17 febbraio 2015

KEROUAC-BURROUGHS: E GLI IPPOPOTAMI SI SONO LESSATI NELLE LORO VASCHE



New York, 1944. La scena vede Jack Kerouac, 22 anni, ritiratosi dalla Columbia University, intenzionato ad andar per mare e già attivissimo scrittore (alle spalle nessuna pubblicazione ma innumerevoli diari e manoscritti, gran parte dei quali pubblicati postumi); William S. Burroughs, 30 anni, laureato ad Harvard, “pecora nera di buona famiglia” e all'inizio della sua inclinazione per la morfina; Allen Ginsberg, 18 anni, matricola alla Columbia, poeta sognatore; Lucien Carr al quale va il merito di aver fatto incontrare i tre suddetti padri della Beat Generation. Ma ci sono anche altri attori sulla scena, meno noti, tra cui Hal Chase e Herbert Huncke (il quale sembra aver giocato un ruolo essenziale introducendo nel gruppo le droghe). Carr ha una vecchia e discontinua relazione omosessuale con Dave Kammerer, di molti anni più vecchio di lui. Seccato dalla sua ossessività e interessato anche a Ginsberg, nell'agosto 1944 durante una lite a elevato tasso alcolico Carr uccide Kammerer e getta il suo corpo in un fiume.La storia finisce in prima pagina coinvolgendo anche Kerouac, Burroughs e Ginsberg. Kerouac resta in prigione per diverse settimane ed esce soltanto in seguito al matrimonio con Edie Parker, coinquilina di Joan Vollmer (poi moglie di Burroughs). Edie e Jack si frequentano già da un paio d'anni, da quando lui si è trasferito a New York. A questo punto, lui e Burroughs iniziano a scrivere della vicenda di Carr usando punti di vista diversi, a capitoli alternati scritti in prima persona, e utilizzando nomi inventati. Nasce così E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche (Burroughs prende il titolo da un annuncio radiofonico) e il libro, mai pubblicato, entra subito nella leggenda della Beat Generation. Spesso Kerouac lo menziona negli anni a seguire, tentando di spingere per la pubblicazione; nel 1945 in una lettera alla sorella Caroline dice che il libro (a quel punto già completato e consegnato all'editore) è “il ritratto del segmento 'perduto' della nostra generazione – cinico, onesto e di una realtà strabiliante – è un buon libro ma non sappiamo se per quel tipo di libro ci sia molta richiesta ora” (dalla postfazione dell'edizione Adelphi). Burroughs, con il senno di poi, è invece del parere che non sia granché interessante (lo dice nel documentario What Happened To Kerouac). Dopo una lunga trafila con Carr, i curatori dell'eredità letteraria di Kerouac e Burroughs decidono di rinunciare alla pubblicazione finché egli è in vita; scomparso Carr nel 2005, il libro ha visto la luce nel contenuto originario del manoscritto, con un lieve editing nella forma.
Dell'omicidio che dà origine alla Beat Generation – come sovente è stato definito – tutti gli esponenti Beat hanno parlato in altri testi, sempre mischiando verità e finzione. Anche le fonti bibliografiche hanno raccontato la verità sull'accaduto sin dagli anni 70. Dunque, la storia non ci è nuova. Il romanzo, però, dà voce ai veri protagonisti, sebbene i nomi siano modificati e lo siano anche i fatti, in modo lieve. Non si pensi, comunque, che il libro sia la cronaca di un omicidio: Kerouac e Burroughs, nei panni di Myke Riko e Will Dennison, ci parlano innanzitutto della vita e delle passioni nel Village, con tono frizzante ma pacato, quasi sorseggiassero un cocktail con la sigaretta tra le dita, e con uno stile simile a quello delle altre produzioni del primo periodo (in primis Orfeo emerso di Kerouac, ambientato nella medesima scena newyorkese, ma anche La scimmia sulla schiena di Burroughs). La confessione della tragedia arriva soltanto alla fine, una lama di ghiaccio che spezza irrimediabilmente tutto ciò che è stato vissuto e raccontato sin lì.
I capitoli scritti da Jack sono quelli più interessanti: mentre Burroughs nel 1945 non ha maturato il proprio stile, e ancora non ha molto da raccontare – siamo lontani dai frastagliati incubi di Pasto nudo – Kerouac adotta lo stesso, fresco approccio degli esordi che troviamo in Il mare è mio fratello, Orfeo emerso, nei diari e taccuini dei primi anni 40 (incentrati soprattutto sull'esperienza in marina). Gli ippopotami è un libro scritto velocemente, a quattro mani, con il semplice scopo di trasferire sulla pagina eventi, facce e voci della vita reale.
La biografia di Ann Charters sostiene che nel 1944 Jack scopre la benzedrina, più o meno nel periodo in cui Burroughs inizia a vivere con Joan Vollner, nell'appartamento in cui lei abita con Edie Parker (poi moglie di Jack). In quel periodo Jack fa avanti e indietro tra New York e la casa dei genitori a Lowell. Pare che Jack rifiuti le proposte di Burroughs di provare droghe, ma non è chiaro se nella stesura di questo testo la benzedrina abbia giocato qualche ruolo – sebbene in effetti appaia piuttosto sobrio. Certo è che questo è il punto di origine di tutto: la dipendenza di Burroughs e Joan dalla morfina, il matrimonio tra Kerouac e Edie subito dopo il caso Carr (che servirà a tirar fuori Jack di prigione), la rapida fine della loro relazione, la malattia del padre di Jack e la stesura sotto benzedrina del sofferto La città e la metropoli. Poi naturalmente il decennio di avventure on the road che incombe sulla Beat Generation.
Pubblicato in Italia da Adelphi in una interessante edizione corredata dall'originale postfazione del curatore, Gli ippopotami non sono un'ennesima raccolta postuma di testi degli esordi, ma un vero e proprio romanzo perduto dove ritroviamo un'inaspettata coppia di scrittori esordienti pieni di sentimento. Anche Edie Kerouac Parker ha scritto un libro dove racconta in modo esplicito le vicende del Village di New York, del caso Carr e della sua relazione con Kerouac: si intitola La mia vita con Jack ed è uscito postumo recentemente.

Burroughs, Carr e Ginsberg

Nomi del romanzo / Nomi reali
Myke Riko = Jack Kerouac
Will Dennison = William Burroughs
Philip Tourian = Lucien Carr
Ramsay Allen (Al) = Dave Kammerer
Janie = Edie Parker

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