20 febbraio 2016

PHILIP K. DICK (PT.3): RELAZIONI IMMORALI


Redenzione Immorale (1955, uscito l'anno dopo) rappresenta il caso di un'opera piuttosto sconosciuta e tralasciata in favore di altre, che però ha il pregio di essere di grande significato. Se Lotteria dello Spazio ed E Jones creò il mondo erano un tantino disequilibrati, mentre Occhio nel Cielo era episodico, questo è forse il primo romanzo di ottima costruzione. I temi che affronta sono molto cari a Dick: già dopo quattro libri ne iniziamo a vedere la ricorrenza e, via via, la loro crescente efficacia. Il protagonista è il direttore di un'importante agenzia con il ruolo di definire le regole etiche che la società deve seguire (chiamate “scenari”). Egli ha una doppia vita: quando esce dall'ufficio ha l'impulso di vandalizzare statue, lasciarsi andare ad atteggiamenti amorali e farsi tentare da altre donne. I sospetti su di lui saranno sempre di più: dovrà fuggire per salvarsi dalla persecuzione, o assumere pubblicamente il suo ruolo di “guida” ribelle? 
Nel contesto c'è tutto: la restrizioni etiche e morali di una società rigida, i meccanismi di controllo orwelliani (insetti-spia robotici chiamati balilla), il rifiuto e la fuga da essi, il rapporto coniugale ed extraconiugale. Ci sono gli scenari di Atto di Forza, Blade Runner e Minority Report (tre film tratti da altrettante opere di Dick). Redenzione Immorale, finora, è il testo più didattico di Dick, forte sostenitore di assoluta libertà e tolleranza e feroce critico della rigidità politico-sociale dell'America dei suoi tempi. A questo si aggiunge una narrazione fluida, che utilizza molti dialoghi e scene cardine, coinvolgendo il lettore fino alla fine, senza nessuna pesantezza e con momenti di grande intensità e poesia.
"Le chiome ondeggianti degli alberi. La vista del cielo buio quando si era ritrovato a boccheggiare disteso sul dorso; le nuvole gli erano parse simulacri di materia messi lì per contrastare le tenebre. E lui, disteso in terra, a braccia aperte, intento a ingurgitare stelle."
Pagella: idee alla base ***** ;  sviluppo ****½ ;  consigliato *****


Opera non di genere bensì mainstream, Il Cerchio del Robot (scritto nel 1956 e pubblicato postumo nel 1988) è la storia delle vicissitudini di due coppie, Jim/Pat e Art/Rachel, che si trasformano in Jim/Rachel e Art/Pat, per poi tornare sui loro passi rinnegando gran parte della loro esistenza. Art e Rachel sono giovani, timidi e troppo presto messi a confronto con l'arrivo di figli e il concetto di famiglia. Jim e Pat sono navigati, sposati poi separati, con vizi e crisi di carriera (Jim è uno speaker radiofonico che boicotta la lettura di uno spot pubblicitario e per questo viene sospeso dal lavoro; Art è quello che oggi definiremmo un nerd, appassionato di sci-fi e assetato di sesso).
Similmente alla narrativa beat degli anni 50 (che condivide con questo romanzo la città di San Francisco, cuore della letteratura alternativa del periodo), la trama cede il posto alle vicende quotidiane dei personaggi, al loro intrecciarsi, alle loro crisi e ai loro equilibri. Sono i dialoghi brillanti e continui a renderlo un'opera autentica e incalzante da cui trapelano le traversie private dell'autore. Prima di essere un libro di Dick, è un esempio di come condurre un romanzo basato sul far parlare i personaggi, come una piece teatrale. Le difficili e intricate relazioni sessuali, il variopinto contesto culturale dell'America degli anni 50 tra nuovi stimoli di libertà e vecchie mentalità repressive, sono il perno della narrativa mainstream di Dick, che trovano anche terreno molto fertile nelle sue visioni estremizzate e fantascientifiche. Ma qui l'alienazione verso una modernità incomprensibile (che crea degli automi, ed è a questo che si riferisce il titolo italiano) trapela dalla pura essenza dei personaggi, dal loro usare la parola. È un'opera straordinaria da questo punto di vista, più compiuta e matura di Mary e il Gigante, e talmente agli antipodi rispetto a opere costruite puramente sulla trama, come Lotteria dello Spazio, che pare incredibile che l'autore sia lo stesso.
Pagella: idee alla base ***;  sviluppo ****½ ;  consigliato ****

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