26 aprile 2018

ARTHUR C. CLARKE (pt.7): LE GUIDE DEL TRAMONTO


https://www.amazon.it/guide-del-tramonto-Arthur-Clarke/dp/8804664762/ref=as_sl_pc_as_ss_li_til?tag=malcolm07-21&linkCode=w00&linkId=8285ce1c1ec37be64d92426887bf83d8&creativeASIN=8804664762

Dopo tanto tempo sono tornato sul grande Clarke per un leggere uno dei suoi lavori più significativi.
In Le guide del tramonto, Arthur C. Clarke immagina che il destino della Terra sia connesso a un piano molto più grande che coinvolge l'universo intero. Un bel giorno spuntano nel cielo delle astronavi (in stile Visitors) guidate da esseri alieni che somigliano terribilmente a dei satanaelli con corna, ali e coda appuntita. Tramite il loro portavoce, questi esseri battezzati Superni si prendono cura dell'umanità assicurandole una certa prosperità e agiatezza ed evitando che si autodistrugga con l'energia nucleare. Mentre le generazioni si susseguono, gli scopi dei Superni divengono chiari: sono servitori della Supermente, un essere privo di contorni fisici costituito dalla fusione delle intelligenze più evolute del cosmo, che attende lo sviluppo nei terrestri dei poteri mentali necessari perché anch'essi ne divengano parte. Due secoli dopo l'arrivo dei Superni, i neonati della Terra non sono più veri e propri umani, ma qualcosa di più. Purtroppo questo significa anche la fine della civiltà così come la conosciamo.
Clarke è stato uno scrittore fondamentale nella fantascienza ma la sua produzione ha dei lati contrastanti (tempo fa l'ho chiamato il Paradosso Clarke): ha scritto sia capolavori (La città e le stelle, 2001: Odissea nello spazio, Incontro con Rama) che lavori dimenticabili o malriusciti (Polvere di luna, L'ultimo teorema), ha scritto sia romanzi riflessivi di grande impatto e speculazione che romanzi hard-tech dove la descrizione delle tecnologie ha un ruolo più significativo dei personaggi. Le guide del tramonto per fortuna rientra nella prima categoria: è una delle opere più importanti di Clarke, completata nel 1953, nonché una delle pietre miliari della fantascienza. Con molto anticipo sul più famoso 2001 (scritto nel 1968), in questo libro Clarke affronta le domande supreme, quegli interrogativi che hanno segnato filosofia e religione sin dai primordi: qual è lo scopo della civiltà umana? Perché siamo qui?

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Il romanzo risponde alla questione escatologica con la visione di una mente collettiva di proporzioni universali, che dovrebbe essere l'ultimo traguardo nonché desiderio di qualunque razza senziente. Ma l'interesse del romanzo sta soprattutto nei quesiti che pone strada facendo, man mano che i personaggi (di varie epoche e generazioni nei circa due secoli in cui svolge) affrontano la presenza dei Superni e le loro rivelazioni, fino a una conclusione dolceamara. A Clarke qui non interessano scienza e tecnologia, volutamente non spiegate e lasciate nel mistero: concentra invece tutti i suoi sforzi sui molteplici personaggi e sul contesto, dando prova che è ciò che gli frutta i migliori risultati.
La cosa bizzarra di Le guide del tramonto, semmai, è proprio il misterioso elemento sovrannaturale che assume ruolo preponderante nella seconda parte. L'introduzione di poteri mentali come la telecinesi è un momento chiave nella storia perché segna il primo passo degli esseri umani in una realtà più profonda e di portata cosmica, che comincia a separarsi dai limiti fisici. Clarke stesso, in certo periodo della sua vita, si interessa ai fenomeni inspiegabili; interesse che trasferisce consapevolmente nel romanzo come per fornire uno scenario escatologico ideale in grado di rendere plausibile l'esistenza di tali fenomeni.
La visione che ci offre Clarke ha dei tratti in comune con quella di Clifford D. Simak, altro maestro e "poeta" della sci-fi novecentesca, almeno per quanto riguarda la prima parte della sua produzione. L'ambizione di oltrepassare i limiti fisici della materia, quindi del corpo, e innalzarsi al livello di una mente di pura energia, intangibile, dotata della conoscenza cosmica. Ma sono "le guide del tramonto", cioè i Superni, a creare le condizioni perché ciò avvenga e, in effetti, a decidere il nostro destino senza darci molta scelta. Quanto sia positivo questo finale è tutto da vedere. Nell'ultima parte del romanzo, Clarke fa capire che i Superni sono succubi della Supermente e si interrogano sui suoi metodi e scopi. Nel finale, mentre i "superumani" (o superuomini) partono per congiungersi al grande quadro dell'universo, la Terra è distrutta, come un nido abbandonato dopo che le uova sono schiuse. Allora a cosa è servita veramente la nostra storia? Quanto legittimo è stato l'intervento dei Superni?
Un'altra ragione dietro al fascino emanato da Le guide del tramonto risiede, secondo me, anche nella sua struttura episodica in tre parti, conseguenza della genesi del romanzo come espansione di un racconto precedente, Angelo custode del 1946 (che equivale alla prima parte, separata in modo piuttosto netto dalle successive). Genesi che accomuna alcuni indimenticabili della sci-fi come Prima Fondazione di Asimov, City di Simak e La città e le stelle dello stesso Clarke.

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Idee alla base ****½; sviluppo *****; consigliato *****



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