23 marzo 2016

ALCUNE VALIDE RAGIONI PER DIRE NO A IL TRONO DI SPADE


Spinto da grande curiosità e dalla solita tenacia del lettore accanito – nonché da quella sensazione di pregustare un'opera che sarà, per forza di cose, straordinaria come appare – tempo fa ho aperto il tomo primo di Il Trono di Spade. (Nato in origine come Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, prima della serie televisiva che lo ha portato alla celebrità.) Soddisfatto ma un po' confuso, dopo un po' ho deciso di andare avanti con il secondo. Ne sono uscito con sensazioni di pesantezza e amnesia. Poi, quando mi sono chiesto se dovevo darmi al terzo oppure no, ho deciso per il no.
Trovo che vi siano ottimi motivi per lasciar perdere questa saga risparmiando il tantissimo tempo che la sua lettura richiede e usandolo per numerosi altri libri. La saga non è priva di meriti e Martin è di certo un capace narratore. Anche La Ricerca del Tempo Perduto e Proust sono opera e autore meritevoli, ma non per questo li leggerò: vanno troppo oltre, in tutto, soprattutto nella lunghezza. Superano quel limite che diventa essenziale se si vuole trarre da un libro una certa indelebile sensazione, o ricordo, o insegnamento. Superato quel limite ci si stanca e basta, si esce con il cervello che chiede: cos'è successo? Questa è solo una mia opinione, ben inteso, ma come lettore che ha letto di tutto e arriva quasi sempre alla fine (persino del ciclo di prequel a Dune, un'altra recente esperienza dimenticabile), vi dirò quali sono le mie ragioni. Ho scelto di abbandonare il Trono per darmi, invece, a opere di Martin di cui posso vedere il confine, come i racconti, o la serie a collage di Wild Cards che mi incuriosisce parecchio.

10 marzo 2016

PHILIP K. DICK (PT.4): MONDI E TEMPI FUORI POSTO


Storia di una coppia in crisi durante il periodo post-bellico, In questo piccolo mondo è un altro tentativo di raccontare un panorama sociale critico, negativo, distopico, inscritto però in un momento reale della storia dell'America. Roger perde il lavoro quando le fabbriche dedicate agli armamenti chiudono, nel secondo dopoguerra. Non riesce a credere ai valori in cui credono gli altri, non riesce ad agire per il bene di se stesso e della famiglia: è un uomo confuso, arrabbiato, orgoglioso, alla ricerca di qualcosa che la realtà in cui vive non può offrirgli.
Pur essendo lodevole nell'idea e tratteggiato molto bene, il romanzo (scritto nel 1957 per essere pubblicato postumo) fatica un po' a coinvolgere, vuoi per i limiti offerti dal contesto, vuoi per personaggi in qualche modo meno singolari rispetto ai precedenti, vuoi per la struttura a flashback che (nella prima parte sopratutto) alterna il prima e il dopo e non permette quel ritmo incalzante fatto di parole e azioni che caratterizzava Il Cerchio del Robot e Mary e il Gigante.

2 marzo 2016

7 ANNI DI BEATBLOG (IN REGALO: REVISIONE DEL VECCHIO MATERIALE)

Il 2 marzo 2009 inserivo il primo, breve post su BeatBlog. In 7 anni i contenuti si sono ampliati parecchio ma la costante è rimasta la stessa: il blog è un contenitore per i miei interessi (almeno quelli letterari e musicali). Possono procedere in modo discontinuo, curvilineo, bizzarro, ma procedono. E la scrittura con gli anni è migliorata. Sono ancora dell'idea che condividere sia cosa buona e giusta e qualche lettore possa trarre beneficio dalle informazioni e dalle opinioni che legge qui. Quello che scrissi a proposito di perché avere un blog, in occasione del 2° anniversario, è ancora valido.
Non sono stato con le mani in mano: negli ultimi giorni ho rimesso mano a (quasi) tutto il materiale pubblicato nel passato, eliminando alcune cose obsolete (altre per scelta, altre perché sono state ripubblicate su altri siti), ma soprattutto migliorando i testi. Come dicevo, la scrittura si è evoluta (certe cose scritte nei primi tempi mi hanno fatto ridere... di solito è un buon segno) e l'intero corpus aveva bisogno di un pit-stop in officina per la revisione. Vi invito quindi a rileggere gli approfondimenti su James Ballard, Clifford Simak e altri. Questo è il mio regalo per le 7 candeline di BeatBlog.
Pensando invece di rinnovare la veste grafica, mi sono detto che, invece, va benissimo così. Mi piace. Beat al punto giusto, leggibile e riposante. Non la cambierò.
Prima di andare, non dimenticatevi di questo:

http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss/275-2537622-6355616?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=matteo+barbieri+era+dissonanza

Ai lettori dico grazie-sai. Lunghi giorni e piacevoli notti su BeatBlog.
Matt B