25 febbraio 2018

PHILIP K. DICK (PT.15): SOLUZIONI FINALI E OCCUPAZIONI MENTALI



Nel 2014 la Terra possiede una colonia extraplanetaria chiamata Bocca della Balena. Si dice che sia un eden, ma il teletrasporto che conduce là è unidirezionale, quindi nessuno ha mai fatto ritorno. Rachmael è convinto che si tratti invece di una prigione, una “soluzione finale” al problema della sovrappopolazione terrestre. Decide così di intraprendere un viaggio in astronave per raggiungere la colonia. Ci vorranno diciotto anni, ma il sonno criogenico progettato dalla società Lies Inc. (la Menzogne Spa del titolo) è stato manomesso e Rachmael deve affrontare tutto il viaggio da sveglio. Arrivato sulla colonia scopre un governo totalitario insediatosi nel frattempo, ma poi, colpito da un dardo di LSD, sprofonda in un viaggio allucinogeno tra dodici paramondi (realtà alternative).
Nato nel 1964 (il quinto romanzo che Dick partorisce in quell'anno) originariamente sotto forma di racconto (The unteleported man, da noi conosciuto come Utopia andata e ritorno), Menzogne Spa viene espanso e revisionato molto più tardi, prima della morte dell'autore (marzo 1982), che in effetti lascia il lavoro incompleto. Le parti originali sono l'inizio e la fine, mentre tutta la parte centrale (le peripezie multidimensionali e allucinate di Rachmael) sono successive. Ancor più di Deus Irae, il parto che ha dato vita a Lies Inc. è stato lungo e difficile e l'opera risente molto del travaglio. Da un lato abbiamo un'idea, quella della colonia e del misterioso complotto oligarchico che vi si nasconde dietro, appartenente ai canoni dickiani classici (se vogliamo definirli tali) e che offre una premessa intrigante da cui ci aspettiamo grandi cose. Dall'altro abbiamo un'inattesa esplosione del plot, a partire da circa un terzo del libro, verso molteplici direzioni, che fanno smarrire il lettore e lo confondono. Nella mia esperienza di lettura dell'opera omnia di Philip Dick, questo romanzo è probabilmente quello che sono riuscito a seguire meno e di cui, a lettura terminata, mi restano pochissimi ricordi al di là delle premesse iniziali.
La revisione di Dick si fonda pesantemente sull’ossessione che più lo tormenta nell'ultimo periodo: la natura della realtà. Viviamo effettivamente in un mondo reale o solo in una simulazione neuronale? Dick ha affrontato questo concetto ben prima del film Matrix (ci sono filmati su Youtube delle conferenze dei suoi ultimi anni in cui ne parla di fronte a un pubblico incredulo). La profondità di questo dubbio è tale da ridefinire completamente anche la sua narrativa, relegando in secondo piano quelli che finora erano le sue tematiche ricorrenti. Nel 1964 questo momento non è ancora giunto ma l'ampliamento successivo di Menzogne Spa risponde a questa esigenza. Il problema è che le premesse della storia originale erano altre, più tradizionali. I paramondi dove Rachmael viaggia, che entrano in gioco nel tessuto narrativo stesso, inducono il lettore a domandarsi continuamente quale sia, tra le varie possibili, la realtà di cui sta leggendo. E dov'è che vive davvero Rachmael: nella Realtà con la R maiuscola, o in para-realtà? E per estensione il lettore dovrebbe rivolgere la domanda a se stesso e alla sua realtà. Purtroppo però questo innesto successivo e forzato fa deragliare l’idea originale dai propri binari, e il romanzo non colpisce alcun bersaglio.
Pagella: idee alla base ***½ ;  sviluppo **½ ;  consigliato **½

Mekkis è un ganimediano dall’aspetto simile a un verme, membro della razza che ha invaso la Terra, ma che non gode di gran rispetto nella sua gente e per questo è stato messo al governo dello stato americano del Tennessee. Qui scorrazza il gruppo dei Neg, ribelli terrestri (partigiani per così dire) guidati da un leader di nome Percy X, dotato di poteri telepatici. Alla sua ricerca ci sono anche dei terrestri collaborazionisti che vogliono la sua cattura, tra cui Joan. Dalla parte dei ribelli c'è invece un gruppo misterioso celato dietro le sembianze dell'associazione mondiale psichiatri. Quando Joan e Percy vengono catturati dal dottor Balkani, l'alleanza riesce a sostituirli con simulacri, e la resistenza terrestre continua rivelando un'arma in grado di porre fine al dominio ganimediano.
La conquista di Ganimede viene scritto nel 1965 da Dick in collaborazione con Ray Nelson, autore di fantascienza amico anche di Roger Zelazny (co-autore con Dick di Deus Irae, concepito nello stesso periodo). Nonostante la trama in apparenza bizzarra e piena di svolte action, il romanzo mantiene un forte legame con i connotati dickiani. Innanzitutto l'azione viene ambientata in uno degli Stati Uniti del sud, dominato da razzismo e arretratezza. Dick, da sempre sostenitore dell'uguaglianza, condanna in questo e altri libri la discriminazione nei confronti di “diversi”, che qui sono rappresentati dal gruppo di Neg (termine non casuale, evidentemente) capitanato da Percy X, un musulmano dalla pelle scura.
Il romanzo si incentra quindi sulla tematica della discriminazione razziale, senza tuttavia lasciare da parte il superpotere mentale e il simulacro, la replica sintetica dell'essere umano qui utilizzata come arma per trarre in inganno il nemico. Inoltre, i vermiformi invasori ganimediani sono dotati di una mente-alveare dove ogni individuo è connesso agli altri, ma anche ai terrestri, le loro vittime. Il loro “metodo” di invasione è infatti una sorta di conquista mentale. L'arma finale in grado di liberare la Terra, poiché colpirà la mente-alveare, avrà una tremenda ripercussione anche sugli umani.
La conquista di Ganimede, anche se in modo meno geniale e con un'estetica più da b-movie rispetto a La svastica sul sole o altri capolavori di Dick, ha un chiaro sottotesto sulla guerra per il potere, la manipolazione mentale, e in generale il ruolo centrale ricoperto dalla mente nel controllo umano.
Tematica che si pone ormai al centro di qualsiasi sua opera.
Pagella: idee alla base ***½ ;  sviluppo *** ;  consigliato ***½

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Retrospettiva P. K. Dick
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