26 novembre 2017

PHILIP K. DICK (PT.9): SCENARI DEL DOPOBOMBA

 
Cronache del dopobomba si ambienta in un'America ipotetica del futuro (1981) in cui scoppia una guerra atomica. La vita quotidiana di vari personaggi, introdotti nei primi capitoli, cambia completamente: si ritrovano anni dopo in una delle tante comunità urbane che lottano per sopravvivere. In particolare c'è Hoppy, un focomelico discriminato prima dell'olocausto, le cui doti fisiche e psichiche iniziano a sconfinare nel sovrannaturale. Insieme a esse crescono anche le sue ambizioni di dominio sulla comunità. A tenere unita le fila del mondo, raccogliendo e distribuendo informazioni, c'è il programma radiofonico di Dangerfield, un'astronauta bloccato in orbita intorno alla Terra, partito prima dell'olocausto.
Scritto nel 1963, anche questo romanzo (come il precedente Noi marziani) si sviluppa più nelle idee e nei messaggi che non grazie a una vera e propria trama, costituita dall'intreccio di punti di vista e personaggi diversi. Il tema principale è ovviamente quello della paura della crisi atomica, che affligge il mondo nel momento storico in cui Dick scrive. In effetti l'ombra dell'olocausto nucleare aleggia sulle vite dei personaggi sin dall'inizio, impresa come una psicosi innata in loro. Essi interpretano la società circostante in funzione di uno scenario atomico: per esempio, ritengono che la pelle nera sia una forma iniziale di ustione da radiazioni. Di grande rilievo è anche la discriminazione razziale, che infiammava l'America negli anni 60, qui rappresentata da Stuart (nero) e da Hoppy (focomelico).

18 novembre 2017

PHILIP K. DICK (PT.8): SIAMO NOI TERRESTRI I VERI ALIENI



Dopo alcuni mesi di pausa, riprendo la mia lettura dell'opera omnia cronologica di Philip K. Dick dal 1962, anno molto produttivo che segna un certo salto di qualità nella produzione di questo fondamentale autore americano della narrativa fantastica, umanistica e speculativa.
Romanzo denso come pochi altri, costruito sulle idee prima che sulla trama, Noi marziani (scritto nel 1962) è tra le pietre miliari di Dick e di tutta la fantascienza sociologica. Manfred è un bambino autistico e, dopo il suicidio del padre, finisce al centro delle attenzioni di Kott, uno dei capi della colonia terrestre su Marte. Kott crede che l'autismo sia una condizione dovuta all'esistenza in un tempo diverso, che isola l'individuo dagli altri (che vivono invece nel tempo comune). Riuscire a comunicare con Manfred significherebbe per Kott prevedere le mosse dei concorrenti, interessati alla speculazione edilizia su Marte. Nella colonia marziana si innescano passioni, rivalità e interessi tra vari personaggi e il romanzo si districa tra diversi punti di vista: Kott, Bohlen (il suo nemico), Jack (ingegnere figlio di Bohlen), lo stesso Manfred (che vive in un non-luogo dai tratti onirici dove tutto è decadente e prossimo alla fine).