5 febbraio 2011

PEARL JAM '96: NO CODE

[Update 29.6.2012]
No Code, similmente al successivo Yeld, è un disco di passaggio. Contiene un po' di tutto ciò che i Pearl Jam avevano fatto finora, in termini di sonorità, risultando un disco intenso e variopinto, senza l'ombra di ripetitività o riciclaggio. Naturalmente non è un disco solido quanto i tre precedenti, e come saranno quelli dei primi anni 2000. Si inizia anche ad avvertire qualche spruzzo di sperimentalismo; la grinta discende leggermente verso una certa introspezione musicale.
Straordinarie sono "Sometimes" e "Hail Hail" (l'incipit migliore di un album dei Pearl Jam), "Off He Goes", "Habit", "Red Mosquito" e "I'm Open". Con No Code i PJ si sono incamminati sulla loro nuova e definitiva strada.

Out-takes.
Black, Red, Yellow” reperibile su Lost Dogs come extended take rispetto all'originale b-side.
Dead Man” (pensata per l'omonimo soundtrack) reperibile su Lost Dogs.
All Night” reperibile su Lost Dogs.
Don't Gimme No Lip” reperibile su Lost Dogs.
Gremmie Out Of Control” e “Leaving Here”, due cover reperibili su Lost Dogs.
“Brain Of J” e “Parting Ways” sembra siano state registrate per la prima volta per No Code, poi riprese su album successivi.
“Hard To Imagine” sembra sia stata nuovamente registrata ed esclusa.
“Tommy Who”, “23 Street Chorus”, “The Needle Sunburn” e “Falling Down” sono altre probabili incisioni inedite di queste sessions.
“Olympic Platinum” scritta dal mixerista e registrata per l'Xmas single 1996.
L'Xmas single 1996 contiene anche una versione live di “Smile”.

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