20 maggio 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.1)


E' giunto il momento di tornare a parlare di Stephen King, in quello che si appresta a essere un anno dedicato al Re (con due importanti film in uscita al cinema, La torre nera e IT; due serie tv, The Mist e Mr. Mercedes; due romanzi, Gwendy Button Box e Sleeping Beauties; più varie altre cose). 
Da tempo prevedevo la pubblicazione del lavoro maniacale che ho svolto negli anni passati per riunire buona parte (dire tutti sarebbe presuntuoso) degli indizi che collegano insieme le opere di King. Avevo perfezionato il lavoro un paio d'anni fa quando stavo preparando il mio saggio Il signore delle Torri, poi pubblicato su Stephen King: L'altra metà oscura (un volume curato da Lorenzo Ricciardi). Ma alla fine è rimasto inedito e chiuso in un cassetto (o meglio, nella cartella Documenti del mio pc).
Quale momento migliore se non questo per darlo in pasto ai Fedeli Lettori italiani che mi leggono e che sanno di cosa stiamo parlando? Intendo dire, conoscono bene l'importanza quasi universitaria di questo argomento: la mitologia creata a King, un vero e proprio universo di luoghi, personaggi e storie, non è banale né semplice da esplorare. Spero che il lavoro fatto (che pubblicherò in più parti su BeatBlog con regolarità nelle prossime settimane) riesca a trasmettere bene questo concetto. 
Ovviamente non si può dire concluso, anzi è aperto ai suggerimenti: sono certo che vi sono molti altri indizi scovati da qualcun altro che si potrebbero aggiungere. Quelli che ho elencato non sono stati trovati tutti da me (che mostro sarei!), mi sono basato su varie fonti web internazionali. Nei commenti potete aggiungere qualsiasi cosa che mi sia sfuggita. L'elenco è aggiornato fino a Doctor Sleep (2013), pertanto non contempla romanzi e racconti pubblicati successivamente.
Enjoy!

15 maggio 2017

Pillole - GOTHAM: STAGIONE 3, EPISODI 1-13



Eccoci dunque alla stagione 3 di Gotham, serie che racconta le origini dei buoni e (soprattutto) dei cattivi dell'universo di Batman.
La terza stagione, nei suoi primi 10 episodi, procede sugli stessi passi della precedente e commette gli stessi errori. Finora non si è ancora visto uno sviluppo davvero interessante in nemmeno uno dei cattivi. Anzi, quelli che finora erano i più promettenti, cioè Pinguino e Nygma, sono scesi nel ridicolo (siamo al punto in cui il Pinguino viene dapprima eletto a sindaco, poi si prende una cotta gay per Nygma e toglie di mezzo la sua ragazza... Ma stiamo scherzando?!). Appaiono e scompaiono, oppure restano senza molto da fare, alcuni antagonisti minori: l'illusionista Jervis (sul cui operato si basa l'arco narrativo della prima parte della serie), Poison Ivy, l'apparente ritorno di Fish Mooney, di Carmine Falcone, e suo figlio Mario.

10 maggio 2017

Pillole - I SEGRETI DI TWIN PEAKS: SERIE CLASSICA

Premessa: cosa sono le Pillole.
Dato che sono sempre stato un divoratore di film e, in anni recenti, di serie tv (sì, lo so, come tutti) ho pensato di inserire ogni tanto qualche breve post di commento sulle cose più interessanti (o sulle cose peggiori!) che mi capita di guardare. In fondo perché non fare più audience, visto che le serie tv vanno di moda? :)
Da dove cominciare se non dalla Serie Numero Uno in assoluto? O almeno, di sicuro #1 per me? Serie che, neanche a farlo apposta, a giorni ritorna con una nuova stagione che si attendeva da ben 25 anni... Tutto sembra suggerirmi di parlarne, così ecco qui. Enjoy.
MB

1 maggio 2017

JACK KEROUAC: IL ROMANZO DI UNA VITA


«Intendo parlare di queste cose con la gente – ma credo che la cosa principale resterà pur sempre questo monologo interiore che dura tutta la vita incominciato nella mente mia.»
Jack Kerouac


Quando ho aperto BeatBlog2, nel 2009, pensavo di dedicarlo unicamente alla letteratura e all'arte Beat. (Ho capito subito che non sarebbe andata così, scrivendo poi di tanti altri generi, autori e forme artistiche.) Avevo in progetto di dedicare molto spazio a Jack Kerouac, un autore di cui mi sono appassionato all'epoca delle scuole superiori e che mi ha accompagnato per tutti gli anni a seguire fino a oggi (grazie ai suoi numerosi libri). Questo progetto l'ho mantenuto vivo, sebbene non sempre in modo costante come avrei voluto (quando ho iniziato contavo di concluderlo in un paio d'anni al massimo... ne sono passati otto!). Qualche mese fa ne ho ripreso in mano le redini, dato che le mie letture erano quasi complete, e ho deciso di portarlo avanti fino alla fine, senza altre interruzioni.

24 aprile 2017

KEROUAC: ELENCO NOMI REALI E ALIAS (pt.2)



Natalie Jackson (un'altra delle donne con cui Neal Cassady ebbe una relazione, morta suicida).
Libro dei sogni – Rosemarie
Angeli della desolazione – Rosemarie
Big Sur – Rosemarie
I vagabondi del Dharma – Rosie Buchanan

Frank Jeffries (amico di Kerouac a Denver che viaggiò insieme a lui e Cassady verso Città del Messico).
Sulla strada – Sam Shepard
Visioni di Cody – Dave Sherman
Libro dei sogni – Dave Sherman
Libro degli schizzi – Frank Jeff

18 aprile 2017

KEROUAC: ELENCO NOMI REALI E ALIAS (pt.1)

Com'è noto, nei suoi libri Jack Kerouac ha modificato i nomi reali delle persone, vicine e lontane, che hanno fatto parte della sua vita, utilizzando degli alias. Nel caso dei personaggi più ricorrenti e vicini allo scrittore, come gli amici scrittori della scena Beat, oltre ovviamente ai familiari, gli alias spesso sono stati mantenuti da romanzo a romanzo, o modificati solo in parte (William Burroughs, per esempio, figura spesso come Bull Hubbard o Bill Hubbard).
Ecco un elenco (in due parti) dei personaggi di maggior rilievo che appaiono nella Leggenda di Duluoz.

12 aprile 2017

KEROUAC: LA LEGGENDA DI DULUOZ, ORDINE DEGLI EVENTI



Secondo lo stesso Kerouac, i suoi libri dovrebbero leggersi come un'unica grande opera sulla vita e la leggenda di Duluoz, l'alter ego menzionato in molti romanzi (sebbene non sempre l'autore abbia utilizzato questo nome). Sulla falsariga di Proust e della sua Ricerca del tempo perduto, insomma. È su questo proposito, senza dubbio legittimo data la natura autobiografica di tutti i testi di Kerouac, che mi sono basato per scrivere queste impressioni sul suo “romanzo di una vita”.
Esiste un volume antologico intitolato La leggenda di Duluoz, edito da Mondadori, che rappresenta un tentativo di creare un mosaico a senso compiuto attraverso estratti di romanzi diversi (Sulla strada, Dottor Sax, Maggie Cassidy, Angeli della desolazione, I vagabondi del Dharma, Big Sur e altri), da leggersi come capitoli di un unico romanzo. Il risultato è gradevole ma, ovviamente, opinabile: sembra piuttosto un greatest hits selezionato di Kerouac (che comunque esclude molti altri testi che potrebbero essere definiti hits tanto quanto quelli presenti nel libro).
Non è questo che intendeva Jack, il quale piuttosto si immaginava (almeno, a mio parere) di fondere un libro con l'altro rispettando l'ordine cronologico degli eventi, smembrando i romanzi e le antologie dove necessario, ma senza tralasciare alcun episodio o pagina.

2 aprile 2017

KEROUAC: UN MONDO BATTUTO DAL VENTO - I DIARI



Selezionati e raccolti dallo storico Douglas Brinkley, i diari che costituiscono questo volume coprono 7 anni, dal 1947 al 1954, e si focalizzano su due momenti cruciali nel cammino di Jack Kerouac come scrittore e (forse soprattutto) come uomo: la stesura di La città e la metropoli, il romanzo con cui nel 1950 diventerà un autore pubblicato, e quella di Sulla strada, l'opera che nel 1957 lo renderà un'icona americana e controculturale. Intervallate a queste due, ci sono anche menzioni del lavoro germinale che Jack svolge nello stesso periodo per Dottor Sax e Visioni di Cody.
Nella prima parte di Un mondo battuto dal vento si respira la motivazione che spinge il giovane Jack (poco più che 25enne) a voler ricalcare le orme dei suoi padri letterari, come Wolfe, Mann e Saroyan, nello scrivere un'opera impegnata, maestosa, formativa, densa di religiosità. Nella seconda parte assistiamo “in diretta” alla prorompente gestazione della sua opera più famosa, che alla leggenda della sua nascita istantanea contrappone invece la reale, lunga storia di riscritture, come abbiamo già visto parlando del rotolo originale di On The Road (pubblicato di recente).

26 marzo 2017

KEROUAC: LA CITTA' E LA METROPOLI



La città e la metropoli, il famoso romanzo con cui Jack Kerouac esordisce nel mondo editoriale, ha una gestazione travagliata. Siamo nel luglio del 1945: Jack (sposatosi l'anno prima con Edie Parker, la sua prima moglie) vive stabilmente a New York insieme ai genitori, si tiene occupato con lavori saltuari, frequenta la scena del Village e ha già dato prova delle sue intenzioni letterarie con una serie di testi, diari, romanzi germinali, tutti più o meno interessanti (tra cui spiccano Il mare è mio fratello, Orfeo emerso, E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, quest'ultimo scritto insieme a Burroughs).
Dopo che al padre viene diagnosticato un cancro, Jack si fa carico di accudirlo passando gran parte del tempo a casa, dove continua a sperimentare l'uso della benzedrina per scrivere (conosciuta nell'ambito del Village in questi anni). È in tale contesto che inizia a concepire La città e la metropoli. In una lettera a Ginsberg racconta dello stile di scrittura con cui vuole realizzare un romanzo alla Thomas Wolfe. Dopo un ricovero in ospedale, a dicembre, per un attacco di tromboflebite alle gambe causata dal consumo di benzedrina, Jack prende appunti sulle sue idee, ma inizia veramente a scrivere il romanzo solo nell'estate del 1946 dopo la morte del padre.

19 marzo 2017

KEROUAC: PIC - STORIA DI UN VAGABONDO SULLA STRADA


L'ultimo romanzo su cui Jack lavora è Pic – Storia di un vagabondo sulla strada, che parla delle vicende di un bambino di colore e della sua famiglia. Anche questa è un'opera iniziata molti anni prima: in effetti si basa sulla primissima protoversione di Sulla strada, una cinquantina di pagine scritte nel 1948 quando ancora il romanzo non era il ritratto che conosciamo dei viaggi di Jack e Neal. Kerouac lavora a Pic anche durante l'estate del 1951 in North Carolina, a casa con la madre e la sorella, ispirata sia dall'ambiente che lo circondava che dai viaggi che continua a fare. Probabilmente è in questa occasione che il romanzo che conosciamo oggi inizia ad assumere la sua forma, ma anche stavolta lo scrittore lo abbandona. Da sempre attento a conservare i suoi taccuini, nel 1969 Jack lo riprende in mano e lo conclude in aprile, per consegnarlo all'editore proprio in ottobre, il mese della sua morte.

8 marzo 2017

KEROUAC: VANITA' DI DULUOZ


Sin dalla fine degli anni 50, Jack Kerouac entra in una crisi personale e creativa sempre più profonda, come abbiamo visto parlando di Big Sur e Satori a Parigi. Le cose si aggravano nell'autunno 1966 quando la madre viene colpita da un ictus e resta paralizzata. Jack decide di sposare Stella Sampas, sorella di un vecchio amico di Lowell, perché lei possa accudire la madre. Poco dopo si trasferiscono a Lowell, dove tutto è cominciato. In queste circostanze, perennemente ubriaco, Jack non scrive più molto ma rielabora materiale precedente, stimolato dalla città in cui è vissuto vent'anni prima. Nel marzo del 1967 riprende in mano un manoscritto iniziato in Florida anni prima, Vanità di Duluoz, ed entro giugno lo porta a termine. Secondo Jack, Vanità di Duluoz è uno dei suoi libri più riusciti, scritto con uno stile moderato in grado di trasmettere l'essenza degli anni raccontati e la loro diversità con quanto avvenuto in seguito. In effetti, proprio per questo è la più interessante tra le ultime opere, anche in forza del momento di reminiscenza e, ovviamente, del materiale antecedente su cui il romanzo è basato, scritto in giorni di maggior lucidità ed entusiasmo.

25 febbraio 2017

KEROUAC: SATORI A PARIGI


Tra il 1964 e il 1965 Jack vive tra Northport (in una nuova casa insieme alla madre), New York  (dove scappa per allontanarsi dalla quiete domestica quando questa si fa insopportabile) e la Florida (a casa della sorella Carolyn, detta Nin). Quest'ultima viene prematuramente a mancare nel settembre 1964, ma la famiglia rimane in Florida. Nell'estate 1965 per Jack la situazione è troppo pesante da sopportare. Il suo declino psico-fisico, legato alla sua vita inconcludente, a risposte che non trova, a una fama non gradita e all'abuso di alcol, è inesorabile. Coglie la proposta che gli fa l'editore Grove Press: cercare le sue origini bretoni con un viaggio in Francia, tutto pagato. Le cose non vanno come previsto: Jack si limita a trascorrere una decina di giorni tra Parigi e la Bretagna, tra alcol, prostitute e chiacchiere con chiunque incontri, per poi fare ritorno in Florida, dove mette insieme Satori a Parigi bevendo alcolici (cognac, dicono). Nel libro, della ricerca delle proprie origini non c'è nulla, in realtà; solo descrizioni del suo girovagare, dei francesi incontrati nei bar, le disquisizioni sui nomi bretoni, talvolta le incomprensioni verso questa cultura. Le impressioni che Jack raccoglie non dicono molto: l'intero, breve libro purtroppo è carente di contenuto e anche la forma è una pallida ombra dell'espressività dei testi precedenti.

15 febbraio 2017

KEROUAC: LIBRO DEGLI HAIKU



Trombone jazz,
Tende che si muovono,
Pioggia di primavera.

Questa antologia raccoglie oltre 500 haiku, selezionati dagli oltre 1000 scritti da Jack Kerouac tra il 1956 e il 1966. Il 56 è l'anno in cui Jack conosce la poesia haiku giapponese grazie a Gary Snyder, poeta buddhista, figura chiave nel percorso che Jack compie verso questa religione nella seconda metà degli anni 50 (come ho già spiegato parlando di La scrittura dell'eternità dorata e Vecchio angelo mezzanotte). Negli haiku, Jack trova una forma di espressione congeniale non soltanto al suo pensiero guidato dal credo buddhista, ma più in generale alla sua necessità di esprimere sentimenti tramite immagini, soprattutto a proposito di persone e scenari naturali. Inutile dire che questa forma di poesia diventa subito fondamentale nella vita di Kerouac, che produrrà haiku per un decennio: lontani, dunque, dall'essere una parentesi di poco conto nella sua produzione (vari haiku sono contenuti anche in molti romanzi del periodo).

29 gennaio 2017

KEROUAC: BIG SUR



Nella fase tarda della produzione di Jack Kerouac, quella che segue progressivamente la sua decadenza come uomo e scrittore, Big Sur è l'opera più nota, sicuramente la migliore e comunque una delle più importanti in generale. Mai come in questo libro Kerouac sfrutta il paesaggio naturale per descrivere il suo stato d'animo: concepisce la natura come estensione di se stesso. E l'esercizio è (per fortuna) così ben riuscito da guadagnarsi un posto d'onore tra le opere più rappresentative della narrativa americana a tema wilderness, ovvero la relazione tra l'uomo e la natura, che riveste un ruolo sostanziale nelle arti (non solo letterarie) del Nuovo Mondo sin dal tempo della sua colonizzazione.
Il Kerouac di Big Sur è intriso di dubbio, comprensione, sofferenza e serenità: un inno alla contraddizione e alla ricerca, probabilmente. È anche ricco di magia, almeno per chi legge. Gli spaccati della vita a San Francisco si intervallano alle lunghe giornate trascorse nella baita di Big Sur. Jack è diviso, come è sempre stato, in due metà: quella che ambisce alla catarsi naturale e quella che vuole cedere ai vizi della vita metropolitana. A rendere il pensiero narrato così interessante, fluido, intimo, privo di quell'aneddotica presente in molti altri testi, è la consapevolezza che la natura sia il riflesso della mente. Una consapevolezza autentica, che sfiora la serenità, che deriva dal recente abbandono del credo buddhista e, di conseguenza, dalla ricerca impellente di una nuova fede, questa volta del tutto personale. Jack cerca le risposte esistenziali nella natura (ma anche, quando racconta delle serate mondane, nell'alcol). È il coronamento del discorso che ha iniziato in Angeli della desolazione, e si chiude con una poesia, Oceano, in cui Jack tenta di mettere per iscritto i suoni del Pacifico. La fede e l'iconografia rivolta alla natura hanno reso Big Sur anche un punto di riferimento letterario nella cultura hippie, di cui è stato precursore sotto molti aspetti.

13 gennaio 2017

KEROUAC: LIBRO DEI SOGNI



Tra le raccolte che mettono insieme materiale proveniente da periodi diversi della vita e della carriera di Jack Kerouac, il Libro dei sogni è una delle più significative, per una ragione molto semplice: è stato l'autore stesso a concepire e curare il volume prima della pubblicazione (avvenuta nel 1960), lavorandoci sopra per lungo tempo. L'obiettivo è dunque molto importante per l'autore: il libro è una raccolta esaustiva dei sogni che mostra come essi si intersechino con la vita reale, riflettendone molti aspetti, a cominciare dalle persone che vi compaiono.
Il lasso temporale coperto da Book Of Dreams è di ben 8 anni: dal 1952 al 60. Jack inizia a battere a macchina i taccuini nell'estate del 1954, a New York, nello stesso periodo in cui lavora a San Francisco Blues. Negli anni successivi prosegue a riempire taccuini scrivendo dei suoi sogni e un'altra sessione di battitura avviene all'inizio del 1956, in North Carolina a casa della sorella, nello stesso periodo in cui scrive Visioni di Gerard. È ancora al lavoro sul manoscritto nell'aprile 1960 mentre si trova a Long Island insieme alla madre. Quando poco dopo va a San Francisco da Lawrence Ferlinghetti (l'esperienza di quell'estate sarà raccontata in Big Sur), lo sottopone all'amico, scrittore ed editore, cominciando poi un lavoro di revisione al fine di pubblicare l'opera. Tra le modifiche, Jack decide di inserire i nomi già usati negli altri romanzi che hanno una corrispondenza con le persone reali.