26 marzo 2017

KEROUAC: LA CITTA' E LA METROPOLI



La città e la metropoli, il famoso romanzo con cui Jack Kerouac esordisce nel mondo editoriale, ha una gestazione travagliata. Siamo nel luglio del 1945: Jack (sposatosi l'anno prima con Edie Parker, la sua prima moglie) vive stabilmente a New York insieme ai genitori, si tiene occupato con lavori saltuari, frequenta la scena del Village e ha già dato prova delle sue intenzioni letterarie con una serie di testi, diari, romanzi germinali, tutti più o meno interessanti (tra cui spiccano Il mare è mio fratello, Orfeo emerso, E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, quest'ultimo scritto insieme a Burroughs).
Dopo che al padre viene diagnosticato un cancro, Jack si fa carico di accudirlo passando gran parte del tempo a casa, dove continua a sperimentare l'uso della benzedrina per scrivere (conosciuta nell'ambito del Village in questi anni). È in tale contesto che inizia a concepire La città e la metropoli. In una lettera a Ginsberg racconta dello stile di scrittura con cui vuole realizzare un romanzo alla Thomas Wolfe. Dopo un ricovero in ospedale, a dicembre, per un attacco di tromboflebite alle gambe causata dal consumo di benzedrina, Jack prende appunti sulle sue idee, ma inizia veramente a scrivere il romanzo solo nell'estate del 1946 dopo la morte del padre.

19 marzo 2017

KEROUAC: PIC - STORIA DI UN VAGABONDO SULLA STRADA


L'ultimo romanzo su cui Jack lavora è Pic – Storia di un vagabondo sulla strada, che parla delle vicende di un bambino di colore e della sua famiglia. Anche questa è un'opera iniziata molti anni prima: in effetti si basa sulla primissima protoversione di Sulla strada, una cinquantina di pagine scritte nel 1948 quando ancora il romanzo non era il ritratto che conosciamo dei viaggi di Jack e Neal. Kerouac lavora a Pic anche durante l'estate del 1951 in North Carolina, a casa con la madre e la sorella, ispirata sia dall'ambiente che lo circondava che dai viaggi che continua a fare. Probabilmente è in questa occasione che il romanzo che conosciamo oggi inizia ad assumere la sua forma, ma anche stavolta lo scrittore lo abbandona. Da sempre attento a conservare i suoi taccuini, nel 1969 Jack lo riprende in mano e lo conclude in aprile, per consegnarlo all'editore proprio in ottobre, il mese della sua morte.

8 marzo 2017

KEROUAC: VANITA' DI DULUOZ


Sin dalla fine degli anni 50, Jack Kerouac entra in una crisi personale e creativa sempre più profonda, come abbiamo visto parlando di Big Sur e Satori a Parigi. Le cose si aggravano nell'autunno 1966 quando la madre viene colpita da un ictus e resta paralizzata. Jack decide di sposare Stella Sampas, sorella di un vecchio amico di Lowell, perché lei possa accudire la madre. Poco dopo si trasferiscono a Lowell, dove tutto è cominciato. In queste circostanze, perennemente ubriaco, Jack non scrive più molto ma rielabora materiale precedente, stimolato dalla città in cui è vissuto vent'anni prima. Nel marzo del 1967 riprende in mano un manoscritto iniziato in Florida anni prima, Vanità di Duluoz, ed entro giugno lo porta a termine. Secondo Jack, Vanità di Duluoz è uno dei suoi libri più riusciti, scritto con uno stile moderato in grado di trasmettere l'essenza degli anni raccontati e la loro diversità con quanto avvenuto in seguito. In effetti, proprio per questo è la più interessante tra le ultime opere, anche in forza del momento di reminiscenza e, ovviamente, del materiale antecedente su cui il romanzo è basato, scritto in giorni di maggior lucidità ed entusiasmo.