6 febbraio 2018

PHILIP K. DICK (PT.13): SOGNANDO ARMI FARSESCHE



In questo poco conosciuto romanzo scritto nella primavera del 1964, continuazione di un periodo estremamente produttivo, Philip K. Dick ritrae il mondo del 2004 (un futuro ancora lontano a quei tempi!) diviso in due grandi blocchi, il Bloc-Occ (l'Occidente/USA) e il Pop-Or (l'Oriente/URSS), perennemente in lotta a colpi di armamenti. Lars Powderdry e Lilo Topchev sono i rispettivi esperti “inventori” che concepiscono le armi in uno stato di trance. Ciascuno dei due blocchi, tramite televisione e giornali, sbandiera la propria corsa ad armamenti sempre più perfetti e potenti, in grado di sconfiggere gli attacchi del blocco oppositore. Peccato che in realtà tali armi non esistono e dai disegni di Lars e Lilo al massimo si ottengono dei giocattoli. L'enorme messinscena politica viene smascherata dalla minaccia di una razza aliena pronta a invaderci, contro cui i progetti di Lars e Lilo non possono nulla.
Il contesto di Mr. Lars sognatore d'armi non è quello di una distopia, come si potrebbe pensare basandoci su queste premesse, ma di un mondo ai limiti del bizzarro e del farsesco, una parodia ironica e critica. La trama (come sempre in Dick) procede a scossoni, a tratti linearmente, a tratti confusa, e dalle premesse iniziali si dirama poi in varie direzioni, focalizzando l'attenzione del lettore di volta in volta su aspetti diversi. Il romanzo ha diverse chiavi di lettura ed è questo a renderlo più interessante di quanto sembri: vale la pena approfondire questo particolare volume che si incontra procedendo lungo la sterminata bibliografia dickiana.
Al livello più superficiale troviamo la descrizione di una nuova Guerra Fredda, in cui le menzogne propinate dai media consentono il controllo socio-politico del pianeta, e poi di una probabile guerra contro gli alieni (parte che tuttavia non viene approfondita). Fanno la loro comparsa alcuni degli elementi ricorrenti in Dick: l'androide/simulacro, il viaggio nel tempo (elementi che entrano in scena contestualmente al personaggio di un veterano di guerra proveniente dal futuro, capace di trovare una soluzione contro l'invasione aliena) e, non da ultime, le capacità extrasensoriali alimentate dall'uso di droghe che consentono ai personaggi di muoversi su realtà diverse e non sempre distinguibili. In questo senso Dick ha voluto infarcire Mr. Lars con idee già trattate ampiamente in opere precedenti e qui non sempre necessarie.

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Al livello successivo, il romanzo può essere letto in chiave più personale nel contesto della vita dello scrittore, perché condensa elementi del suo vissuto e senza preoccuparsi di nasconderli più di tanto. Mentre la trama procede, Lars incontra Lilo e vive con lei una relazione sentimentale che conduce la sua ex compagna, Maren, al suicidio. Questo fatto, oltre alla depressione che lo affligge quando viene a sapere che i suoi disegni e progetti non sono ciò che credeva, pongono Lars in una situazione psicologicamente critica. Le dinamiche instabili ed estreme delle relazioni, a forte contenuto sessuale (almeno sottinteso, ma in realtà piuttosto evidente e reso ancor più esplicito dall'ottima traduzione di Pagetti che porta il testo in linea con i tempi), derivano dal turbolento rapporto tra Dick e la terza moglie Anne, da cui Philip si separerà nel 1965, e in generale dalla sua colorita storia di relazioni.
Per finire Mr. Lars ha un livello farsesco e weird, probabilmente il più curioso e inaspettato, che nasce dalla variegata costellazione di elementi e dettagli che lo compongono. Nomi, neologismi e sigle popolano il romanzo e divertono il lettore: Bloc-Occ e Pop-Or (già menzionati), beconsi (individui considerati tipici che si occupano dei beni di consumo), purioti (poveri idioti, riferito alla massa), Nu-Occ-NazSez e SovSup (i comitati rispettivamente di Occidente e Oriente), Kachi (agenzia spionistica imparziale), e molti altri. Anche i nomi di persona (tradotti con attenzione) sottendono dei significati (Powderdry è “polvere secca”, Sorcey Fosse suona come “sorcio fesso”, eccetera).
Il fatto, poi, che i progetti di armi avveniristiche e letali siano in realtà semplici giocattolini (così come la Zap Gun del titolo originale, l'infantile “pistola a raggi” che popola tutta un'epoca di fantascienza naif) è un riferimento e sicuramente una frecciatina alla letteratura fantascientifica, con cui Dick ha sempre avuto una relazione altrettanto turbolenta, in bilico sin dall'inizio della sua attività di scrittore tra il mainstream “impegnato” (ricordate Mary e il Gigante, Il Cerchio del Robot, In questo piccolo mondo e In terra ostile?) e la fantascienza “da consumo” (con la quale si è affermato nel panorama letterario mondiale). Se consideriamo, infine, che il testo contiene il riferimento diretto ai fumetti di fantascienza bambinesca e alla letteratura fantastica per l'infanzia (“L'uomo cefalopodo blu”), allora Mr. Lars sognatore d'armi assume un importante risvolto metaforico con il quale Dick vuole “far intendere ai suoi lettori che il romanzo di fantascienza deve accettare le sue umili origini e su di esse costruire un discorso ricco di implicazioni metanarrative e di suggerimenti etici” (Pagetti, dall'introduzione all'edizione Fanucci 2012).
Pagella: idee alla base ***½ ;  sviluppo **** ;  consigliato ****

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Retrospettiva P. K. Dick:
Dick (pt.12): Clan di folli e trafficanti di realtà

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