30 maggio 2016

MAREA (RACCONTO)

Voglio condividere qui un mio racconto breve dal titolo Marea, incluso nella raccolta di racconti (ancora inedita) con cui mi sono classificato tra i finalisti del premio Mario dell'Arco 2016 (XX edizione). Nella sua versione originale, più spartana, questo racconto venne scelto nell'ormai lontano 2008 dallo scrittore Gordiano Lupi per essere inserito sulla rivista web Tellus Folio - Nuovi Narratori Italiani. (Se aprite il link, vi prego non fate caso alla mia foto.)
Marea nacque nell'ancor più lontano (ahime!) agosto 2005 direttamente da un sogno. I sogni sono una fonte di ispirazione molto comune per gli scrittori (specie in giovane età, e specie quelli che si cimentano con il fantastico). Sebbene abbia cessato di rifarmi ai sogni per i miei testi da diverso tempo, questi primi lavori, che mi oggi mi sembrano (com'è giusto che sia) un po' naif e grossolani, racchiudono uno spirito e un'emozione che raramente avverto nei testi successivi. Qui c'è davvero tutto ciò per cui, nel 2005, respiravo e vivevo quotidianamente, spontaneo e autentico: nulla di calcolato o previsto in alcun modo.
Di recente, ho rivisto il racconto rendendo più forte il messaggio di cui volevo fosse portatore (attenzione: spoiler!): ovvero che la paura, rappresentata qui come una grande onda, sia un fattore essenziale che ci permette di varcare nuove frontiere e tagliare traguardi altrimenti irraggiungibili. Nella prima versione questo messaggio non emergeva: eppure, nel sogno la paura era di certo presente. Quando ho riletto il racconto il suo significato era questo, chiaro e lampante. Ho ripreso a scolpire perché venisse alla luce.
MB

L'oceano Atlantico visto dalla costa cantabrica (Spagna). Foto dell'autore, 2007

15 maggio 2016

KING: IL BAZAR DEI BRUTTI SOGNI (2015), CONSOLIDARE LA TRADIZIONE SENZA SMETTERE DI SORPRENDERE


Dopo la ricca e diversificata produzione di romanzi dell'ultimo decennio, Il bazar dei brutti sogni raccoglie una ventina di racconti brevi scritti in anni recenti (in molti casi pubblicati su riviste) ed è la prima antologia di questo tipo dopo Tutto è fatidico del 2002.
Che King abbia sempre brillato per i romanzi non è un segreto, tuttavia abbiamo assistito a una piacevole evoluzione della sua narrativa breve: è nata affondando le radici nell'horror (raccolte come Scheletri, A volte ritornano e Incubi e deliri) per poi trasformarsi in una narrativa che mescola e scherza con i generi ma che rimane, nella sua sostanza, narrativa contemporanea senza genere (Tutto è fatidico e il presente Bazar). E anche i racconti che ancora insistono con le fascinazioni gotiche (per esempio “La Duna” e “Il bambino cattivo”) hanno una pienezza e uno spessore soprattutto nei personaggi (un vero e proprio trademark kinghiano), che il risvolto horror diventa più che altro un modo sagace e divertente per mettere la parola fine al racconto prima che la narrazione prosegua e prenda ancor più vita divenendo un romanzo. Racconti del genere sono qualitativamente alti e neanche paragonabili alla maggior parte di quelli della prima fase kinghiana.

3 maggio 2016

BALLARD - XII - I MIRACOLI DELLA VITA (PT.2)

Estratti dall'autobiografia di James G. Ballard, I miracoli della vita (Feltrinelli)
Seconda parte

Quando La mostra delle atrocità venne pubblicato, nel 1970, io stavo già pensando a quello che sarebbe stato il mio primo romanzo “convenzionale” dopo cinque anni. Riflettei molto intensamente sulla costellazione di idee che sarebbero poi entrate a far parte di Crash, molte delle quali erano state già esplorate in La mostra delle atrocità, ma in qualche modo mascherate all'interno della narrazione frammentata. Crash sarebbe stato una carica frontale, a testa bassa, un attacco aperto contro tutte le convenzioni e i luoghi comuni sulla nostra ripugnanza nei confronti della violenza in generale e della violenza sessuale in particolare. Noi esseri umani, ne ero sicuro, abbiamo un immaginario molto più cupo di quanto ci piaccia pensare. […] In Crash proponevo apertamente una forte connessione fra la sessualità e l'incidente automobilistico, una fusione che avveniva all'insegna del culto della celebrità. Mi sembrava ovvio che le morti di persone famose in incidenti d'auto avessero una risonanza molto più profonda […]. Mi venne in mente che avrei potuto sottoporre a verifica la mia ipotesi […].