19 luglio 2015

JOE HILL: LA SCATOLA A FORMA DI CUORE



Sono andato a ritroso nella lettura di Joe Hill, partendo dall'ultimo romanzo finora pubblicato fino a questo primo. Come prevedibile il percorso è andato in discesa: ritengo infatti che NOS4A2 non sia soltanto superiore su tutti i livelli (idea, narrazione, stile personale), ma stia proprio su un altro pianeta rispetto a La scatola a forma di cuore. Qui mi sono trovato per le mani un romanzo horror facilmente etichettabile, una storia di spettri con una rockstar antipatica come protagonista. 
Un tono heavy metal che viene naturale a Hill come al paparino Stephen King, ma che in questo caso risulta un po' stereotipato. La storia di un fantasma che perseguita il protagonista a causa di certi fatti spiacevoli accaduti nella sua vita, non è nuova né rivitalizzata in modo particolarmente interessante. Qualche bel momento c'è, di sicuro si percepiscono intenzioni e mire più grandi rispetto a quanto non ci azzecchi il romanzo, oltre a una capacità potenziale ancora inespressa. Un esordio romanzesco in sordina giustificato – col senno di poi – dalla crescita futura dell'autore, che è stata davvero grande. Inoltre, ma questo potrebbe essere causato dalla traduzione, a tratti frasi e paragrafi sono difficili da seguire, un po' confusionari.
Prima di uscire con un romanzo, Hill ha pubblicato un'antologia di suoi racconti horror incentrata proprio sui fantasmi, intitolata 20th Century Ghosts (che gli è valsa diversi riconoscimenti). E' quindi facile capire da dove deriva La scatola a forma di cuore: un racconto cresciuto finalmente alla dimensione di un romanzo, forse l'occasione giusta da cogliere per Hill per diventare finalmente un autore da scaffale. In generale, questo è un libro che si può evitare: passate direttamente ai due successivi. Per quanto riguarda Ghosts è fuori catalogo in Italia.


Ps. Il prossimo libro di Joe Hill sarà The Fireman in uscita in USA a fine 2015 o inizio 2016, in Italia chissà quando lo vedremo.

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