è lunga e complessa; terzo, si colloca nel periodo della maturità letteraria, ovvero nel momento in cui lo scrittore ha intrapreso la via della prosa spontanea. Come se non bastasse, lo stesso Jack lo ha definito spesso il suo romanzo migliore.
La lettura richiede una certa apertura mentale, essendo un testo visionario, ma d'altra parte si viene trascinati subito in un vortice che è difficile abbandonare. Per quanto possa sembrare difficile rispetto a un romanzo tradizionale, una volta tuffato e acclimatato il lettore vuole restare in acqua. Le visioni immaginarie e il passato dello scrittore (la famiglia, gli amici, la scuola, la vita a Lowell) si intrecciano in modo sublime; il libro è in effetti il racconto storpiato e fantasioso dell'infanzia di Jack Duluoz (il suo alter-ego; Duluoz in franco-canadese significa “pidocchio”). A lettura conclusa, Dottor Sax non è facile da ricordare in modo vivido: ciò che resta sono per lo più sensazioni e immagini, che sono esattamente l'intento dell'autore. La prosa spontanea è al massimo della forma, e le duecento pagine circa non sono comunque una fatica lunga. In questo senso il libro è molto più abbordabile di Visioni di Cody e, volendo fare un parallelo, Dottor Sax si accosta come potenza e stile a Visioni di Gerard, romanzo che seguirà a breve, la cui atmosfera sarà molto simile in quanto anche lì Jack tratterà della propria infanzia a Lowell.

5 gennaio 2015

KEROUAC: BELLA BIONDA E ALTRE STORIE



Bella bionda e altre storie è una delle più interessanti raccolte postume di Kerouac, uscita per la prima volta nel 1993. I testi qui presenti vengono composti in momenti disparati e risultano quindi diversissimi tra loro. Vengono suddivisi per temi (Sulla strada, Sulla scrittura, Osservazioni, Sullo sport, Le ultime parole) che si possono leggere in qualsiasi ordine. Il Kerouac che conosciamo per le storie personali di viaggio e amicizia lo ritroviamo soprattutto nella prima sezione, forse la migliore e la più commovente, che contiene episodi di metà anni 50. I testi sulla musica e lo sport ricordano invece il materiale amatoriale come quello raccolto in Diario di uno scrittore affamato.
Il testo più particolare è cityCityCITY, con il quale sembra che Kerouac voglia omaggiare William Burroughs, fornendo la sua personale visione della distopia pseudo-fantascientifica nella quale il grande visionario beat è solito sguazzare. In questo racconto descrive una megalopoli ipertecnologica dove le personalità sono ridotte a zero: un cugino allucinato dei Mondi Nuovi di Huxley e Orwell. Ecco come Jack, nella sua corrispondenza, racconta di questo singolare tentativo che nasce dapprima come idea per un romanzo.