9 ottobre 2017

JOE HILL: THE FIREMAN



The Fireman di Joe Hill, ovvero L'uomo del fuoco e L'isola della salvezza nell'infida manovra della Sperling per l'edizione italiana (suddivisa in due volumi e pertanto con costo doppio per il lettore), è un massiccio romanzo di quasi 800 pagine che rientra nel genere post-apocalittico. Una strana spora ha infettato gli esseri umani e il suo effetto è quello di provocare combustione spontanea, uccidendo i portatori infetti. L'infezione è incontrollabile, si diffonde nell'aria tramite la cenere e i fumi, e per questo l'umanità e la civiltà sono al collasso. L'infermiera Harper un brutto giorno scopre di essere infetta oltre che incinta. Suo marito, un fallito sotto molti fronti, impazzisce al punto di attentare alla sua vita. Così lei fugge e viene salvata da un uomo, “il pompiere” (il fireman del titolo), di nome John, piuttosto misterioso e in grado di controllare il fuoco che si annida sotto la sua pelle. Harper trova rifugio, grazie a John, presso una comunità nascosta in mezzo a una foresta, in un ex campeggio estivo. Qui gli infetti riescono a sopravvivere trasformando questa sorta di malattia in un potere che riescono a tenere a bada. Presto però la vita al campo si rivela molto meno rosea di quanto sembri all'inizio: più che una zona libera è una dittatura governata da malsane idee religiose. Poi, la distruzione del campo per mano delle squadre della morte a caccia di infetti, costringe Harper e John (e alcuni altri co-protagonisti) a un'ennesima fuga verso un destino incerto.

2 ottobre 2017

Pillole - LA NEBBIA (THE MIST) STAGIONE 1



Quando ho letto di una nuova serie tv tratta dal racconto La nebbia di Stephen King mi sono detto: che bisogno c'è di rifarlo, dopo l'ottimo film di Frank Darabont (The Mist, 2007)? Già il film andava più in là del breve racconto di King, perciò dov'è il materiale necessario a sostenere una serie tv? La risposta mi è sembrata ovvia: non nella penna di King, di cui è più semplice utilizzare il nome (possbilmente a caratteri belli grandi) e uno spunto, un'idea e dei personaggi da cui partire, per poi lasciare tutto all'inventiva degli sceneggiatori della serie.
Reduci dal disastro di Under The Dome, le sorti di The Mist erano annunciate sin dall'inizio. Da spartire con il materiale kinghiano c'è ben poco: la nebbia del titolo, ma non il suo "contenuto", e qualche nome tra i personaggi principali, ma non il loro carattere o la piega che prende la loro storia. Poco male, potremmo dire, se le idee di chi ha sviluppato la serie fossero state un minimo decenti, originali, interessanti, ma non lo sono, neanche per sbaglio. E' tutto orribile: i personaggi e le loro relazioni (stereotipati, da una parte politically-correct, dall'altra ambigui tanto per essere ambigui), la storia (si parla, si parla, si parla e non succede niente, la trama non prende decisioni se non all'inizio e alla fine), la messa in scena (atmosfera inesistente per non dire ridicola, a cominciare dalla nebbia digitale low-budget), i momenti di splatter (un po' di sangue, proiettili e bastonate qui e là) e di violenza emotiva (conformata al pubblico televisivo, quindi sottoforma di boriosi drammi familiari e adolescenziali).
Coinvolgimento zero: non è La Nebbia, questa è La Noia. Per fortuna in questi giorni è arrivata la notizia che non ci sarà una stagione 2.

24 settembre 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.11)


Racconti nell'antologia Quattro dopo mezzanotte (1990)


Il fotocane
- E' ambientato a Castle Rock, la città di La zona morta, Cujo, La metà oscura, Cose preziose, La storia di Lisey e in parte Mucchio d'ossa (e diversi racconti).
- Compaiono lo sceriffo Alan Pangborn (Cose preziose, La metà oscura e citato in Il gioco di Gerald) e Norris Ridgewick (Cose preziose, La storia di Lisey, Il gioco di Gerald).
- Pop Merrill e il suo emporio sono protagonisti di Cose preziose.
- Si parla del cane Cujo.
- Il concetto di dipinti o fotografie che cambiano appare anche nella saga della Torre Nera, in Rose Madder, Duma Key e nei racconti Il virus della strada va a nord e Cyclette.

I langolieri
- Viene nominata La Bottega (The Shop) di L'incendiaria, menzionata anche in L'ombra dello scorpione, Tommyknockers e nella novella La nebbia.
- L'aeroplano attraversa qualcosa di simile alle sottilità che appaiono nella Torre Nera. Inoltre, assistendo alla nascita del mondo il pilota parla di una bellissima rosa che si schiude.

Il poliziotto della biblioteca
- Ardelia è una creatura che si nutre di emozioni come It e Dandelo (La Torre Nera).
- Sam e Naomi appaiono anche in Cose preziose.
- Viene menzionato lo scrittore Paul Sheldon (Misery).

18 settembre 2017

Pillole - TWIN PEAKS: STAGIONE 3 EPISODI 11-18



La stagione evento si è conclusa dopo 18 episodi. Lynch, che ha preteso il controllo totale sul progetto, ci ha dato la sua visione di Twin Peaks a 25 anni di distanza dalla serie originale. In questo lungo tempo è cambiato tutto: la cinematografia di Lynch è molto diversa, le serie tv sono diverse, e anche i personaggi e la cittadina stessa, sulle montagne nello stato di Washington, è ben diversa. Surreale, lento, visionario, libero di molteplici interpretazioni non soltanto a livello visivo ma anche narrativo. E il finale aperto che ovviamente non volevamo, a meno di una quarta stagione che tuttavia non pare molto probabile.
Soffre un po' di eccessiva dispersione e lentezza nella parte centrale, come pure la vecchia serie. Avrei preferito che Cooper si svegliasse prima dal suo stato di ebetismo e che il ritmo degli ultimi tre o quattro episodi fosse distribuito anche su quelli precedenti, almeno nella seconda metà della serie. Come già avevo notato guardando la prima parte della stagione, quello che manca è la magia di un tempo, ciò che rendeva unico Twin Peaks: l'atmosfera rilassante e l'armonia naturale minacciate dalle forze del male, tematica cara alla tradizione americana. In questa serie evento ciò viene sacrificato in nome dell'oscurità, delle radiografie cerebrali dei personaggi che Lynch mette in scena al posto della realtà dei fatti "oggettiva". Un tratto, intendiamoci, che rende l'opera memorabile (come ogni altra opera di Lynch), ma che ci lascia la nostalgia del vero Twin Peaks, che in fondo non era un impero della mente* ma qualcosa di un po' più semplice e diretto (*riferimento a Inland Empire, l'ultimo lungometraggio di Lynch del 2006, elogio dell'assurdo).

10 settembre 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.10)


Racconti nell'antologia A volte ritornano (1978)


Jerusalem's Lot
- Ambientato a Salem's Lot prima degli eventi di Le notti di Salem; anche il racconto Il bicchiere della staffa vi ha luogo, e la cittadina è menzionata nella saga della Torre Nera, in Pet Sematary, La zona morta, Shining, Dolores Claiborne, L'acchiappasogni, Unico indizio la luna piena e nella novella Il corpo.

Il bicchiere della staffa
- Ambientato a Salem's Lot dopo gli eventi di Le notti di Salem; anche il racconto Jerusalem's Lot vi ha luogo, e la cittadina è menzionata nella saga della Torre Nera, in Pet Sematary, La zona morta, Shining, Dolores Claiborne, L'acchiappasogni, Unico indizio la luna piena e nella novella Il corpo.

Risacca notturna
- Il virus Captain Trips è quello di L'ombra dello scorpione, citato anche in La sfera del buio.

5 settembre 2017

Pillole - GOTHAM: STAGIONE 3 EPISODI 14-22

 

Eravamo rimasti (a metà stagione) a un cliffanger segnato dal ritorno di Jerome, il proto-Joker, e la sua gang di folli: giusto un paio di episodi e poi ci lasciamo indietro anche questa vicenda, per tornare alla questione del virus Tetch e agli altri volti noti dei cattivi. La seconda metà della stagione 3 di Gotham non regala quanto aspettato ma guadagna un po' di ritmo nel rimettere in gioco vari personaggi: la costellazione di cattivi si fa numerosa e imprevedibile, sebbene resti la sensazione di saperne ancora poco di loro (con le ovvie eccezioni di Pinguino ed Enigmista). Nel finale di stagione Bruce Wayne è vittima di un condizionamento che lo porta alla rivelazione: dovrà diventare il difensore di Gotham. Non indossa ancora il mantello, ma poco ci manca. In città le cose precipitano con la diffusione del virus e un cambio di alleanze nelle fazioni criminose. Alla fine si ricomincia da dove si era partiti: storie quotidiane di ordinaria follia per Gordon e la GCPD che fanno presagire a un nuovo inizio. 
La terza stagione non sfrutta il potenziale del materiale e dei personaggi che ha tra le mani: ci siamo divertiti, sì, ma non siamo del tutto soddisfatti. Perché gli sceneggiatori continuano a rigirare il mestolo in cerchio e assaggiare la zuppa ogni tanto, anziché cominciare a metterla in tavola?

Giudizio:

Leggi anche:
La Torre Nera, il film

21 agosto 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.9)



La storia di Lisey (2006)
- Lisey dice che i ricordi sembrano “eventi che accadono a un altro livello della grande torre del tempo”, con riferimento alla Torre Nera. Menziona inoltre un posto chiamato Gilead.
- Appare il numero 19 e le iniziali RD (Roland Deschain).
- Il protagonista, anche se defunto, è uno scrittore, come in Le notti di Salem, Mucchio d'ossa, It, Misery, Shining, La metà oscura, Desperation, Tommyknockers e diversi racconti (Il virus della strada va a nord, 1408, Il word-processor degli dei, La fine del gran casino, Dedica, L'ultimo caso di Umney, Area di sosta, Finestra segreta giardino segreto).
- L'esclamazione “Bool” appare anche in La sfera del buio e Blaze.
- Vengono menzionati i Territori, riferimento sia al romanzo Il talismano che alla saga della Torre (menzionati anche in The dome).
- E' ambientato a Castle Rock, come Cose preziose, La zona morta, La metà oscura, Cujo, La storia di Lisey e in parte Mucchio d'ossa (e diversi racconti).
- La frase a proposito dell'insanità mentale (parte di un poema scritto da King al college) appare anche in Shining, dove Jack si domanda chi possa averla scritta.

16 agosto 2017

Pillole - LA TORRE NERA, IL FILM



La Torre Nera non si pone come un adattamento dai romanzi di Stephen King ma un film basato su di essi, nel senso che da essi trae alcune situazioni e tre dei personaggi principali, sviluppando poi una storia diversa e ovviamente molto, molto, molto più semplice e immediata. Come film si lascia guardare e parte anche benino nella prima parte, che si dà il tempo di esplorare il contesto (sebbene l'ovvia velocità di una pellicola cinematografica di 90 minuti distrugga completamente l'atmosfera densa di mistero che King costruisce con mestiere rivelando progressivamente, nell'arco di centinaia e poi migliaia di pagine, il passato e il presente del MedioMondo e del pistolero) e dà tempo agli attori di dar sfoggio di una buona interpretazione nei ruoli, almeno nei volti e negli sguardi.
Peccato per il secondo tempo e soprattutto per il finale, che sembrano tagliare brutalmente il film come se nessuno, tra regista e sceneggiatori, abbia avuto la voglia di impegnarsi per concludere in modo interessante. I buoni vincono, il cattivo perde, e via che si va verso nuove avventure con battutina sul finale: sin dalla prima scena sappiamo che andrà così. D'accordo seguire l'iperbole del climax, ma stereotipare a questo livello... fa uscire dal cinema incazzati.

8 agosto 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.8)


La bambina che amava Tom Gordon (1999)
- Nelle referenze di copyright appare: “Lyrics from 'Gotta Get Next To Next You (Jus' Slip Me A Taste)' by Richie 'Records' Tozier”. È uno dei protagonisti di It.
- Viene menzionata Castle Rock (la città di La zona morta, Cujo, La metà oscura, Cose preziose, La storia di Lisey, in parte Mucchio d'ossa e di diversi racconti).
- L'orso che insegue Trisha è descritto come molto simile a Shardik della Torre Nera, viene ucciso con un colpo nello stesso punto, e infine Trisha vede un paio di batterie cadere sulla strada quando lo colpisce con la palla.

30 luglio 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.7)



Desperation (1996)
- E' il libro gemello di I vendicatori: i due libri presentano gli stessi personaggi ma con diversi ruoli.
- Tak è una creatura dello spazio tra gli universi, un “parente” di It. Il suo linguaggio somiglia alla lingua dei morti. A Tak, John si riferisce esplicitamente come It.
- I Can-Toi appaiono nell'ultima parte della saga della Torre Nera, e corrispondono agli Uomini Bassi (anche in Cuori in Atlantide, nel racconto Ur e sporadicamente in altre storie).
- Frasi e parole nella lingua di Tak (come “can de lach, mi him en tow”) appaiono nella saga e nel racconto Le piccole sorelle di Eluria.
- David Carver cammina per Bear Street e Bear Street Woods: bear (orso) rimanda a uno dei vettori della Torre Nera.
- Il predicatore che parla delle "bombe di Dio" riappare nella New York della Tet Corporation, nella saga della Torre.
- Mary incolpa il marito della sorella, Roger Finney, per la droga che trovano nel baule: le iniziali del nome e gli smiley sulla busta rimandano a Randall Flagg (Torre Nera, L'ombra dello scorpione, Gli occhi del drago e numerosi altri riferimenti).

26 luglio 2017

Pillole - TWIN PEAKS: STAGIONE 3 EPISODI 1-10



Difficile parlare di questa stagione di Twin Peaks: la trama è all'osso, giunti a metà serie ancora non si capisce quale direzione intenda prendere, mentre il surrealismo è alle stelle. L'episodio 8 è già leggendario nella filmografia di Lynch, ma non è per tutti. Dale Cooper in stato catatonico era grottescamente spassoso all'inizio, ma ora vorremmo un suo risveglio, vorremmo rivederlo sulle strade di Twin Peaks. La popolosa cittadina è quasi assente, trattata come un luogo onirico quanto la Loggia. Tuttavia una svolta negli episodi 9 e 10, a cui siamo arrivati, sembra preparare la cittadina, lo sceriffo Truman e l'intera serie a decollare (a livello di intreccio quanto meno). Vedremo se è giunto davvero il momento in cui i nodi vengano al pettine, come presagisce la signora del ceppo al termine del 3x10.

20 luglio 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.6)


Dolores Claiborne (1991)
- Inizialmente concepito insieme a Il gioco di Gerald come un unico romanzo in due parti intitolato “In the Path of the Eclipse” (Sul sentiero dell'eclisse).
- Sia qui che in Il gioco di Gerald ha ruolo l'eclissi di sole del 1963, e le due donne protagoniste hanno visioni l'una dell'altra.
- L'isola di Little Tall è la stessa di La tempesta del secolo.
- Viene nominato il carcere di Shawshank (Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank).
- La figlia di Dolores, Selena Claiborne, è la protagonista del racconto Parto in casa.
- Viene menzionata la città di Jerusalem's Lot, protagonista del racconto omonimo e di Il bicchiere della staffa, e del romanzo Le notti di Salem (ma citata anche in altri romanzi).


10 luglio 2017

Pillole - GOTHAM: STAGIONI 1 & 2


L'aspetto che ho trovato più interessante della serie tv Gotham quando è uscita la prima stagione, era il suo essere una vera e propria fiera del grottesco: le facce e l'interpretazione dei personaggi, quantomeno i cattivi (Pinguino, Nygma, Fish Mooney), valevano da sole la serie intera. Molto meno incisive erano le peripezie dei buoni, ovvero gli agenti della polizia di Gotham, per quanto la coppia Gordon-Bullock regalava i suoi momenti (imbarazzante invece la storia del piccolo Bruce Wayne, che per quanto mi riguarda poteva essere lasciata da parte).
Con la seconda stagione, che in teoria si concentra ancora di più sull'origine dei cattivi, hanno fatto la loro apparizione altri volti grotteschi (il dr. Hugo Strange nel bellissimo carcere-manicomio di Arkham, Victor Fries, Theo Galavan e persino un “prototipo” del Joker) ma i ritmi sono andati allentandosi e sono cresciuti un po' troppo i sentimentalismi nella parte dei buoni (gli amori e le difficoltà di Gordon e di Bruce talvolta si reggono a stento). Il risultato è che la serie ha perso un po' di mordente disperdendosi in tante direzioni e costituendosi di eventi episodici, troppo veloci e insignificanti per creare davvero la mitologia sull'origine dei cattivi che prometteva (con la sola eccezione, forse, della storia di Galavan, che però è meno interessante di un dr. Strange o di un Joker).

6 luglio 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.5)


Gli occhi del drago (1987) 
- Ambientato nell'universo di Roland, sorta di spin-off. In momenti diversi della saga della Torre Nera, Roland racconta di aver visto Thomas e Dannis inseguire Flagg; parla con Calvin Torre di suo nonno Alaric Deschain, del reame di Garlan (vicino a Delain) e di un drago. Nel racconto Le piccole sorelle di Eluria si dice che Delain è terra di bugiardi.
- L'antagonista è il mago Randall Flagg, il demone che appare anche nella saga della Torre Nera e in L'ombra dello scorpione. A un certo punto parla delle Pianure di Leng (riferimento a Lovecraft): le nomina anche Leland Gaunt in Cose preziose.
- Il personaggio di Rhiannon del Coos è analogo a quello di Rhea del Coos (La sfera del buio).

25 giugno 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.4)


Pet sematary (1983)
- Una scarpa di Gage Creed, investito dal camion, viene ritrovata dai protagonisti di Insomnia.
- Vengono menzionate Jerusalem's Lot (la cittadina di Le Notti di Salem e dei racconti Jerusalem's Lot e Il bicchiere della staffa) e Derry (la città di It, Insomnia, Mucchio d'ossa, 22/11/63 e L'acchiappasogni), entrambe menzionate anche in molti altri romanzi e racconti.
- Viene menzionato il cane Cujo di Castle Rock.
- Ludlow e la maledizione indiana sono menzionate in Tommyknockers; gli indiani Micmac sono menzionati anche in Cell.
- La frase “morto è meglio” compare anche in Duma Key.
- Alcuni elementi del romanzo si ritrovano in un racconto precedente, Il gatto del diavolo.

12 giugno 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.3)


La lunga marcia (1979)
- Ray vede una “figura scura” che lo incita a continuare, la quale rimanda forse a Randall Flagg (Torre Nera, L'ombra dello scorpione, Gli occhi del drago e numerosi altri riferimenti).
- La direzione della corsa è sud-ovest come uno dei Sentieri del Vettore della saga della Torre Nera.
- Un personaggio dal nome Ray Garraty viene menzionato in Mucchio d'ossa.


L'incendiaria (1980)
- Nella saga della Torre Nera, le persone con poteri psichici come Charlie sono chiamate Frangitori e vengono sfruttate dal Re Rosso per distruggere i Vettori. Altre figure di Frangitori sono Ted Brautigan (La Torre Nera, Cuori in Atlantide), Dinky Earnshow (Tutto è fatidico), John Smith (La zona morta), Carrie (Carrie), Danny Torrance (Shining e Doctor Sleep).
- “Char”, nel linguaggio della saga, vuol dire morte; Charlie è anche il nome del trenino “Charlie Ciu-Ciu” di Terre desolate.

31 maggio 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.2)


Ossessione (1977)
- L'insegnante Jean Underwood è parente di Larry Underwood di L'ombra dello scorpione.
- Torture, violenze e un personaggio chiamato “Pig Pen” sono presenti anche nel racconto Caino scatenato.


L'ombra dello scorpione (1978, 1990)
- La città di Topeka, sterminata dal virus Capitan Trips, appare nella saga della Torre Nera, tappa del viaggio dei pistoleri.
- Randall Flagg è uno dei personaggi (antagonisti) principali dell'universo kinghiano. Appare anche con altri nomi (quasi sempre con le iniziali R.F.) o epiteti; nella saga della Torre Nera assume molteplici incarnazioni. Tra i nomi: Richard Fry, Raymond Fiegler, Richard Fannin, Walter O'Dim, Marten Broadcloak.

26 maggio 2017

Pillole - TWIN PEAKS: STAGIONE 3, EPISODI 1-3



David Lynch riappare dopo una decina d'anni di assenza dagli schermi, e torna nella sua cittadina più famosa: Twin Peaks. La terza stagione parte dopo i fatidici 25 anni che Laura Palmer, alla fine della serie classica (1991), aveva anticipato all'agente Dale Cooper, dicendo che si sarebbero rivisti. L'agente dell'FBI, al termine di quella grande avventura televisiva durata 30 episodi, veniva impossessato da Bob, una sorta di demone che reincarna il lato più oscuro, tremendo e spietato che risiede in ciascuno di noi.
Nei primi tre episodi di Twin Peaks stagione 3, la serie più attesa dell'anno, assistiamo alla storia metafisica di Cooper: c'è un Cooper nella nostra realtà, brutale assassino, e un Cooper prigioniero della Loggia Nera. O almeno, questo è quello che sembra. Intanto iniziamo a girare per le strade di Twin Peaks e a incontrare alcuni dei vecchi personaggi che sembrano prepararsi al ritorno di qualcosa di oscuro e, probabilmente, dello stesso Dale Cooper.

20 maggio 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.1)


E' giunto il momento di tornare a parlare di Stephen King, in quello che si appresta a essere un anno dedicato al Re (con due importanti film in uscita al cinema, La torre nera e IT; due serie tv, The Mist e Mr. Mercedes; due romanzi, Gwendy Button Box e Sleeping Beauties; più varie altre cose). 
Da tempo prevedevo la pubblicazione del lavoro maniacale che ho svolto negli anni passati per riunire buona parte (dire tutti sarebbe presuntuoso) degli indizi che collegano insieme le opere di King. Avevo perfezionato il lavoro un paio d'anni fa quando stavo preparando il mio saggio Il signore delle Torri, poi pubblicato su Stephen King: L'altra metà oscura (un volume curato da Lorenzo Ricciardi). Ma alla fine è rimasto inedito e chiuso in un cassetto (o meglio, nella cartella Documenti del mio pc).
Quale momento migliore se non questo per darlo in pasto ai Fedeli Lettori italiani che mi leggono e che sanno di cosa stiamo parlando? Intendo dire, conoscono bene l'importanza quasi universitaria di questo argomento: la mitologia creata a King, un vero e proprio universo di luoghi, personaggi e storie, non è banale né semplice da esplorare. Spero che il lavoro fatto (che pubblicherò in più parti su BeatBlog con regolarità nelle prossime settimane) riesca a trasmettere bene questo concetto. 
Ovviamente non si può dire concluso, anzi è aperto ai suggerimenti: sono certo che vi sono molti altri indizi scovati da qualcun altro che si potrebbero aggiungere. Quelli che ho elencato non sono stati trovati tutti da me (che mostro sarei!), mi sono basato su varie fonti web internazionali. Nei commenti potete aggiungere qualsiasi cosa che mi sia sfuggita. L'elenco è aggiornato fino a Doctor Sleep (2013), pertanto non contempla romanzi e racconti pubblicati successivamente.
Enjoy!

15 maggio 2017

Pillole - GOTHAM: STAGIONE 3, EPISODI 1-13



Eccoci dunque alla stagione 3 di Gotham, serie che racconta le origini dei buoni e (soprattutto) dei cattivi dell'universo di Batman.
La terza stagione, nei suoi primi 10 episodi, procede sugli stessi passi della precedente e commette gli stessi errori. Finora non si è ancora visto uno sviluppo davvero interessante in nemmeno uno dei cattivi. Anzi, quelli che finora erano i più promettenti, cioè Pinguino e Nygma, sono scesi nel ridicolo (siamo al punto in cui il Pinguino viene dapprima eletto a sindaco, poi si prende una cotta gay per Nygma e toglie di mezzo la sua ragazza... Ma stiamo scherzando?!). Appaiono e scompaiono, oppure restano senza molto da fare, alcuni antagonisti minori: l'illusionista Jervis (sul cui operato si basa l'arco narrativo della prima parte della serie), Poison Ivy, l'apparente ritorno di Fish Mooney, di Carmine Falcone, e suo figlio Mario.

10 maggio 2017

Pillole - I SEGRETI DI TWIN PEAKS: SERIE CLASSICA

Premessa: cosa sono le Pillole.
Dato che sono sempre stato un divoratore di film e, in anni recenti, di serie tv (sì, lo so, come tutti) ho pensato di inserire ogni tanto qualche breve post di commento sulle cose più interessanti (o sulle cose peggiori!) che mi capita di guardare. In fondo perché non fare più audience, visto che le serie tv vanno di moda? :)
Da dove cominciare se non dalla Serie Numero Uno in assoluto? O almeno, di sicuro #1 per me? Serie che, neanche a farlo apposta, a giorni ritorna con una nuova stagione che si attendeva da ben 25 anni... Tutto sembra suggerirmi di parlarne, così ecco qui. Enjoy.
MB

1 maggio 2017

JACK KEROUAC: IL ROMANZO DI UNA VITA


«Intendo parlare di queste cose con la gente – ma credo che la cosa principale resterà pur sempre questo monologo interiore che dura tutta la vita incominciato nella mente mia.»
Jack Kerouac


Quando ho aperto BeatBlog2, nel 2009, pensavo di dedicarlo unicamente alla letteratura e all'arte Beat. (Ho capito subito che non sarebbe andata così, scrivendo poi di tanti altri generi, autori e forme artistiche.) Avevo in progetto di dedicare molto spazio a Jack Kerouac, un autore di cui mi sono appassionato all'epoca delle scuole superiori e che mi ha accompagnato per tutti gli anni a seguire fino a oggi (grazie ai suoi numerosi libri). Questo progetto l'ho mantenuto vivo, sebbene non sempre in modo costante come avrei voluto (quando ho iniziato contavo di concluderlo in un paio d'anni al massimo... ne sono passati otto!). Qualche mese fa ne ho ripreso in mano le redini, dato che le mie letture erano quasi complete, e ho deciso di portarlo avanti fino alla fine, senza altre interruzioni.

24 aprile 2017

KEROUAC: ELENCO NOMI REALI E ALIAS (pt.2)



Natalie Jackson (un'altra delle donne con cui Neal Cassady ebbe una relazione, morta suicida).
Libro dei sogni – Rosemarie
Angeli della desolazione – Rosemarie
Big Sur – Rosemarie
I vagabondi del Dharma – Rosie Buchanan

Frank Jeffries (amico di Kerouac a Denver che viaggiò insieme a lui e Cassady verso Città del Messico).
Sulla strada – Sam Shepard
Visioni di Cody – Dave Sherman
Libro dei sogni – Dave Sherman
Libro degli schizzi – Frank Jeff

18 aprile 2017

KEROUAC: ELENCO NOMI REALI E ALIAS (pt.1)

Com'è noto, nei suoi libri Jack Kerouac ha modificato i nomi reali delle persone, vicine e lontane, che hanno fatto parte della sua vita, utilizzando degli alias. Nel caso dei personaggi più ricorrenti e vicini allo scrittore, come gli amici scrittori della scena Beat, oltre ovviamente ai familiari, gli alias spesso sono stati mantenuti da romanzo a romanzo, o modificati solo in parte (William Burroughs, per esempio, figura spesso come Bull Hubbard o Bill Hubbard).
Ecco un elenco (in due parti) dei personaggi di maggior rilievo che appaiono nella Leggenda di Duluoz.

12 aprile 2017

KEROUAC: LA LEGGENDA DI DULUOZ, ORDINE DEGLI EVENTI



Secondo lo stesso Kerouac, i suoi libri dovrebbero leggersi come un'unica grande opera sulla vita e la leggenda di Duluoz, l'alter ego menzionato in molti romanzi (sebbene non sempre l'autore abbia utilizzato questo nome). Sulla falsariga di Proust e della sua Ricerca del tempo perduto, insomma. È su questo proposito, senza dubbio legittimo data la natura autobiografica di tutti i testi di Kerouac, che mi sono basato per scrivere queste impressioni sul suo “romanzo di una vita”.
Esiste un volume antologico intitolato La leggenda di Duluoz, edito da Mondadori, che rappresenta un tentativo di creare un mosaico a senso compiuto attraverso estratti di romanzi diversi (Sulla strada, Dottor Sax, Maggie Cassidy, Angeli della desolazione, I vagabondi del Dharma, Big Sur e altri), da leggersi come capitoli di un unico romanzo. Il risultato è gradevole ma, ovviamente, opinabile: sembra piuttosto un greatest hits selezionato di Kerouac (che comunque esclude molti altri testi che potrebbero essere definiti hits tanto quanto quelli presenti nel libro).
Non è questo che intendeva Jack, il quale piuttosto si immaginava (almeno, a mio parere) di fondere un libro con l'altro rispettando l'ordine cronologico degli eventi, smembrando i romanzi e le antologie dove necessario, ma senza tralasciare alcun episodio o pagina.

2 aprile 2017

KEROUAC: UN MONDO BATTUTO DAL VENTO - I DIARI



Selezionati e raccolti dallo storico Douglas Brinkley, i diari che costituiscono questo volume coprono 7 anni, dal 1947 al 1954, e si focalizzano su due momenti cruciali nel cammino di Jack Kerouac come scrittore e (forse soprattutto) come uomo: la stesura di La città e la metropoli, il romanzo con cui nel 1950 diventerà un autore pubblicato, e quella di Sulla strada, l'opera che nel 1957 lo renderà un'icona americana e controculturale. Intervallate a queste due, ci sono anche menzioni del lavoro germinale che Jack svolge nello stesso periodo per Dottor Sax e Visioni di Cody.
Nella prima parte di Un mondo battuto dal vento si respira la motivazione che spinge il giovane Jack (poco più che 25enne) a voler ricalcare le orme dei suoi padri letterari, come Wolfe, Mann e Saroyan, nello scrivere un'opera impegnata, maestosa, formativa, densa di religiosità. Nella seconda parte assistiamo “in diretta” alla prorompente gestazione della sua opera più famosa, che alla leggenda della sua nascita istantanea contrappone invece la reale, lunga storia di riscritture, come abbiamo già visto parlando del rotolo originale di On The Road (pubblicato di recente).

26 marzo 2017

KEROUAC: LA CITTA' E LA METROPOLI



La città e la metropoli, il famoso romanzo con cui Jack Kerouac esordisce nel mondo editoriale, ha una gestazione travagliata. Siamo nel luglio del 1945: Jack (sposatosi l'anno prima con Edie Parker, la sua prima moglie) vive stabilmente a New York insieme ai genitori, si tiene occupato con lavori saltuari, frequenta la scena del Village e ha già dato prova delle sue intenzioni letterarie con una serie di testi, diari, romanzi germinali, tutti più o meno interessanti (tra cui spiccano Il mare è mio fratello, Orfeo emerso, E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, quest'ultimo scritto insieme a Burroughs).
Dopo che al padre viene diagnosticato un cancro, Jack si fa carico di accudirlo passando gran parte del tempo a casa, dove continua a sperimentare l'uso della benzedrina per scrivere (conosciuta nell'ambito del Village in questi anni). È in tale contesto che inizia a concepire La città e la metropoli. In una lettera a Ginsberg racconta dello stile di scrittura con cui vuole realizzare un romanzo alla Thomas Wolfe. Dopo un ricovero in ospedale, a dicembre, per un attacco di tromboflebite alle gambe causata dal consumo di benzedrina, Jack prende appunti sulle sue idee, ma inizia veramente a scrivere il romanzo solo nell'estate del 1946 dopo la morte del padre.

19 marzo 2017

KEROUAC: PIC - STORIA DI UN VAGABONDO SULLA STRADA


L'ultimo romanzo su cui Jack lavora è Pic – Storia di un vagabondo sulla strada, che parla delle vicende di un bambino di colore e della sua famiglia. Anche questa è un'opera iniziata molti anni prima: in effetti si basa sulla primissima protoversione di Sulla strada, una cinquantina di pagine scritte nel 1948 quando ancora il romanzo non era il ritratto che conosciamo dei viaggi di Jack e Neal. Kerouac lavora a Pic anche durante l'estate del 1951 in North Carolina, a casa con la madre e la sorella, ispirata sia dall'ambiente che lo circondava che dai viaggi che continua a fare. Probabilmente è in questa occasione che il romanzo che conosciamo oggi inizia ad assumere la sua forma, ma anche stavolta lo scrittore lo abbandona. Da sempre attento a conservare i suoi taccuini, nel 1969 Jack lo riprende in mano e lo conclude in aprile, per consegnarlo all'editore proprio in ottobre, il mese della sua morte.

8 marzo 2017

KEROUAC: VANITA' DI DULUOZ


Sin dalla fine degli anni 50, Jack Kerouac entra in una crisi personale e creativa sempre più profonda, come abbiamo visto parlando di Big Sur e Satori a Parigi. Le cose si aggravano nell'autunno 1966 quando la madre viene colpita da un ictus e resta paralizzata. Jack decide di sposare Stella Sampas, sorella di un vecchio amico di Lowell, perché lei possa accudire la madre. Poco dopo si trasferiscono a Lowell, dove tutto è cominciato. In queste circostanze, perennemente ubriaco, Jack non scrive più molto ma rielabora materiale precedente, stimolato dalla città in cui è vissuto vent'anni prima. Nel marzo del 1967 riprende in mano un manoscritto iniziato in Florida anni prima, Vanità di Duluoz, ed entro giugno lo porta a termine. Secondo Jack, Vanità di Duluoz è uno dei suoi libri più riusciti, scritto con uno stile moderato in grado di trasmettere l'essenza degli anni raccontati e la loro diversità con quanto avvenuto in seguito. In effetti, proprio per questo è la più interessante tra le ultime opere, anche in forza del momento di reminiscenza e, ovviamente, del materiale antecedente su cui il romanzo è basato, scritto in giorni di maggior lucidità ed entusiasmo.

25 febbraio 2017

KEROUAC: SATORI A PARIGI


Tra il 1964 e il 1965 Jack vive tra Northport (in una nuova casa insieme alla madre), New York  (dove scappa per allontanarsi dalla quiete domestica quando questa si fa insopportabile) e la Florida (a casa della sorella Carolyn, detta Nin). Quest'ultima viene prematuramente a mancare nel settembre 1964, ma la famiglia rimane in Florida. Nell'estate 1965 per Jack la situazione è troppo pesante da sopportare. Il suo declino psico-fisico, legato alla sua vita inconcludente, a risposte che non trova, a una fama non gradita e all'abuso di alcol, è inesorabile. Coglie la proposta che gli fa l'editore Grove Press: cercare le sue origini bretoni con un viaggio in Francia, tutto pagato. Le cose non vanno come previsto: Jack si limita a trascorrere una decina di giorni tra Parigi e la Bretagna, tra alcol, prostitute e chiacchiere con chiunque incontri, per poi fare ritorno in Florida, dove mette insieme Satori a Parigi bevendo alcolici (cognac, dicono). Nel libro, della ricerca delle proprie origini non c'è nulla, in realtà; solo descrizioni del suo girovagare, dei francesi incontrati nei bar, le disquisizioni sui nomi bretoni, talvolta le incomprensioni verso questa cultura. Le impressioni che Jack raccoglie non dicono molto: l'intero, breve libro purtroppo è carente di contenuto e anche la forma è una pallida ombra dell'espressività dei testi precedenti.

15 febbraio 2017

KEROUAC: LIBRO DEGLI HAIKU



Trombone jazz,
Tende che si muovono,
Pioggia di primavera.

Questa antologia raccoglie oltre 500 haiku, selezionati dagli oltre 1000 scritti da Jack Kerouac tra il 1956 e il 1966. Il 56 è l'anno in cui Jack conosce la poesia haiku giapponese grazie a Gary Snyder, poeta buddhista, figura chiave nel percorso che Jack compie verso questa religione nella seconda metà degli anni 50 (come ho già spiegato parlando di La scrittura dell'eternità dorata e Vecchio angelo mezzanotte). Negli haiku, Jack trova una forma di espressione congeniale non soltanto al suo pensiero guidato dal credo buddhista, ma più in generale alla sua necessità di esprimere sentimenti tramite immagini, soprattutto a proposito di persone e scenari naturali. Inutile dire che questa forma di poesia diventa subito fondamentale nella vita di Kerouac, che produrrà haiku per un decennio: lontani, dunque, dall'essere una parentesi di poco conto nella sua produzione (vari haiku sono contenuti anche in molti romanzi del periodo).

29 gennaio 2017

KEROUAC: BIG SUR



Nella fase tarda della produzione di Jack Kerouac, quella che segue progressivamente la sua decadenza come uomo e scrittore, Big Sur è l'opera più nota, sicuramente la migliore e comunque una delle più importanti in generale. Mai come in questo libro Kerouac sfrutta il paesaggio naturale per descrivere il suo stato d'animo: concepisce la natura come estensione di se stesso. E l'esercizio è (per fortuna) così ben riuscito da guadagnarsi un posto d'onore tra le opere più rappresentative della narrativa americana a tema wilderness, ovvero la relazione tra l'uomo e la natura, che riveste un ruolo sostanziale nelle arti (non solo letterarie) del Nuovo Mondo sin dal tempo della sua colonizzazione.
Il Kerouac di Big Sur è intriso di dubbio, comprensione, sofferenza e serenità: un inno alla contraddizione e alla ricerca, probabilmente. È anche ricco di magia, almeno per chi legge. Gli spaccati della vita a San Francisco si intervallano alle lunghe giornate trascorse nella baita di Big Sur. Jack è diviso, come è sempre stato, in due metà: quella che ambisce alla catarsi naturale e quella che vuole cedere ai vizi della vita metropolitana. A rendere il pensiero narrato così interessante, fluido, intimo, privo di quell'aneddotica presente in molti altri testi, è la consapevolezza che la natura sia il riflesso della mente. Una consapevolezza autentica, che sfiora la serenità, che deriva dal recente abbandono del credo buddhista e, di conseguenza, dalla ricerca impellente di una nuova fede, questa volta del tutto personale. Jack cerca le risposte esistenziali nella natura (ma anche, quando racconta delle serate mondane, nell'alcol). È il coronamento del discorso che ha iniziato in Angeli della desolazione, e si chiude con una poesia, Oceano, in cui Jack tenta di mettere per iscritto i suoni del Pacifico. La fede e l'iconografia rivolta alla natura hanno reso Big Sur anche un punto di riferimento letterario nella cultura hippie, di cui è stato precursore sotto molti aspetti.

13 gennaio 2017

KEROUAC: LIBRO DEI SOGNI



Tra le raccolte che mettono insieme materiale proveniente da periodi diversi della vita e della carriera di Jack Kerouac, il Libro dei sogni è una delle più significative, per una ragione molto semplice: è stato l'autore stesso a concepire e curare il volume prima della pubblicazione (avvenuta nel 1960), lavorandoci sopra per lungo tempo. L'obiettivo è dunque molto importante per l'autore: il libro è una raccolta esaustiva dei sogni che mostra come essi si intersechino con la vita reale, riflettendone molti aspetti, a cominciare dalle persone che vi compaiono.
Il lasso temporale coperto da Book Of Dreams è di ben 8 anni: dal 1952 al 60. Jack inizia a battere a macchina i taccuini nell'estate del 1954, a New York, nello stesso periodo in cui lavora a San Francisco Blues. Negli anni successivi prosegue a riempire taccuini scrivendo dei suoi sogni e un'altra sessione di battitura avviene all'inizio del 1956, in North Carolina a casa della sorella, nello stesso periodo in cui scrive Visioni di Gerard. È ancora al lavoro sul manoscritto nell'aprile 1960 mentre si trova a Long Island insieme alla madre. Quando poco dopo va a San Francisco da Lawrence Ferlinghetti (l'esperienza di quell'estate sarà raccontata in Big Sur), lo sottopone all'amico, scrittore ed editore, cominciando poi un lavoro di revisione al fine di pubblicare l'opera. Tra le modifiche, Jack decide di inserire i nomi già usati negli altri romanzi che hanno una corrispondenza con le persone reali.