23 novembre 2014

JOE HILL: NOS4A2


Per chi non lo sa, Joe Hill è figlio di Stephen King e ha iniziato la sua carriera di scrittore senza l'ingombrante cognome del padre. I suoi primi racconti e romanzi sono di genere prettamente horror e sono stati pubblicati senza che si conoscesse la vera identità del loro autore. Non che questo cambi le cose, ma è segno di onestà intellettuale. Con NOS4A2, Joe Hill è diventato più popolare e ha scritto la sua opera più importante, nel quale aggiunge la sua piccola, personale tessera al macro-universo creato dal padre in oltre 40 anni di romanzi.

Mi spiego meglio: chi legge King sa che molti dei suoi romanzi possono essere visti come parte di un quadro più grande, un multiverso che ha il suo perno nel ciclo La Torre Nera. Questo romanzo di Joe Hill narra di un rapitore di bambini, Charlie Manx, che in realtà è molto più diabolico di quanto sembri. È un “vampiro psichico” in grado di viaggiare sulle “altre strade” e raggiungere dei luoghi appena al di là della nostra realtà. Hill cita apertamente il Medio-Mondo (luogo centrale nelle vicende della Torre Nera), il Vero Nodo (un gruppo di succhiaemozioni di cui parla King nel recente Doctor Sleep) e certi poteri mentali che i Fedeli Lettori conoscono molto bene.
La bellezza del romanzo, a mio avviso, sta tutta nella protagonista, Vic, che conosciamo quand'è una bambina dall'infanzia difficile e la accompagniamo fino all'età adulta. Anche Vic ha il potere di raggiungere luoghi al di là del nostro mondo e di ritrovare oggetti perduti. Il tono da fiaba nera e il senso di inevitabilità pervade i capitoli, ognuno dei quali rispecchia il posto dove si svolge la scena. Hill lavora molto con il concetto di luogo, e usa l'inscape (inner landscape, paesaggio interiore) per dare un senso alla battaglia tra il mondo reale e quello dell'immaginazione. Tratteggia un mondo mitico, nella miglior tradizione del padre.
L'appartenenza al mosaico kinghiano non è tutto, però, anzi è la classica ciliegina sulla torta che fa sentire a casa il Fedele Lettore. Di per sé, il romanzo va preso come un'opera a se stante, e in tal senso è un grandioso thriller di ambientazione fantastica, il cui ritmo è serrato e spietato. Hill, dotato di una sua identità narrativa, non emula il padre, semplicemente raccoglie la sua importante lezione, costruendo NOS4A2 su ottime idee e forma. Consigliato a chiunque voglia fare un tuffo in un thriller cosparso di magia pura.

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