25 febbraio 2017

KEROUAC: SATORI A PARIGI


Tra il 1964 e il 1965 Jack vive tra Northport (in una nuova casa insieme alla madre), New York  (dove scappa per allontanarsi dalla quiete domestica quando questa si fa insopportabile) e la Florida (a casa della sorella Carolyn, detta Nin). Quest'ultima viene prematuramente a mancare nel settembre 1964, ma la famiglia rimane in Florida. Nell'estate 1965 per Jack la situazione è troppo pesante da sopportare. Il suo declino psico-fisico, legato alla sua vita inconcludente, a risposte che non trova, a una fama non gradita e all'abuso di alcol, è inesorabile. Coglie la proposta che gli fa l'editore Grove Press: cercare le sue origini bretoni con un viaggio in Francia, tutto pagato. Le cose non vanno come previsto: Jack si limita a trascorrere una decina di giorni tra Parigi e la Bretagna, tra alcol, prostitute e chiacchiere con chiunque incontri, per poi fare ritorno in Florida, dove mette insieme Satori a Parigi bevendo alcolici (cognac, dicono). Nel libro, della ricerca delle proprie origini non c'è nulla, in realtà; solo descrizioni del suo girovagare, dei francesi incontrati nei bar, le disquisizioni sui nomi bretoni, talvolta le incomprensioni verso questa cultura. Le impressioni che Jack raccoglie non dicono molto: l'intero, breve libro purtroppo è carente di contenuto e anche la forma è una pallida ombra dell'espressività dei testi precedenti.

15 febbraio 2017

KEROUAC: LIBRO DEGLI HAIKU



Trombone jazz,
Tende che si muovono,
Pioggia di primavera.

Questa antologia raccoglie oltre 500 haiku, selezionati dagli oltre 1000 scritti da Jack Kerouac tra il 1956 e il 1966. Il 56 è l'anno in cui Jack conosce la poesia haiku giapponese grazie a Gary Snyder, poeta buddhista, figura chiave nel percorso che Jack compie verso questa religione nella seconda metà degli anni 50 (come ho già spiegato parlando di La scrittura dell'eternità dorata e Vecchio angelo mezzanotte). Negli haiku, Jack trova una forma di espressione congeniale non soltanto al suo pensiero guidato dal credo buddhista, ma più in generale alla sua necessità di esprimere sentimenti tramite immagini, soprattutto a proposito di persone e scenari naturali. Inutile dire che questa forma di poesia diventa subito fondamentale nella vita di Kerouac, che produrrà haiku per un decennio: lontani, dunque, dall'essere una parentesi di poco conto nella sua produzione (vari haiku sono contenuti anche in molti romanzi del periodo).